Visualizzazione post con etichetta Fare resistenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fare resistenza. Mostra tutti i post

giovedì 18 dicembre 2014

Determinati, non combattivi!

A volte si tende a far confusione tra l'essere combattivi e l'essere determinati.
Nell'essere combattivi sta il presupposto del fare resistenza a qualcosa. Per esempio alla paura di sbagliare o di fallire. O alla Paura stessa. O all'illusione che l'avversario sia davvero là fuori.


Baby scherma - Foto dell'autrice
Essere determinati, invece, significa che qualsiasi cosa succeda saremo sempre lì a insistere sul sentiero che sentiamo nostro. Non esiste ostacolo, avversario, prova né fallimento che possa davvero fermarci.
Se sei determinato e brilli di Volontà Pura, che è una qualità dell'anima - quindi all'ottava superiore - allora diventi un caterpillar. Puoi abbattere montagne. Perché le montagne che vedi sono solo percezioni distorte, ostacoli che paiono insormontabili ma non lo sono.

Se insegui la tua Visione, il tuo Sogno, è naturale andare avanti senza fermarti, diventando più forte. Cadi e ti rialzi, perché il tuo Sogno, la tua Visione, è tutto ciò che conta.


Foto dell'autrice
Con la determinazione la combattività viene trascesa.

Il combattivo, in realtà fa resistenza, perché con il suo atteggiamento dice NO. Dice NO a ciò che non vuole. Ma così si concentra su ciò che teme o rifiuta.
Il determinato, invece, dice SI'. Sì al proprio Sogno. 
Si può pensare che siano due facce della stessa medaglia ma non è così.
Il NO è fare resistenza, andare contro. Il SI', è restare nell'apertura.
Hanno un'energia diversa. Il NO è chiusura. Il SI' è apertura e fiducia e Cuore.

mercoledì 25 giugno 2014

Affrontare il disagio

A tutti capita o è capitato di vivere delle situazioni di profondo disagio. Ci sono dei momenti in cui si avverte un turbamento, una forma di resistenza a qualcosa che non ci piace o non ci soddisfa, oppure avvertiamo un dubbio amletico emergere allo scoperto e non sappiamo quale strada prendere.

Se avvertiamo un nodo allo stomaco, una certa voglia di ritrarci, questi sintomi non sono necessariamente indice di paura e voglia di fuggire davanti a delle responsabilità. Al contrario, a volte è il nostro istinto profondo, una sorta di vecchia strega saggia che alberga dentro di noi, a sussurrarci all'orecchio dell'anima che necessitiamo di prenderci del tempo per riflettere.

Autoritratto dell'autrice
O meglio, più che riflettere, che è un'azione mentale, dovremmo stare. Stare lì, diventare un tutt'uno con il nostro Osservatore Silenzioso e vedere cosa sta accadendo in noi. Come fosse un film, una fiaba narrata, stare a vedere come si dipana la storia, senza avere la pretesa di intervenire attivamente. Almeno finché le idee non si sono schiarite e avvertiamo finalmente che è il momento di agire, in base a ciò che abbiamo osservato e sentito.

Ritrarsi non è sempre indice di codardia, ma di prudenza. Ritrarsi è avere il coraggio di guardarsi dentro - poiché riconosciamo che tutto viene dall'interno di noi - e di andare in profondità.
E' affacciarsi al pozzo oscuro, sporgersi dal ciglio dell'abisso.
In silenzio.

So che è difficile ritrarsi per stare con sé stessi quando avvertiamo la non comprensione dei famigliari, degli amici e colleghi. La tentazione di dare spiegazioni è grande, e ancora più grande è l'impulso a dire una bugia comoda, che in apparenza non nuoccia a nessuno.
Invece, credo che l'unica cosa possibile e senza controindicazioni  sia dire apertamente che abbiamo bisogno di riflettere su cose personali, e che ci serve tempo per comprendere. Punto. Perché è la verità e non c'è bisogno di scendere nei dettagli.
Autoritratto dell'autrice

La cosa più difficile, però, è un'altra: non metterci di mezzo la razionalità cercando di trovare scuse per come ci sentiamo o darci spiegazioni mentali. Stare e osservare è farlo senza la mente razionale e senza giudizi.

