domenica 20 gennaio 2013

Sentire di meritare

Foto dell'autrice
"Sei abbastanza importante da chiedere e benedetto abbastanza da ricevere ciò che hai chiesto", ci ricorda Wayne Dyer, noto psicoterapeuta e scrittore americano.

Eppure lo dimentichiamo spesso, troppo spesso.
Il bambino mai cresciuto sepolto in profondità dentro di noi pensa di non essere abbastanza meritevole per ricevere ciò che desidera, e talvolta neppure ci prova, a chiedere. 
A questo si aggiunge l'adulto disincantato che pensa che la vita sia avara, che quello che hai è quello che ti meriti, e se non ci stai bene dentro non c'è nulla che tu possa fare.

In realtà è vero che quello che abbiamo, in un certo senso, è ciò che ci meritiamo. Ma non in senso religioso. 
Pensando a livello inconscio di non meritare di meglio, ci rassegnano a vivere una vita povera, senza gioia, piena di fatica, di ostacoli che paiono insormontabili...

Ci siamo dimenticati della Benedizione originaria, e che l'Universo ci ama, e che ci meritiamo di essere felici. Di essere appagati, di coronare i nostri sogni.
Perché i sogni veri - non le velleità - ma le aspirazioni profonde che ci smuovono dentro e ci fanno agognare al conseguimento dell'obiettivo, sono la nostra missione.
Foto dell'autrice

Veniamo al mondo con una missione, ognuna la sua personale, e con dei talenti. Ci meritiamo di esprimerli, di portarli nel mondo, fare dono di essi all'umanità.

Benedetti dal dono della vita, veniamo benedetti anche ad ogni dono che riceviamo.
Basta chiedere, e smettere di pensare che non ce lo meritiamo.

Se rimani in silenzio abbastanza da ascoltare la Vita, da sentire la Gioia incondizionata dentro di te, l'Amore allo stato puro, non avrai più l'illusione di non meritare la sua Benedizione.

sabato 19 gennaio 2013

Peccato originale o benedizione originale?

Spiacente, non ho mai creduto, fin da bambina, al concetto di peccato originale.
E' qualcosa che esula dal mio naturale sentire.
Ho sempre trovato ovvio che la vita sia benedizione. Come nel pensiero pagano, tutti nasciamo puri, perfetti. 
Quale dio sadico decide di farci nascere carichi di peccati, già maledetti?
Perché negarci il frutto della conoscenza e poi farci vergognare delle nostre nudità, una volta mangiato il frutto?
Impression of meadow - Foto dell'autrice
Non vi sembra che questa favola non abbia alcun senso? 
Eppure ci crediamo da oltre 5000 anni!

I Maestri spirituali ci insegnano che la vera Vita, quella non giudicata, non filtrata dalla mente, è pura gioia incondizionata.
La Vita è essenza di pura benedizione celeste, è un dono.
Nascere in questo mondo è avere l'opportunità di sperimentarsi in quanto esseri viventi, e non solo essenze fluttuanti.

Son of the Goddess - Foto dell'autrice
Quando stai nel sentire, con la mente calma e silenziosa, puoi entrare ancora una volta in quella gioia benedetta che è l'essenza  stessa della vita.
Puoi essere un tutt'uno con la felicità dell'esistere fine a sé stesso.
Puoi conoscere il tuo Sé. Puoi sentirlo sorridere dentro di te.

Dov'è la colpa?
Non c'è. 
Tutto è gioia.
Il resto è mente.

venerdì 18 gennaio 2013

L'Universo ama la velocità

L'Universo ama la velocità. Questo ci dicono i Maestri.
Flight above future - Foto dell'autrice
Quando hai un'intuizione, l'ispirazione, agisci!
Perché in quel momento i tuoi canali comunicativi sono aperti ai suggerimenti divini, l'Universo ti sta sussurrando all'orecchio, ti sta dando l'opportunità di creare qualcosa di nuovo.

Che sia un oggetto d'arte, una scoperta scientifica, un nuovo mestiere  che ancora nessuno ha inventato, un modo per uscire dai tuoi problemi, quello è il momento per cogliere il suggerimento e metterlo in pratica.

Non domani o chissà quando, pensando che non sappiamo come realizzarlo, che non abbiamo gli strumenti giusti, le conoscenze giuste, abbastanza soldi per finanziare il progetto o abbastanza capacità.

Se l'ispirazione è arrivata, allora è perché è il momento giusto.
Se non cogliamo il momento, allora qualcun altro, più determinato e intraprendente, riceverà la stessa ispirazione e noi ci accorgeremo, un giorno o l'altro, che qualcuno ci ha rubato l'idea.

L'Universo manda l'ispirazione a pioggia, chi ha i canali aperti la coglie. Tutto qui.

E quando invece chiediamo qualcosa: siamo sicuri di volerlo davvero?
Noi chiediamo, l'Universo risponde.
Non diciamo poi che non eravamo pronti, o che non pensavamo la cosa arrivasse così in fretta!

