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venerdì 3 marzo 2017

Gioia, intento e fede

I momenti no accadono a tutti. Non è detto che se lavori su di te da anni, esercitando presenza e consapevolezza, non ricadrai mai più in momenti difficili.
A volte sono risoluzioni di vecchi problemi che arrivano per essere finalmente sciolti, a volte possono essere l'emergere di blocchi che non abbiamo avuto modo di riconoscere prima, nonostante tutto. A volte sembrano solo momenti no e invece, per qualche ragione che potremo solo scoprire dopo, sono degli aiuti grandissimi. 

La tendenza meccanica è quella di voler uscire al più presto da quella situazione sgradevole, ma i nostri meccanismi non sanno smettere di preoccuparsi! 

Lì entrano in gioco la volontà e la presenza. Osservare ciò che accade con distacco, vedere la paura come un'ombra passeggera è utile per sganciarsi da essa, non esserne più abitati. 


Panic - Foto dell'autrice
E' uno sforzo immane, è vero, ma stare volontariamente nella gioia e nella gratitudine anche quando tutto pare andare male sembra folle, irrazionale, ma è proprio lì la chiave. La razionalità fa attrito, mette barriere di paura che portano l'attenzione, e quindi l'energia creatrice della realtà, proprio su quello che non vorremmo. 

Ciò non significa non fare nulla per cambiare, restare lì nella gioia senza agire, ma il segreto per ribaltare la situazione a nostro vantaggio è sempre agire liberi dalla paura, non elemosinare aiuti, chiedere senza la lamentela del bisogno, dal nostro Centro, con l'intento chiaro in mente, non sporcato da dubbi.

Questa la cosa più difficile ma anche la più efficace: non essere sporcati da dubbi e paure nell'esprimere l'intento.
Per questo ci vuole conoscenza di sé e presenza, per sentire bene quando il nostro intento espresso è davvero puro.

La fede è ciò che sta alla base. Avere fede che essendo noi creatori della nostra realtà, con l'intento imbevuto di gioia e gratitudine anche nei momenti più neri, la nostra creazione si attuerà nella materia e riusciremo a crearci ciò che vorremo vivere. Che sia abbondanza, un relazione di vero amore, il lavoro dei sogni o quant'altro.

Vivi nella gioia ogni momento, manda il tuo intento all'Universo non sporcato da dubbi e paure e abbi fede!

mercoledì 19 ottobre 2016

Meditazione "quantica"

In questi ultimi giorni ho cominciato a fare un esercizio per fare il vuoto mentale, proposto da Erica Francesca Poli in cui si osservano i pensieri vagare per alcuni secondi per poi chiedersi: Chi sta pensando questo? Poiché la mente non può rispondere, essendo meccanica, ecco che si forma un breve collasso della mente stessa, un vuoto momentaneo, indizio del fatto che l'osservatore è al di là della mente, cioè è la Coscienza stessa che osserva i pensieri che non sono suoi.
Questo esercizio serve anche a rigenerare il cervello facendogli fare una pausa dal solito brusio.

Ma ciò che è interessante è ciò che accade dopo, se si sta nel sentire del corpo. Con la mente rigenerata dalla momentanea pausa, ecco che si sente il corpo vibrare di energia, stando sul respiro accade che la vibrazione aumenta, si può sentire forte negli arti, come un formicolio caldo e gradevole. 
Pian piano diventa una pulsazione che disgrega la nostra illusione di essere un corpo fatto di materia. Finalmente sperimentiamo davvero di essere un aggregato di energia e pura coscienza.

Mole Antonelliana - Foto dell'autrice
In questo stato di benessere sovra-mentale, in cui siamo Energia in vibrazione densa, ecco che ci espandiamo verso l'esterno, sentiamo di diventare man mano un tutt'uno con il resto della Realtà che è pura informazione energetica.

A quel punto possiamo davvero sentire forte e chiaro che siamo noi i creatori della nostra vita e che possiamo fare qualunque cosa ci muova nel profondo perché lo meritiamo. 
In quello stato non esiste spazio né tempo, tutto è possibile e si può creare istantaneamente. E' il Regno delle infinite possibilità, è il Regno del Divino.

Consiglio di fare l'esercizio quotidianamente, soprattutto se si sentono dei dubbi riguardo al proprio percorso. Insegniamo così alla mente ad aprirsi alle infinite possibilità nella fiducia. E il nostro Essere si struttura sempre di più come un'entità consapevole di sé stesso e del proprio Potere illimitato.

venerdì 7 ottobre 2016

Sul cambiamento

Mi è capitato spesso di sentire persone scettiche, disilluse dire: "Tanto non cambierà mai nulla, il mondo non si può cambiare." Oppure: "Tutte le generazioni sognano di cambiare il mondo ma fino ad ora nessuno ci è riuscito."
Certo, se pensiamo ad un cambiamento radicale, a un totale sovvertimento nell'arco di un nanosecondo è alquanto improbabile. Anche se la fisica quantistica dice che il cambiamento di coscienza può sovvertire la realtà in modo istantaneo è anche vero che pochi sono in grado di raggiungere uno stato di coscienza che si connetta al campo quantico. 