L'atto magico, ciò che dipana le tenebre, è sempre e solo l'osservazione del disagio, non andare all'origine dello stesso, come ben spiega il grande Maestro Eckhart Tolle.
Più ci attacchiamo a quel disagio piangendoci addosso o lamentandoci, più ne rimaniamo invischiati.






venerdì 6 dicembre 2013

La vera accettazione

Chi è sulla strada del Risveglio sente parlare o legge spesso di accettazione. 
E in molti trovano difficoltoso arrivare alla piena accettazione di una situazione o di un evento.
In effetti, penso personalmente che non ci sia nulla di più difficile.

Che cos'è l'accettazione?
Secondo Eckhart Tolle, che ne parla ampiamente nei suoi libri, è quando si riesce a non creare più negatività da ciò che prima ci faceva stare male.
Foto dell'autrice
Anche l'abbandono ha la stessa capacità di sciogliere i nodi di dolore.

Ma mentre praticando l'abbandono si lascia andare, si torna a fluire, nell'accettazione c'è la piena consapevolezza di un dato fatto come qualcosa che esistendo, non si può negare. Più lo si nega e più ci fa male, in quanto facendo resistenza opponiamo a esso emozioni negative che ci logorano e ci rendono infelici.

L'accettazione non deve diventare un'etichetta che equivale a rassegnazione. Rassegnarsi è indulgere nella propria prigione.
Accettare è prendere atto che una cosa è così com'è, e accogliendo essa per ciò che è, amandola come qualcosa che è comunque parte di noi e della nostra vita, ecco che possiamo trasformarla. 
Con amore e consapevolezza.

E' un esercizio molto difficile che davvero ci mette di fronte alle nostre più strenue resistenze. Magari ci vorrà una vita intera per imparare la vera accettazione. Ma ne sarà valsa la pena.

lunedì 25 novembre 2013

Il timore della perdita

Foto dell'autrice
C'è una grande verità che alla maggior parte della gente sfugge: chi più teme la morte teme anche la vita.
Ponendosi al riparo da certe situazioni considerate minacciose, dalla perdita delle persone e delle cose, si rischia di non vivere.

La misura della nostra paura è nella lacerazione che proviamo quando dobbiamo rinunciare a un'idea, a un oggetto cui siamo affezionati o ci pare indispensabile, a una relazione. 

Così, irrigiditi sulle nostre posizioni nel timore di perderle, ci congeliamo e cristallizziamo anche la nostra energia.
Questo ci impedisce di far spazio al nuovo.

Dobbiamo accettare una volta per tutte che nulla è permanente.
Uno dei concetti fondanti del buddismo è l'impermanenza.
Quando lasci che le cose vadano e vengano nella tua vita, perché nulla è per sempre, e perché tanto non puoi avere il controllo su tutto, allora ti rilassi e la vita comincia a cambiare.

Per lasciar andare dobbiamo avere il coraggio di immaginare di perdere tutto, anche le persone più care. Possiamo perdere i genitori, i figli, gli amori, le amicizie, i soldi, il lavoro, la casa.
Foto dell'autrice
Ma se ci siamo stati fino in fondo, con loro, se ce li siamo goduti come un dono, comprendendo il loro valore, allora possiamo accettare il fatto che non saranno per sempre con noi.

Tutto cambia. La vita fluisce.
Sta a noi decidere se fluire con essa, goderci il viaggio, e aprirci con fiducia al nuovo, oppure fare resistenza e star male per la maggior parte del tempo.

Nulla si perde davvero, in fondo, resta tutto dentro di noi, se lo abbiamo amato e onorato come meritava.



venerdì 22 novembre 2013

Come capire le vostre resistenze in un minuto

Spesso, nell'ambito del risveglio spirituale si parla di resistenze.
Che cosa sono?
Convinzioni limitanti che ci siamo imposti inconsciamente, paure, ricordi che riaffiorano portando un'emozione che ci blocca o ci fa reagire in modo automatico e sempre uguale alle cose, le piccole e grandi negatività che a volte ci colgono.
Anche il dolore emozionale è una forma di resistenza.