Chiediamo ciò che vogliamo davvero e chiediamolo chiaramente.
Feel joy - Foto dell'autrice
Se lo facciamo quando siamo davvero ispirati, quando sentiamo che è il momento giusto, che abbiamo l'energia giusta, potremo davvero sperimentare quanto sia vero che l'Universo ama la velocità.
In men che non si dica...

giovedì 17 gennaio 2013

Lo yoga della risata

Da un po' di tempo stanno nascendo corsi di yoga della risata.
Corsi che ci aiutano a tirare fuori l'anima ilare, giocosa, dissacrante e autoironica sepolta dentro di noi.

Mi è capitato tempo fa di partecipare a una lezione di prova e ricordo che arrivando a casa avevo i crampi alle guance.
Inner smile - Foto dell'autrice
All'inizio bisogna un po' sforzarsi di ridere, tanto per cominciare a sciogliere il ghiaccio. 
Ma a un certo punto si comincia a ridere davvero e di gusto, principalmente per l'assurdità della situazione.
Un gruppo eterogeneo di persone, una cinquantina, che ride senza motivo, battendo le mani, piegandosi in due, asciugandosi le lacrime agli angoli degli occhi. 

In realtà possiamo farci la nostra seduta di yoga della risata come e quando vogliamo nella nostra vita quotidiana.
Basta imparare a ridere di più delle cose della vita, di noi stessi, prendendoci meno sul serio, basta stare di più con gli amici, vedersi una bella commedia, aver voglia di gioire di più.

Si sa che ridere è terapeutico, e non c'era bisogno che ce lo spiegassero gli scienziati. 
Dice il vecchio detto che il riso fa buon sangue.
Baby laughing - Foto dell'autrice

A me piace molto la famosa frase di Chopin:
"Chi non sa ridere non è una persona seria".

Aggiungerei che chi non sa ridere non è una persona vera, autentica. 
Se tra i primi istinti dei neonati c'è il riso, cosa ci impedisce di continuare a ridere sinceramente anche da adulti?

mercoledì 16 gennaio 2013

Resistere all'amore è resistere alla vita

Capita quel giorno in cui due persone si incontrano.
Occhi negli occhi, anima che tocca anima, un sussulto, un frullo lieve nel cuore.
Si sono riconosciuti. Per un'istante sono diventati una cosa sola, un filo diretto che collega due anime che in realtà sono una che si manifesta in due corpi distinti. 
Sono fiamme gemelle.

Non ci sarebbe nemmeno bisogno di parole, solo un lasciarsi andare all'evidenza e vivere l'esperienza.
Ma le nostre personalità fanno resistenza, si inventano problemi che non esistono: troppo bello per essere vero, paura di soffrire, di illudersi, che finisca male, paura di non essere all'altezza, dell'intimità, di non essere pronti...
Foto dell'autrice

Ma quando una cosa accade è perché quello è il momento giusto.
Da occhio a occhio, da anima ad anima, da cuore a cuore sappiamo che è venuto il tempo di sperimentare l'Amore.

La Vita ci sta invitando alla sua danza, ci ha trovato un ballerino che sa ballare al nostro ritmo.
Non possiamo restare a guardare in una angolino, nel nostro cantuccio riparato.
Siamo stati chiamati a partecipare al gran ballo, siamo strumenti di un'orchestra perfetta.
Foto dell'autrice
Cosa stiamo aspettando?

Quante volte ancora la Vita ci riporterà di fronte a quell'anima che vibra con noi, occhi negli occhi, per riconoscersi ancora e sorridersi complici per l'ennesima volta? 
Quante volte dovremo ancora incrociarci per capire e aprire la porta del cuore?

Resistere all'Amore che ci chiama da occhio a occhio, da cuore a cuore, dai recessi del tempo in cui forse ci siamo già incontrati, significa resistere alla Vita.

martedì 15 gennaio 2013

La donna "fera"

Dea Madre - Foto dell'autrice
C'è una cosa che la donna moderna, addomesticata, ha dimenticato di sé: il suo Potere ferino.
La donna contiene in sé una natura fera, ovvero selvaggia, animalesca, un archetipo di Dea Madre che crea ma nello stesso tempo può distruggere in un ciclo perfetto di vita/morte/vita che ben rappresenta la circolarità dell'esistenza.

Come una lupa selvaggia, la Madre archetipa dà vita, protezione e nutrimento alle sue creature ma può trasformarsi in una belva feroce che annienta il predatore minaccioso. 
Le creature di ogni donna non sono per forza solo i figli. La donna ha in sé un naturale istinto di protezione dei valori e delle idee che le appartengono. 
La donna fera difende il proprio territorio psichico selvaggio e incontaminato con i denti e con le unghie, ringhiando e mordendo se necessario.

Riportare in vita l'istinto primordiale insito in noi significa tornare a noi stesse, a essere autentiche, libere da condizionamenti sociali e culturali che ci vogliono soggiogate, arrendevoli, remissive. 
In quanto femmine ci hanno insegnato a essere carine. A dire sempre sì, a farci ammirare.
Ma, come dice la saggia Clarissa Pinkola Estés in Donne che corrono coi lupi, vi immaginate un madre lupa che insegna alle sue cucciole a essere carine? A sorridere invece di difendersi dai predatori?