Ma se pensiamo al mondo come lo conosciamo dal Paleolitico ad oggi, come si fa a dire che non si può cambiare il mondo?
Rollercoaster, Gardaland - Foto dell'autrice
Se non viviamo più nelle caverne cacciando con il giavellotto con la punta di selce per nutrirci, evidentemente, generazione dopo generazione, molti sognatori sono riusciti a creare qualcosa di nuovo che ha reso il mondo un posto vieppiù sofisticato e complesso, e nello stesso tempo con più comodità e scoperte tecnologiche che hanno cambiato radicalmente la vita umana.

Certo, i meccanismi dell'addormentamento esistono tuttora, ma quelli che hanno saputo pensare in grande e hanno creato qualcosa di nuovo sono riusciti a modo loro a sovvertire un po' la realtà in cui vivevano.
Pensiamo a chi ha inventato il treno, l'elettricità, la fotografia, gli aerei. Sognatori che hanno avuto una nuova visione del mondo e, mettendola in pratica, lo hanno cambiato, eccome! Magari i loro contemporanei li deridevano, come è successo a chi per primo ha scoperto l'esistenza dei batteri o ha inventato il televisore. Nonostante tutto sono andati avanti e il mondo si è adattato alle loro scoperte. Lo hanno indubbiamente cambiato.

Quindi non credete mai che il mondo non si possa cambiare.
Street food lorry - Foto dell'autrice
Noi abbiamo oggi il compito di sovvertire il vecchio modo di vedere la realtà a livello meccanicistico, duale, basato su rapporti da causa-effetto ed entrare nel Nuovo Paradigma, in cui noi siamo creatori della nostra realtà. Questa non è fatta di oggetti solidi separati da spazi vuoti ma da energia e vibrazioni, e anche molti scienziati e medici, finalmente, stanno entrando in questa visione. 
Un nuovo modo di pensare ed agire che non è separato dalla Coscienza universale, per questa ragione la tecnologia oggi sta facendo passi da gigante e così la consapevolezza dell'uomo, perché nel campo quantico tutto è possibile e non è soggetto alle leggi del Tempo.

Connettetevi al campo quantico della consapevolezza Universale e contribuirete a cambiare il mondo secondo il vostro Sogno!


lunedì 20 giugno 2016

Il mondo al rovescio: il Nuovo Paradigma

Più si entra nel Nuovo Paradigma più si comprende quanto chi non ci è già entrato stenti a comprenderci. Quando provi a parlarne ti prendono per matto, è normale, e ci si abitua.
In un mondo in cui fin dalla culla ci dicono che il mondo è là fuori, pretendendo di averne anche le prove basate sull'esperienza e ciò che dice la scienza ufficiale, che ci sei tu da una parte e gli altri dall'altra, è difficile svegliarsi e sentire nel profondo che non c'è niente di vero, che è tutta pura illusione.


San Gimignano in blu - Foto dell'autrice
Un giorno comprendi nel profondo che davvero sei tu il creatore di tutto il tuo mondo. Che davvero i soldi non sono là fuori nelle banche, in mano a pochi ricchi e potenti o fortunati, che davvero non c'è nessun posto di lavoro che ti attende fuori né un partner adatto in stand-by.

Quel giorno senti dal profondo di te, con ogni cellula, che tu puoi realizzare ciò che ami perché lo stai decidendo tu. E' un imperativo.
Non esiste più lamentela né richiesta di qualcosa o qualcuno che ti aiuti dall'esterno a trovare il lavoro giusto o i soldi necessari o che ti dia l'amore che cerchi - anche se magari non lo pensi a livello conscio.

Di colpo, invece che affannarti a pensare razionalmente - e con un po' d'ansia - a come uscire dalla penuria economica, come trovare un lavoro per pagare le bollette, come realizzare il tuo sogno di una vita, cominci ad agire. 
Ma agisci sapendo di essere in un mondo al contrario rispetto a quello del resto dell'umanità che non lavora su di sé e non conosce il paradossi insiti nella verità degli Antichi Misteri.

Così finisce che ti diverti perché sai di essere un Mago che agisce con consapevolezza da dentro di sé, usando il proprio potere, mentre tutti gli altri si affannano tra lamentele e speranza di arrivare indenni alla fine del mese.
Upside down - Foto dell'autrice 


Tu agisci dal tuo mondo al rovescio, in cui nulla è all'esterno, in cui gli altri sono Te, in cui il lavoro lo crei tu e il denaro ne è solo una conseguenza, in cui una malattia non è una maledizione o una sfida ma può essere una benedizione perché è un segnale d'allarme e porta sempre consiglio. 
Tu agisci partendo dalla tua Visione. Immaginare deriva da un'espressione che significa: in me il Mago agisce. 
E amandola, la tua Visione, comprendendone il perché, non potrai far altro che crearla nella tua realtà.



venerdì 4 marzo 2016

L'Era del Capriccio

Oggi scrivo di una considerazione fatta di recente, grazie anche ad alcune tematiche di attualità. Mi pare evidente che stiamo vivendo quella che si può definire l'Era del Capriccio perché pare che gli adulti non riescano più ad essere tali, ma restano bloccati psicologicamente all'adolescenza. Sempre più irrequieti e irretiti da una società che li vuole consumatori, si comportano spinti unicamente dagli impulsi dell'ego, smettendo di porsi domande etiche.