Ma resistenza a cosa?
Al presente, alla realtà delle cose, alla vita.

Spesso la gente si chiede, Ok, ho capito cosa sono ma io come faccio a sapere quali resistenze ho nella mia vita?

Semplice.
Fate un veloce bilancio, anche solo con il pensiero, di tutto ciò che avete realizzato e ciò che invece non avete realizzato.
Che progetti avevate da ragazzi? Quali sogni?
Foto dell'autrice
Si sono realizzati? Se no, se vi siete persi i vostri sogni per strada, o se ancora state lottando per realizzarvi in quella cosa che tanto amate fare, allora quello è un ottimo indicatore delle vostre resistenze inconsce.

Come state dal punto di vista finanziario? Galleggiate a stento nel terrore di annegare nei debiti o siete ben solidi nel vostro patrimonio? Riuscite a far soldi facilmente o è sempre una dura fatica racimolarli per arrivare alla fine del mese?
Cosa davvero pensate del denaro?

E, ah, l'amore!
Come va? Siete sempre in coppia ma insoddisfatti o litigiosi, o siete a vostro agio in una relazione d'amore che funziona bene?
Siete single da una vita e vorreste compagno/una compagna?
Siete convinti che nessuno al mondo faccia al caso vostro? Pensate di non meritare amore? Di non essere abbastanza attraenti? Temete l'abbandono, il tradimento, la mancanza di libertà? Avete paura di perdere il controllo e di soffrire? Credete che il Grande Amore non esista, che sia un'illusione infantile?

Foto dell'autrice
Non c'è bisogno di una chiaroveggente con la palla di cristallo per dirvi cosa non funziona nella vostra vita.
Basta essere sinceri con sé stessi e aprire gli occhi.

Se non li aprite, state sicuri che la vostra vita sarà sempre uguale, se non peggio. Con le vostre resistenze create il vostro destino. 

Sappiate che il 95% circa delle nostre credenze sono inconsce, ed è con quelle che creiamo la nostra realtà.
Ma se ne vediamo i risultati, allora sappiamo anche che possiamo lavorare su noi stessi per cambiarle.

Allora, coraggio, aprite gli occhi e fate un bilancio.

lunedì 4 novembre 2013

La differenza tra vita e situazione di vita

Ci sarà capitato migliaia di volte nella nostra esistenza a dire o pensare la mia vita è... e aggiungete voi: un casino, stressante, triste, noiosa, odiosa, orrenda, ecc.

Foto dell'autrice
In realtà, state generalizzando. Gli esseri umani sono molto bravi a farlo. A non discriminare bene tra vita in sé e il momento che stiamo vivendo.

Non credo esista vita senza qualche problema, è naturale.
Il guaio è che, generalizzando, noi ci convinciamo che se stiamo vivendo un periodo difficile, per esempio nelle relazioni amorose o per le finanze, diciamo che tutta la nostra vita è un problema. 

ATTENZIONE!
Come ho già scritto in un articolo tempo fa, le parole creano mondi.
Se ci convinciamo che la nostra vita è orribile, nessuno potrà più convincerci del contrario e finiremo per agire inconsciamente per far sì che la nostra vita risponda a ciò pensiamo di essa. E sarà davvero orribile.

Se ponete attenzione a questo aspetto, scoprirete che è vero.
Tanto più che spesso, per convincerci che la nostra opinione corrisponde a verità, andiamo a scavare nel passato per rafforzare questa tesi. E aggiungiamo altri mattoncini per costruirci la nostra idea fasulla e deleteria di ciò che in realtà è solo la nostra situazione di vita.

Eckhart Tole sottolinea questa verità: noi scambiamo la nostra situazione di vita per la vita intera. 
Così facendo ci concentriamo sui problemi come fossero parte integrante del nostro viaggio terreno impedendoci di creare spazio per qualcosa di nuovo, per la pace, per stare nell'adesso.

Tolle invita quindi a trovare la vita all'interno della situazione di vita: l'energia vitale del nostro corpo. Utilizzando i  nostri sensi per sentire la vita al di là dell'opinione mentale che ne abbiamo.