Dee Madri - Foto dell'autrice
La donna fera è una donna conscia del proprio Potere, della propria seduttività animale, centrata sui propri valori e fiera della propria essenza intrinseca. 
Si muove nel mondo con il proprio istinto infallibile, ha fiuto per le energie che la circondano.

La donna fera mangia, balla e fa l'amore come fosse la prima e unica volta, senza aver nulla da perdere, cammina a piedi nudi, scala gli alberi, corre a perdifiato nella campagna dietro i suoi cani, canta a squarciagola, ride e ama con autentico trasporto. 
Sa di essere fatta di sangue e carne e ossa e unghie e peli e accetta la propria fisicità, la propria natura materiale.

La donna fera si immerge nella vita con l'entusiasmo del cucciolo selvaggio ma con la consapevolezza della vecchia saggia.
E' vecchia e giovane allo stesso tempo.
Lo puoi vedere dai suoi occhi.
Che siano spalancati dall'entusiasmo o sottili fessure cariche di energia sessuale potente, la donna fera non è come tutte le altre.

Lo puoi vedere da come cammina, ancheggiando leggermente, a testa alta, da come si siede a gambe incrociate per terra o con i piedi sulla sedia. Mangia con le mani ma non è mai volgare.
A volte si veste con strani cappelli, a volte con sciarpine svolazzanti, con scialli o maglioni che ricordano il mantello di una strega medievale, ha collane che tintinnano o hanno il look crudo di monili ancestrali.
Comunque sia, la donna fera non passa inosservata.

E quando una tale donna diviene consapevole del suo Potere ferino, ecco che diviene una Dea in terra.
Se ascoltate bene, potete sentire il battito di tamburi selvaggi rombarle nel sangue e l'odore selvatico del suo sesso che vi chiama.



lunedì 14 gennaio 2013

Ad ogni anima il suo esercizio

Foto dell'autrice
Capita spesso di leggere nei libri cosiddetti di autoaiuto suggerimenti di comportamento o esercizi per ottenere ciò che desideriamo.

Sulla carta sembra tutto molto semplice: applichi il metodo credendoci e funzionerà. 
E se non funziona è perché hai delle resistenze inconsce e allora devi ripulirti da esse. 
Magari con il metodo ormai famoso chiamato Ho' oponopono (dal libro Zero Limits di Joe Vitale)...

Ma quando ormai hai sperimentato tutto, e ci hai creduto, e hai ripulito e ripulito con l'Ho'oponopono (che comunque è un ottimo metodo), e ancora qualcosa rimane in stallo, allora cosa devi ancora capire?

Quello che c'è ancora da capire, secondo me, è che noi - con le migliori intenzioni - ci buttiamo in un metodo che ci sembra efficace, magari perché risuona con un certo nostro modo di essere. Ci viene naturale.
Ma il punto è proprio lì.

Magari quello di cui abbiamo bisogno, invece, è l'esatto contrario!
Fare qualcosa che non faremmo mai. Magari per rompere gli schemi, o per superare certe barriere mentali. Oppure perché quella cosa deve essere integrata dentro di noi, e per integrarla dobbiamo fare qualcosa di nuovo, qualcosa che magari pensiamo non ci appartenga.

Esempio:
In un libro ti dicono che se vuoi smettere di essere single, devi smettere per prima cosa di comportarti da single. 
Quindi, basta mangiare dalla scatola davanti alla tv, devi cominciare ad apparecchiare per due, immaginarti in due... Devi fare spazio nell'armadio per ospitare i vestiti di un ipotetico lui...
Insomma, è il metodo del fare come se.
Immaginare che la cosa che desideriamo sia già la nostra realtà.

Il problema è questo:
Se tu se una persona con un'immaginazione fervida, con tanta fantasia, il fare come se ti viene naturale. Troppo naturale!
C'è il rischio che la tua vita si trasformi in una vita immaginaria, con il risultato di essere ancora meno concreta nelle relazioni. 
Perché tutto avviene solo nella mente.
Questo esercizio va bene solo per chi è troppo concreto e ha poca immaginazione. Ecco la chiave. 

Se sei una persona poco concreta, con troppa immaginazione, se ti manca l'elemento terra, allora il metodo migliore è imparare a fare le cose nel concreto. Non come se!
Se ti riesce difficile portare a termine un compito, o non sai come mettere in pratica un'idea, è proprio lì la chiave!
Perché è proprio la capacità di compiere gesti concreti che devi integrare. Ecco la sfida.

Foto dell'autrice
Quindi, prima di scegliere un metodo, dovremmo chiederci se questo sia il più adatto a noi. Dobbiamo prima conoscerci bene, essere obiettivi. 
Sarebbe bello se anche gli scrittori di questi libri lo capissero e mettessero delle avvertenze!