Ecco quindi che per avere un figlio che non si può avere (non importa che si tratti di una coppia etero oppure no) basta affittare un utero senza porsi problemi su eventuali traumi che quel bimbo strappato alla madre subirà, né sullo sfruttamento della donna come fattrice - e non importa che lei lo faccia volentieri o meno, è pur sempre schiavitù.

Bambola - Foto dell'autrice
Per ogni desiderio ecco trovata una soluzione che non ha nulla a che vedere con l'accettazione di ciò che è. Si preferisce pestare i piedi ed ottenere ad ogni costo ciò che si vuole.

Gente che non vuole rinunciare a mangiare come un bufalo e alla propria vita sedentaria lamenta di essere obesa, ma non avendo voglia di fare sforzi ricorre alla liposuzione, come fosse un rimedio perfetto e senza conseguenze, illudendosi che risolva il problema alla radice. In realtà non è così, prima o poi il grasso tornerà ad accumularsi e senza una dieta equilibrata e attività fisica regolare - cioè con uno sforzo di volontà continuativo - l'eterno adolescente non avrà nessun risultato soddisfacente.

Ma capriccioso è anche chi dice di amare i bambini ma poi non ne fa perché troppo impegnativi, non sia mai che per anni ti tocca rinunciare a uscire spesso la sera e ad andare in vacanza in posti esotici non adatti ai bambini piccoli. Salvo poi pentirsi da vecchi del proprio egoismo e trovarsi ad aver dato priorità a valori effimeri come il divertimento e il godimento fine a sé stessi. 
Per infantilismo si crea un'ecatombe demografica e, di conseguenza, culturale.

Non so di chi sia la responsabilità a monte, ma io vedo una generazione di adulti che non sanno crescere, che restano magari a casa da mammà fino a cinquant'anni per comodità, così i soldi dello stipendio lo si spende solo in vestiti, borse e vacanze. 
Ma in questo modo non si evolve, non si affronta la vita con le sue responsabilità, difficoltà e ostacoli che temprano e rendono più saggi. 

E' come se questa generazione avesse paura di vivere davvero per timore di affrontare la vita reale, la paura di soffrire e fallire. Si ha il terrore di sentirsi dire di no, anche dalla vita, e allora invece di accettare la realtà per ciò che è, ecco che si trovano soluzioni alternative ma poco etiche oppure, semplicemente, poco evolutive per la coscienza. 

martedì 1 dicembre 2015

Attenzione a pregare per la Pace!

In questi giorni un po' bui con venti di guerra che lambiscono i nostri pensieri e il vivere quotidiano, si leggono spesso sui social inviti a pregare per la Pace, invocando la Madonna o altre divinità.

Chi conosce le Leggi che reggono la Realtà sa bene che si attira ciò per cui si vibra. Se si teme che la Pace sia in pericolo, se si è angosciati all'idea di un possibile futuro di guerra, si rischia di pregare per disperazione, chiedendo al Divino ciò che si pensa ancora non ci sia.
Si sta riflettendo la propria mancanza di pace interiore e di fiducia, se si dice che là fuori non c'è pace.

Chiesa seicentesca, Chieri - Foto dell'autrice
Esistono molti testi che trattano la preghiera dal punto di vista del Nuovo Paradigma (cioè l'interno è l'esterno, e viceversa). Tutti concordano nel dire chiaramente che la vera preghiera efficace si ottiene concentrandosi solo sull'atto di preghiera fine a sé stesso. 

Invece di chiedere ciò che pensiamo che manchi o di proteggerci da ciò che temiamo possa accaderci di male, bisognerebbe entrare in connessione profonda con la vibrazione della fede e dell'amore e il pregare diventerebbe solo un manifestarsi a parole di questa vibrazione. Senza chiedere. 

Perché se chiediamo, stiamo implicitamente dicendo al Divino che non abbiamo fede nei suoi Piani, per quanto oscuri e spaventosi ci posano sembrare. Inoltre, come detto sopra, tutto ciò che si manifesta nel mondo esteriore è un riflesso di ciò che a livello collettivo l'umanità sta vivendo in forme-pensiero.

Se la forma-pensiero collettiva vibra sul conflitto, la paura e il sospetto, l'unico modo per scioglierla è un atto di preghiera scevro da paura e disperazione.

Quindi, state in guardia!
Se volete pregare per la Pace nel mondo concentratevi sull'atto della preghiera in sé senza richieste né paure o otterrete il contrario.
Perché l'Universo ci restituisce ciò che mandiamo.



martedì 24 novembre 2015

Da Legge di Attrazione a Legge di Creazione

Tantissime persone oggi conoscono la Legge di Attrazione, hanno letto libri sull'argomento, l'hanno applicata, talvolta hanno visto piccoli risultati. Ma, così facendo, si sono concentrati solo sull'illusione della dualità, sulla proiezione di mondo esterno che in realtà nasce da noi. 
Pensare di attrarre qualcosa a sé significa dare per scontato che esista un mondo fuori di noi, separato dalla nostra essenza. Significa non tenere conto della Legge dello Specchio: come dentro, così fuori.
Inoltre, si rischia di concentrarsi su bisogni edonistici di cose materiali, usando l'energia del bisogno infantile di gratificazione, invece che agire da un punto di vista animico.