Foto dell'autrice
Permettendo anche ad ogni cosa l'essere così com'è. 
Non facendo resistenza, si comprende che i problemi vanno e vengono, ma non sono la nostra vita. Sono solo increspature sulla superficie.

Per usare le parole di Tolle:
La tua situazione di vita esiste nel tempo.
La tua vita è adesso.
La tua situazione di vita è creata dalla mente.
La tua vita è reale.


martedì 8 ottobre 2013

Il Tempo è Mente

La nostra mente non concepisce il momento presente. Se non come vaga coscienza di qualcosa che stiamo facendo.
Per tutto il resto del tempo, la mente oscilla tra passato e presente.

Secondo Eckhart Tolle, Tempo e Mente sono inscindibili.
Solo gli animali e le piante sanno per istinto primordiale che l'unico tempo che esiste è questo momento.


Foto dell'autrice
Per noi umani, il passato è la nostra identità, per questo abbiamo così paura di lasciarlo andare e di agire senza più prenderlo in considerazione. Per noi sarebbe un po' come morire. Annullare le nostre identificazioni basate sul vissuto personale.

Il futuro ci pare fondamentale per continuare a creare quella idea di noi che ci fa illudere di avere il controllo delle situazioni e di poter continuare a esistere come identità. 
Non preoccuparci del futuro ci fa temere di andare a rotoli. 

Ansia, impazienza, fretta, preoccupazione non sono la realtà. Derivano dal senso del Tempo creato dalla Mente.

Ma come si può smettere di dipendere dal concetto di Tempo?

Dicendo sì ad ogni cosa che accade nel presente.
Perché ciò che è nell'Adesso
Foto dell'autrice
è tutto ciò che abbiamo, solo questo.

E fare resistenza a ciò cha accade ora è dire no alla vita stessa.
E' come dire no al fatto che viviamo sulla Terra. 
Non possiamo dire no alla Terra. E' l'unico posto in cui possiamo vivere!

Ci saranno dei momenti dolorosi o difficili da accettare per ciò che sono, ma farne nostri alleati, dice Tolle, farà sì che a un certo punto sarà la vita stessa a lavorare per noi invece che contro di noi.

Non vi resta che provare...






venerdì 11 gennaio 2013

Saper vedere i nostri schemi

Una sera ti capita di scoprirti a fare resistenza su qualcosa. 
Ti viene sonno, ti senti stanco e sai che quella è un'ottima scusa per dire a tutti intorno a te che non parteciperai al gioco, che non te la senti, magari un'altra volta...

Think like a woman - Foto dell'autrice
Sei immerso nel tuo torpore, in disparte, con il brusio degli amici che si divertono in sottofondo, senti che stai sbagliando tutto, non stai fluendo. 
Sai che ti stai isolando perché qualcosa di mette a disagio. La tua timidezza ti fa rannicchiare ancora di più nel tuo angolo di sicurezza e come un bimbo viziato ribadisci a te stesso che non sei obbligato a fare qualcosa che non ti senti. Che non vuoi forzarti a giocare, a socializzare, se non ti va.

Eppure, un'amarezza profonda ti prende alla gola nel momento in cui stai andando a letto, nel silenzio della notte.
Senti che ti sei perso l'ennesima occasione per aprirti, vedi i tuoi schemi mentali chiaramente davanti agli occhi e sai bene che non hai fatto nulla per reagire e dissolverli.
Pensi a tutto il lavoro fatto su te stesso, che a quanto pare non è abbastanza... 

Il mattino dopo, però, ti svegli con il sole e pensi che sì, è vero, ieri hai agito in base a schemi ben solidi che ancora albergano in te.
Morning air - Foto dell'autrice
Però li hai visti! Li hai toccati, assaporati...
E' questo il grande dono!
Il lavoro che stai facendo da anni su te stesso te li ha mostrati e tu ne sei stato cosciente.

Ora hai una consapevolezza maggiore e sai che la prossima volta potrai davvero lasciarti andare senza chiuderti. 
Avevi bisogno di quell'esperienza. 
L'unica cosa da fare è ringraziare per il dono della visione.