Visualizzazione post con etichetta Entità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Entità. Mostra tutti i post

sabato 12 dicembre 2015

Le forme pensiero al supermercato

Recentemente, ho notato che nei supermercati vagano forme pensiero decisamente pesanti. Se prima era più facile sentire la loro presenza nei discount, ora si sono insediate anche nei supermercati comuni.
Le forme pensiero, per chi non lo sapesse, sono entità autonome create dall'energia dei nostri pensieri fissi, oppure da una nostra concentrazione volontaria. Possono essere sia benefiche che malefiche, o pesanti, come preferisco definirle. 
Centro commerciale - Foto dell'autrice
Quelle pesanti vengono da pensieri ossessivi carichi di paura, rabbia, giudizio, senso di impotenza, frustrazione, gelosia, desiderio di vendetta e tutto quanto di negativo la nostra mente può produrre. 

Se in un ambiente le persone provano un certo tipo di pensiero ricorrente, la sua energia crea una forma pensiero che aleggia lì dentro, insinuandosi nelle menti perché bisognosa di nutrimento. Un individuo che lavora su di sé riesce a notarla, mentre chi dorme non lo nota neppure oppure lo imputa a uno stato emotivo proprio.

Come dicevo all'inizio, ho notato che in questo periodo i carichi emotivi che aleggiano nei centri commerciali sono particolarmente molesti. Credo che a causa della crisi economica la gente si senta abbattuta, demotivata o frustrata, ossessionata dalla paura di non farcela ad arrivare alla fine del mese, e il periodo natalizio acuisce questa sensazione, dato che le campagne pubblicitarie invitano a comprare regali e cibi per il pranzo di Natale in un'atmosfera di falsa gioia e bontà d'animo.

Il problema è che, come già accennato sopra, la gente non sa che queste preoccupazioni creano forme pensiero che si insinuano nelle menti appena varcata la soglia del supermercato.
Sono stata visitata anch'io da queste entità, ma conoscendole le ho osservate senza farmi invischiare. 
Supermarket - Foto dell'autrice
Appena entrata per fare la spesa ho sentito un peso schiacciante addosso, doloroso, pieno di tristezza, invece di essere attratta dai prodotti variopinti sugli scaffali e blandita dalla musica in sottofondo, come gli psicologi esperti di marketing si aspetterebbero. Ho capito che stavo sentendo su di me tutto il peso della paura e il senso di penuria che aleggia in questo periodo storico in Italia.

Si deve stare in guardia, essere molto presenti quando si entra a fare compere o se ne resta influenzati. Solo così ci si accorge della pesantezza di quelle sensazioni, dei pensieri negativi che  ci attraversano.
Riconoscerle è già una difesa. Bisogna restare in stato di Veglia il più possibile, sforzandosi di ricordare che quelle sensazioni sgradevoli, quel senso di depressione che ci piomba addosso non è nostro, non siamo noi a provarlo.
E' un'entità autonoma e solo distaccandocene in presenza possiamo tenerla lontana.


venerdì 1 novembre 2013

Il senso di meraviglia e il Sé.

Chi ha occhi per vedere e cuore per amare non può non accorgersi della maestosità del creato.
Perché i bambini hanno sempre quel senso di meraviglia negli occhi spalancati? 
Razionalmente diremmo che è perché vedono le cose per la prima volta.
Non solo. Le vedono davvero. Le vedono per ciò che sono: miracoli.
Foto dell'autrice

Un seme che diventa fiore e poi frutto è un miracolo, gli stormi di uccelli che si spostano come un'unica entità serpeggiando nel cielo sono un miracolo. Il colore delle foglie in autunno. Tutto ciò che ci circonda è un miracolo.

Persino il fatto che siamo qui. 
Biologicamente, tra carestie, guerre, pestilenze, rami famigliari estinti lungo i secoli, il fatto che siamo riusciti a nascere nonostante tutto è un miracolo.
Ci avete mai pensato? O avete dato tutto per scontato?


Foto dell'autrice
Quante volte vi capita di provare un senso di meraviglia e gratitudine per la Bellezza del creato?

Il senso di meraviglia nasce dal Sé. 
Da quel luogo illimitato ed eterno che accetta le cose per ciò che sono e le ama perché l'amore è lo stato naturale dell'Essere.
Definire l'amore un sentimento è riduttivo.

L'amore è ciò che siamo.
Solo l'amore può commuoversi davvero per quanto sia bello il creato. E può capire in profondo che ogni cosa è sacra.

Tutto il resto è illusione di separazione. E' non-amore.



lunedì 5 agosto 2013

L'Osservatore Silenzioso secondo Walden

Rileggendo il già citato e bellissimo libro di H.D. Thoreau, Walden, ritrovo passaggi che mi hanno colpita per l'acume e la capacità di arrivare a verità profonde che, evidentemente, anche un americano del XIX secolo aveva carpito molto prima della cosiddetta New Age.

Thoreau scrive:
Con uno sforzo cosciente della mente, possiamo stare lontani dalle azioni e dalle loro conseguenze; tutte le cose, buone e cattive, ci scorrono accanto come un torrente. (...)
Foto dell'autrice
Io posso essere commosso da una rappresentazione teatrale; d'altro canto, posso non essere commosso da un evento effettivo che appaia interessarmi molto di più. Io mi conosco solo come entità umana, come scena, per così dire, dei pensieri e degli affetti (...).
Per quanto intensa sia la mia esperienza, sono conscio della presenza, e della critica, di una parte di me stesso, che, per così dire non è parte di me ma spettatrice che non partecipa di nessuna esperienza, però ne prende nota; essa non è me come non è te.

Insomma, il nostro buon Thoreau stava scrivendo dell'Osservatore Silenzioso, ancor prima che questa entità avesse un nome.

martedì 30 aprile 2013

Guardarsi davvero allo specchio

Quanti di noi si sono guardati davvero, almeno un volta, allo specchio?
Pensiamo sia una cosa banale, guardarsi allo specchio. 
Anzi, spesso critichiamo l'ossessione moderna per l'apparire, il controllarsi di continuo nel timore di non essere presentabili.

Ma c'è un esercizio che ci mette davanti ai nostri limiti.
Guardarsi davvero, nel profondo degli occhi, fino a perdersi in essi.
E' difficilissimo. Spaventoso.

Autoritratto dell'autrice
A un tratto, scopriamo che quegli occhi che ci fissano con le pupille dilatate non sono più i nostri soliti occhi. 
Sono occhi estranei.
I contorni del nostro viso paiono modificarsi, estraniarsi dal nostro senso di noi.
E' come se il velo dell'illusione cadesse e noi potessimo vederci come realmente siamo. Soprattutto, come entità che abitano un corpo ma non sono quel corpo.

Questo esercizio serve ad abbattere il nostro senso dell'identità, ed è utile per trovare il coraggio di vederci davvero per come siamo, senza illusioni ed edulcorazioni.

Serve anche a scoprire quanto realmente ci amiamo.
Foto dell'autrice
Se ci piacciamo, ci vediamo belli nonostante lo straniamento. Quello sconosciuto che ci osserva da vicino allo specchio velandolo di vapore è un tizio niente male.
Se non ci piacciamo o, peggio, ci detestiamo, ecco che vedremo una creatura mostruosa e minacciosa che ci osserva dal nostro specchio.

Coraggio, è venuto il momento di affrontare questa paura latente di scoprirsi davvero.
Prendete uno specchio e osservatevi. 
Sforzatevi di starci almeno cinque minuti. Vi sembrerà un'eternità.