Creazione - Foto dell'autrice
Il nuovo Paradigma (nuovo per le coscienze di oggi) ribalta questo modo di vedere. La realtà delle cose è che noi siamo campi energetici che creano tutto da dentro. La realtà che creiamo corrisponde a ciò che vibra con la nostra energia.

Se ti senti impotente, povero, debole, solo, incompreso, questa sarà la tua realtà e senza cambiare pensieri ed emozioni non si potrà cambiare nulla in sostanza. Senza resettare le nostre false credenze dalla mente, dalle cellule e dalle sinapsi cerebrali saremo sempre in quella situazione che non ci piace, inutile illudersi di cambiare la realtà da fuori spostandosi nello spazio, cambiando partner o lavoro. Non basta. E ormai molti lo stanno comprendendo. Lo vivono sulla pelle ogni giorno. Agire fuori è inutile. Si sprecano solo tempo ed energie.

Ci sono molte tecniche efficaci per cominciare a creare una nuova realtà partendo da dentro di noi, non starò qui ad elencarle tutte. Ma una è imprescindibile: osservare i pensieri e le lamentele ricorrenti perché sono quelli che creano la struttura della nostra mente e quindi la realtà che si manifesta all'esterno. 

Una volta che conosciamo i nostri pensieri ricorrenti possiamo sostituirli con qualcosa di più creativo e costruttivo. Visualizzare in modo consapevole una nuova realtà, quella che vorremmo finalmente vivere. 
Free to run - Foto dell'autrice
Anche muovere l'energia con atti psicomagici funziona: fare qualcosa che non si è mai fatto o che ci fa paura, superare imbarazzi e abitudini, spazzare via la pigrizia uscendo magari di più, vedendo gente nuova che entrerà in contatto con il nostro campo informativo, cioè la nostra energia, e la nostra mente non potrà che adattarsi alle nuove condizioni. Tutto questo ci costringe ad essere creativi, a muoverci in direzioni diverse e magari inconsuete, creando anche nuove possibilità.

Mai dimenticare che qualsiasi cosa vogliamo manifestare è già dentro di noi. Dobbiamo solo imparare a materializzarla.

lunedì 9 novembre 2015

Uomo giusto = per sempre? Un mito da sfatare

Molte donne lamentano di non trovare l'uomo giusto, continuano ad aspettare, a scremare, a dannarsi pensando Perché non lo incontro?
Si è ancora schiave del paradigma uomo giusto = uomo da fiaba e per sempre. 
Siccome noi creiamo la nostra realtà in base alle vibrazioni che emaniamo, soprattutto a livello inconscio, non esiste un uomo che possa essere sbagliato. E' perfetto per ciò che le nostre vibrazioni emanano. Se non ci va bene, possiamo passare oltre e continuare a lavorare su di noi, ma quel partner sarà stato comunque perfetto per il momento in cui era accanto a noi.


Lovers - Foto dell'autrice
E' la Legge dello Specchio. L'altro ci fa vedere delle cose di noi da risolvere e viceversa: noi siamo entrati in risonanza con lui perché aveva bisogno di vedere alcuni suoi limiti. 

Con questo, non significa accettare tutto ciò che ci arriva indiscriminatamente, però tutto ciò che arriva contiene in sé un messaggio per noi. Che ci piaccia o no, che lo cogliamo o no.
Ma se lo cogliamo, evolviamo e non avremo più a che fare con quelle problematiche.

Dovremmo riconsiderare sogni, canoni, idealizzazioni, aspirazioni irraggiungibili e accettare il fatto che il Divino sa meglio di noi di cosa necessitiamo in questo momento.
Un errore comune è preoccuparsi che un uomo con cui ci sono dei problemi non vada bene come partner per sempre.  Ma chi dice che deve essere per sempre? Le fiabe ci hanno rovinate!

Qualcuna obietterà che se non sente le farfalle nello stomaco allora non ne vale la pena, però sappiate che quel tipo di innamoramento fa parte delle emozioni negative, perché deriva da un'idealizzazione che avrà di sicuro un down che seguirà all'up, per effetto della spietata Legge di Compensazione. Non esiste che si tocchi sempre il cielo con un dito, prima o poi si cadrà nell'inferno della delusione, del rancore, delle recriminazioni. E' una Legge.

E se smettessimo di sognare un amore romantico da farfalle nello stomaco e imparassimo di più a stare nel sentire delle vibrazioni? Se un uomo è per noi, con lui ci sentiremo a nostro agio, in qualche modo a Casa.
Amanti - Foto dell'autrice

E vi assicuro che non c'è sensazione più bella del non dover fingere di essere migliori di ciò che siamo con l'innamorato di turno. E' rilassante avere la sensazione che è tutto naturale, che si sta bene insieme e basta. Senza finzioni, senza aspettative né batticuori. 

Se poi non dura, quel partner per noi è stato comunque quello giusto in quei momenti, quando era accanto a noi.




martedì 22 settembre 2015

Respiri e sospiri nel Qui e Ora

Le coccole, i baci, l'intimità di coppia sono un Portale meraviglioso per entrare in uno stato di intensa Presenza.
Nel silenzio intervallato solo dai respiri (e sospiri), nel calore sprigionato dai corpi a contatto tra loro, nelle sensazioni tattili delle carezze, nell'odore dell'altro, si cela una grandissima opportunità:
vivere il momento stando nel Qui e Ora.

Senza pensieri declinati al futuro che possano generare aspettative o ansia, né al passato, che possano in qualche modo distrarci dall'attimo che si sta vivendo.
Senza domande mentali su chi è la persona che abbiamo tra le braccia - nel caso di una nuova relazione appena cominciata. Domandarci del suo passato significa restare nella forma e ragionare per giudizi e categorie che nulla hanno a che vedere con la Realtà. Queste domande inutili non fanno altro che creare una spaccatura nel fluire del presente.

Sublime - Foto dell'autrice
Vivere questi momenti in Presenza porta a toccare davvero le vette del Sublime. Un istante intenso e senza tempo in cui due esseri si trovano a contatto con i loro corpi terreni. Essi sono anime che per varie ragioni - spesso misteriose - si sono trovate a vibrare all'unisono.

Gioia profonda e Gratitudine per il dono del momento sono le Porte che permettono all'esperienza vissuta di restare eternamente scolpita nell'anima, portandola a fare un salto evolutivo.
L'anima evolve ogni volta che siamo un tutt'uno con il momento Presente. L'anima evolve ogni volta che siamo in uno stato di Amore fine a sé stesso. Ogni volta che stiamo lì in ciò che accade, in totale apertura, senza cedere a preoccupazioni l'anima registra. Per sempre.
E nulla sarà mai più come prima.

martedì 21 aprile 2015

Cambiare mentalità

Non basta sapere le cose in teoria. Quando segui un percorso di Risveglio e sai, per esempio, che siamo noi a creare la nostra stessa realtà, poi non ha senso dire che sei stato fortunato a trovare un parcheggio libero oppure per caso hai trovato un lavoro cha fa per te, o per sfortuna hai incontrato quella persona che ti ha fatto soffrire, ecc.

Se davvero sai che tutto parte da te, allora dovresti dire che hai creato bene perché ti sei trovato un parcheggio libero nel posto giusto al momento giusto, che ti sei creato nella realtà il tuo lavoro ideale, che hai creato la situazione giusta per crescere incontrando una persona che ti ha fatto scattare la sofferenza per aiutarti a vedere i tuoi attaccamenti/schemi vari. La Legge dello Specchio siamo noi.

Conflitti - Foto dell'autrice
Finché non cambiamo anche il modo di parlare di queste cose, il nostro cambiamento interiore sarà solo in teoria, un potenziale ancora inespresso. Solo quando si smette di dire meccanicamente che una cosa viene dall'esterno solo perché così si dice, sarà più facile entrare in un nuovo paradigma, con mente e corpo.

La prossima volta che ci viene da dire che una persona o una situazione ci ha fatto arrabbiare, fermiamoci un secondo e riformuliamo la frase: Mi sono arrabbiato perché... 
Non dobbiamo avere la pretesa di non arrabbiarci mai più, ma smettere di puntare il dito all'esterno è fondamentale, anche per neutralizzare i conflitti che il più delle volte nascono proprio da dita puntate verso gli altri.

giovedì 28 agosto 2014

Non maledite

Da principio fu il Verbo. 
Ovvero, la vibrazione che crea.
La parola crea mondi, lo dicono anche gli sciamani.
Quindi, ogni volta che pronunciate una parola state anche creando, emanando energia che vibra e si fa realtà. La vostra realtà.

Gargoyle - Foto dell'autrice
Ogni volta che usate l'aggettivo maledetto state portando negatività alla vostra vita, poiché ciò che emanate è anche ciò che riceverete in cambio. L'energia è un boomerang.
Dire che c'è un tempo maledetto, o avete un maledetto dolore a una gamba, o vi lamentate del maledetto cane del vicino che abbaia, ecc., non fa che concentrarvi sulla negatività, che è uno stato mentale, non dell'essere.

La vostra realtà è fatta dei vostri giudizi mentali.
Ma la vera realtà è solo ciò che è, e nulla che sia stato creato può essere maledetto. Poiché ciò che esiste non può che essere benedetto, o non sarebbe stato creato. La realtà è Grazia divina che si fa materia.

Non maledite, niente e nessuno. Poiché la vostra realtà è creata da voi stessi (cioè dal divino che alberga in voi), maledire ciò che avete creato è maledire indirettamente la stessa Fonte che ha creato tutto: VOI!

giovedì 24 aprile 2014

Preoccuparsi

Nella nostra mente razionale che necessita di darsi spiegazioni logiche per ogni cosa - anche quando la logica non c'è - siamo portati a pensare alla preoccupazione come qualcosa di normale, addirittura necessario.

Pensiamo che preoccuparsi sia un prepararsi ad ogni eventualità futura, specie se negativa e spiacevole.
Crediamo così di essere molto realistici e organizzati, invece stiamo vivendo ancora una volta troppo lontano dal presente.

Pre-occuparsi, lo dice la parola stessa, significa occuparsi prima.
Ma prima di cosa? E come possiamo occuparci di qualcosa che ancora non esiste?

Eppure, nella nostra follia lucida di umani nevrotici pensiamo sia ovvio!

Foto dell'autrice
Ma se noi ci occupiamo prima di qualcosa che potrebbe succedere - ma anche no - non facciamo altro che scappare dal momento presente e dalla relativa beatitudine che ne deriva per star male occupando spazio mentale. Ci affolliamo la mente di pensieri di cose che ancora non ci sono, organizzando una fuga in un futuro ipotetico.

Anzi, spesso le nostre angosce si trasformano in realtà proprio perché abbiamo dato troppa energia alle nostre paure, e noi creiamo nel mondo fisico ciò che pensiamo.

Quindi, vale davvero la pena di vivere i momenti per come sono, e se qualcosa ci lascia un dubbio o ci porta a provare una certa paura, l'unica cosa veramente saggia da fare è starci dentro.
Vivere quell'emozione fino in fondo. E allora si scioglie e la soluzione viene da sé. Magari scopriamo pure che il nostro problema non era affatto un problema. E se un problema non è tale, la soluzione non serve!


mercoledì 20 novembre 2013

Il terrore di amare

Tutti cercano l'amore, lo sognano, anche se magari non sono disposti ad ammetterlo nemmeno con sé stessi.
Ma che cos'è davvero l'amore? 

Foto dell'autrice
I Maestri ci insegnano che l'amore nasce dove c'è conoscenza.
Cioè, solo quando riusciamo a vedere una persona per ciò che è realmente, e ad accettarla così com'è. 
Solo quando riusciamo a non proiettare nulla di noi sull'altro, a non avere illusioni che filtrano la realtà in base a ciò che siamo o vorremmo essere.

Se non siamo capaci di questo, ecco che l'altro rimane un oggetto di desiderio che non è reale. Non è vero amore. Amiamo l'idea della persona, non essa.

E' per questo che la maggior parte di noi teme l'amore, ne è terrificato. 
Non è davvero una questione di legami, sofferenza o responsabilità.
Foto dell'autrice
Questo è solo ciò che ci piace raccontarci perché ci fa stare meglio, ci fa credere di essere razionali e indipendenti.

In realtà, come spiega Padre Anthony De Mello nel libro Chiamati all'amore (Oscar Mondadori), amare è vedere, e vedere è morire. (...) Perché nella morte dell'io si trovano la libertà e la pace, la serenità e la gioia.

Per amare dobbiamo spogliarci dei pregiudizi, delle discriminazioni che facciamo su ogni cosa, dobbiamo imparare ad accettare incondizionatamente. 

Prima di tutto imparando a guardare chi non ci piace e affrontare i nostri pregiudizi. Poi, guardando chi ci piace con la consapevolezza che quell'attaccamento è solo schiavitù e inutile sofferenza, e che senza di esso saremmo davvero liberi di fluire nel mondo e nella vita.

L'amore vero è visione consapevole e non attaccamento.


giovedì 14 novembre 2013

Rimanere ricettivi

Si parla sempre di schemi mentali, giudizi e preconcetti che ci limitano.
Da dove vengono?

A parte gli schemi acquisiti dalla famiglia, anche a livello di inconscio collettivo famigliare e di DNA, ci sono i preconcetti culturali, le frasi che ci sono state ripetute da insegnanti e amici, i libri che abbiamo letto e i film che abbiamo visto.

Tutto questo contribuisce a farci una nostra idea delle cose del mondo e delle persone, ma non è mai originale. Noi pensiamo che lo sia, anzi, addirittura noi pensiamo di essere quelle idee. Ci identifichiamo in esse.
Ma è tutto un mero puzzle di idee e pregiudizi altrui che abbiamo fatto nostri.

Foto dell'autrice
Siccome noi reagiamo e giudichiamo in base ai ricordi, quando incontriamo una persona, spesso la prima impressione che ne abbiamo è filtrata da qualcosa che è già successo nel passato. Così, ci viene spontaneo agganciare il nostro giudizio verso questa persona in base a schemi vecchi e radicati in noi.

Ne traiamo una conclusione e da quella non riusciamo più a uscire.
Se qualcuno ci risulta antipatico la prima volta, difficilmente riusciremo a toglierci quel giudizio dalla testa. Per noi quella persona sarà etichettata come antipatica per sempre.

Senza star a indagare quale ricordo del passato ci porta a giudicare una persona in un certo modo, la cosa migliore che possiamo fare è stare all'erta verso i nostri pensieri e riconoscere un pregiudizio, un preconcetto, quando nasce.

Bisogna ricordare che ognuno di noi vede la propria realtà in base ai filtri che ha, e quindi ciò che noi giudichiamo non è l'essere che c'è dietro a quegli schemi di pensiero. 

Inoltre, non va dimenticato che ciò che pensiamo degli altri spesso corrisponde a ciò che a livello inconscio pensiamo di noi. 
Foto dell'autrice
Se crediamo che il mondo sia pieno di persone pettegole, maligne ed egoiste che non vedono l'ora di distruggerci, forse è perché una parte di noi è così.
Se invece pensiamo che le persone siano fondamentalmente buone e che non potrebbero mai farci davvero del male, è perché noi stessi saremmo incapaci di fare del male.

Se fossimo davvero svegli, sapremmo che ogni persona che incontriamo è prima di tutto un'anima perfetta incarnata. E che attraverso quella forma, noi vediamo noi stessi.

Rimanere ricettivi, scevri da preconcetti, è l'unico modo di non fare resistenza alla vita.

lunedì 9 settembre 2013

La vera illuminazione

Molte persone, erroneamente, pensano che l'Illuminazione sia qualcosa che appartiene al futuro.
Quando saremo più sereni, quando avremo compreso, trovato il Maestro giusto, la tecnica giusta. 
Quando avremo più tempo da dedicare a noi stessi e al lavoro spirituale...
Foto dell'autrice

Eckhart Tolle, ci richiama alla semplice realtà delle cose, ricordandoci che l'Illuminazione è sempre e solo ADESSO.

Non è per forza uno stato permanente in cui ci comportiamo come guru. Spesso la raggiungiamo per brevi istanti.

Quando riusciamo a essere tutt'uno con un tramonto, nel silenzio della sera. 
Quando riusciamo a far tacere i pensieri che ci assillano.
Quando ci sciogliamo nel vedere il sorriso di un bambino o ci incantiamo a osservare un animale che ci fa tenerezza.
Quando sentiamo che non c'è da aver paura, che c'è solo fiducia, e Amore incondizionato.
Quando sentiamo, anche solo per un istante, di essere eterni e illimitati. Chi pratica la meditazione lo avrà sperimentato.

Insomma, tutte le volte che sentiamo il nostro cuore espandersi e siamo nel presente, senza preoccuparci per quello che faremo domani o per le notizie di guerra che vengono dal mondo, quella è Illuminazione.

L'illuminazione non è qualcosa di misterioso, e soprattutto non è nel futuro, spiega Eckhart Tolle. Lo stato di illuminazione non è distante, è qui.



giovedì 8 agosto 2013

Il concetto di vuoto per il buddismo

Esiste un principio detto della bontà fondamentale che in tibetano si chiama Ashe (pronuncia: a-sciai). Significa il battito primordiale o forza della vita. Ma anche potere. 
Foto dell'autrice

E' un potere che esiste in noi da sempre, non ha inizio né fine.
Il principio di Ashe è la non esistenza. Uno spazio aperto privo di dualità. 
E' quello che nel buddismo tradizionale viene chiamato shunyata.
E' come un diamante impossibile da distruggere, perché è la realtà così com'è, non è un'esperienza mistica. 
Scrive il maestro Chögyam Trungpa: 
Nell'insieme, il principio della bontà fondamentale è non-ego, niente su cui indugiare da nessuna parte. 
E' universale. 
Ashe è dentro di voi; è nel cosmo.
E' la grandiosa non esistenza.
E' l'essenza dell'unione tra cielo e terra.

lunedì 8 luglio 2013

Il compito dell'anima

Chi siamo noi? Un'anima che sta vivendo un'esperienza terrena. Creiamo di continuo la nostra realtà tramite la mente e la sua idea riguardo alla nostra identità. Il corpo etereo pesca il pensiero e abbassa le sue vibrazioni, cristallizzandole fino a divenire materia. Ciò di cui siamo fatti, almeno nel corpo. 
Sappiamo che ogni cellula si rinnova dopo un certo periodo di tempo, ma i nostri pensieri negativi, malesseri appartenenti al mentale, se sono continui alla fine diventano malattie, problemi organici. 

Foto dell'autrice
E l'anima che fa nel frattempo? Osserva questo nostro dramma continuo, nonostante sappia Chi Siamo veramente. 
In realtà l'anima non dimentica mai il progetto, il piano di volo originario.
Il suo compito è rammentarcelo. 
Ma non sempre noi capiamo la sua lingua, il suo modo di venirci incontro e scuoterci per risvegliare la parte fisica. 
Sì, perché l'anima è già sveglia, non può addormentarsi, ma il nostro corpo, insieme alla mente, fa da filtro.

Ogni volta che accade qualcosa che ci fa riflettere su Chi Siamo veramente, cioè essere spirituali perfetti che abitano un corpo, è la  nostra anima che sta comunicando con noi.
Che ci sta rammentando.

martedì 18 giugno 2013

L'ErbaVoglio

Ricordate il vecchio detto L'Erba Voglio non esiste neanche nel giardino del re?

Foto dell'autrice
Beh, Neale Donald Walsch, nelle sue Conversazioni con Dio, alla domanda Perché non ho un maggiore successo?, si sente rispondere:

Ho detto che le tue parole sono ordini. Ora le tue parole sono state: "Voglio il successo". E l'universo dice: "Va bene, è così", farai l'esperienza di volere il successo.

In pratica, secondo l'Entità Creatrice, le parole Io sono hanno un potere enorme, poiché sono i comandi della creazione degli eventi.
Io, che sta alla base del Io sono, sommato a voglio (e aggiungete voi qualsiasi cosa vorreste) si manifesterà nella realtà fisica come lo avete pronunciato.

Quindi, avrete l'esperienza di colui che desidera qualsivoglia cosa, non di colui che la ottiene!

L'unico modo per cambiare la realtà è smetterla di pensare in questo modo e, soprattutto, di chiedere in questo modo.

E allora, si chiede Walsch, se già il Divino mi ha detto che non si può fingere di avere preventivamente perché sarebbe un mentirsi e un mentire a Colui che Crea, portando solo illusione alla propria esistenza, come fare?

Se dico a me stesso Ho successo, ho tutto il denaro che ho sempre desiderato per vivere nell'abbondanza, in realtà so che non è vero e anche il Divino lo sa. Che tecnica usare?

Il Divino risponde: Allora formula un pensiero che puoi accettare.
"Il successo sta per arridermi", oppure: "Tutto mi sta conducendo al successo".

Insomma, il succo della questione è che le affermazioni non funzionano se si limitano a essere delle dichiarazioni di quanto tu desideri sia vero.
Le affermazioni funzionano solo con ciò che tu conosci già come vero.

Ora, se esiste qualcosa che hai scelto di sperimentare nella tua vita, non "volerlo", sceglilo, sottolinea il Divino.

Scegli tutto ciò che davvero ti sta a cuore, ma fallo pienamente, senza dubbi, con determinazione e fiducia.





venerdì 7 giugno 2013

Quanta paura vi fa essere Nessuno?

Anthony De Mello, nella sua spietata analisi del nostro egocentrismo e dei nostri falsi miti, propone alcuni interessanti esercizi.

Individuate e osservate le paure e le ansie che si nascondono nelle vostre relazioni.
Dietro ogni ansia si nasconde una pretesa autoimposta.

Autoritratto dell'autrice
Poi, pensate alle cose che vi sono costate fatica e impegno per essere raggiunte.
Pensate che in realtà non avete mai avuto bisogno di queste cose per essere felici.
Immaginate di non avere più paura di vivere senza di esse.
Immaginate di aver perso la paura di essere un Signor Nessuno.

Provate ad eliminare i desideri dalla vostra mente, a comprendere il loro valore limitato.
Provate a immaginare quante persone a questo mondo sono felici anche senza avere quello che voi desiderate così tanto.
Cercate di comprendere che soddisfare i desideri arreca conforto ma non dà la felicità.

Osservate la vostra delusione quando qualcosa non va secondo i vostri piani. 
Pensate alle persone che vi elogiano. Dite a voi stessi che quegli elogi non si riferiscono al vostro Sé, ma al vostro Io.
Pensate anche alle persone che vi criticano. La critica fa male al vostro Io, non al vostro Sé.

Autoritratto dell'autrice
Pensate a tutte le volte che avete cercato l'approvazione degli altri.
Perché avete rinunciato alla libertà in favore della comodità di sentirsi approvati, coccolati?

Lasciate che gli altri siano. Lasciateli liberi di andare e venire dalla vostra vita. 
Dite a un amico che lo lasciate libero di essere ciò che è, di dire e pensare e agire come crede.
Smettetela di manipolare gli altri aspettandovi che agiscano come fareste voi.

Pensate alle persone che conoscete e amate e guardatele come egoiste e folli.
Poi guardate anche persone famose che ammirate come egoiste e folli.
Poi pensate a voi stessi. Siete esattamente egoisti e folli quanto gli altri cui avete pensato.
Non siete migliori.

Non esiste nessun impulso insito nella natura umana di essere importante, scrive De Mello.
L'unico impulso proprio della natura umana è quello di essere liberi, liberi dall'oneroso desiderio di essere importanti e popolari, di avere successo, di riscuotere simpatie.
Essere liberi dal bisogno di essere ricompensati e applauditi è la libertà che ci genera come figli e figlie di Dio; è la libertà degna della nostra condizione.

mercoledì 20 marzo 2013

"Ama il tuo nemico". Perché è dentro di te.

Ama il tuo nemico, diceva Cristo. 
E tutti noi abbiamo pensato almeno una volta nella vita Sì, come no, sono mica scema! Roba da masochisti!

La Morte - Giardino dei Tarocchi - Foto dell'autrice
Ma siccome tutto ciò che è esiste già dentro di noi, siccome siamo uno specchio che riflette ciò che davvero proviamo, il nemico non è mai esterno.

Ama il tuo nemico significa riconoscere che siamo noi a farci del male, anche quando pensiamo non dipenda da noi.
I nostri pensieri e schemi mentali - spesso acquisiti dalla nostra famiglia oltre che dalla società - creano la nostra realtà e possono essere il nostro peggiore nemico. 

L'unico modo per annientarlo è amarlo.
L'appeso - Giardino dei Tarocchi - Foto dell'autrice
L'amore è l'ingrediente alchemico per trasformare il nemico in alleato. Per trasmutare il piombo in oro.

Amare il proprio nemico significa riconoscere che è una parte di noi che non si ama e che chiede solo di essere accettata e compresa, accolta senza giudizio e amata incondizionatamente.

L'unico modo per illuminare i nostri lati bui è inondarli della luce del nostro amore.