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mercoledì 21 dicembre 2016

Smettila di cercare!

Oggi è il solstizio d'inverno, e questo massimo picco di buio ci è d'esempio. Gli antichi, più saggi dell'uomo contemporaneo, sapevano bene che al massimo buio può seguire solo la luce. Per questo celebravano questo giorno come un dono. Non restavano nello scoramento per il freddo e gli alberi spogli, ma ben sapevano che l'inverno è preparazione, tornare dentro di sé per stare.  Non stare nell'attesa della primavera, vivendo di speranza, ma stare nel buio come passaggio obbligato per tornare alla luce. 
Xmas lights - Foto dell'autrice

Il viaggio dell'eroe mitico ha sempre un passaggio agli Inferi, solo così egli può tornare alla luce vittorioso dopo aver sconfitto i propri demoni. Ma quella sconfitta non è nata da una lotta. Non è allontanando da sé l'oscurità che si torna alla luce. La vittoria nasce dall'aver illuminato di amore i propri demoni.

Oggigiorno vediamo sempre più gente che parla di pensiero positivo, di allontanare il negativo, cercando la luce sempre, costantemente fuori di sé. 
La cerca seguendo corsi, yoga, meditazione, osservazione di sé, ma è tutto vano. Tutta pura illusione.
Se pensi che la luce si debba trovare fuori, in una tecnica, in una filosofia o religione, in un guru, allora sei caduto in una trappola mentale. 
Rivolgerti verso la luce come se fosse fuori di te e negare il buio che hai dentro ti porta solo frustrazione. 
Sei Luce - Autoritratto dell'autrice

Smettila di cercare! Quella luce che cerchi sei tu! Ti arde dentro come un fuoco ma non riesci a vederla, a sentirla. 
Stando nel buio ti accorgi che puoi rischiararlo solo con la consapevolezza. E quella non la trovi fuori di te.

Tu sei la luce che cercavi. Fermati in ascolto. Stai nel cuore. Nessun buio ti farà più paura perché è una parte di te ancora non rischiarata dal tuo stesso amore. 


martedì 23 dicembre 2014

Il raccoglimento

L'inverno che comincia e la festa del Natale invitano a stare in raccoglimento.
Il senso del raccoglimento è stare con sé stessi, nel silenzio, raccogliere le forze spirituali che a volte disperdiamo a causa del mentale, ma anche ri-accogliersi, ri-accogliere qualcosa di noi che si è allontanato e rischia di venire dimenticato.


Christmas candle - Foto dell'autrice
Il raccoglimento è una parentesi, una pausa per stare lì ad ascoltarsi. Ad ascoltare l'energia vibrante che alberga in noi farsi più chiara, più palpabile.
Non può esistere pace interiore senza prendersi dei momenti di raccoglimento. Perché la pace viene solo dall'interno.

Il buio delle notti invernali, che calano presto, è l'invito ancestrale a stare accanto al fuoco, alla luce. E il Fuoco, la Luce ce l'abbiamo dentro. Le candele e le luminarie che si accendono nel periodo natalizio non sono che un simbolo.
Quando la notte cala, bisogna stare accanto alla luce, non perderla di vista, non lasciarla spegnere. Per non morire congelati il fuoco va ravvivato spesso.

Il raccoglimento serve proprio a questo: a ravvivare il Fuoco, a non perdere di vista il nostro Faro nella notte.

venerdì 17 ottobre 2014

Nel silenzio dell'alba

Oggi mi voglio soffermare su un piccolo satori  provato nel silenzio che precede l'alba. 
Mi sveglio alle 6.15, faccio gli esercizi della sveglia del guerriero (vedi articolo di martedì 30 settembre), apro la finestra e fuori è ancora buio. Fa fresco, l'autunno avanza e la notte appena passata ha lasciato un residuo frizzante e umido nell'aria. 
Ascolto per qualche attimo il silenzio, il fruscio di qualche auto lontana, un cane abbaia in lontananza, un gallo nel pollaio del vicino si sta destando.


Percepisco allora un intenso spazio di presenza e attesa insieme, come complementari. Uno spazio di silenzio che si dilata per alcuni secondi dentro e fuori di me. 
Foto dell'autrice
E' la sensazione splendida del nuovo inizio giornaliero, dove tutto può accadere, ogni cosa è possibile. 

Benedico questo momento, ringrazio la vita che si espande lentamente in quei minuti in cui il sole ancora non è sorto, quasi si stesse stiracchiando.
Una volta detestavo alzarmi col buio, mi metteva tristezza. Ora invece ho imparato a vedere Bellezza anche nell'oscurità che precede l'aurora. E a ringraziarla.

giovedì 27 febbraio 2014

L'ombra va solo illuminata

I Saggi dicono che l'ombra non è qualcosa da cui puoi scappare. Non puoi relegarla da qualche parte. O meglio, puoi, ed è quello che fanno tutti, ma questo non può che nuocerti. 

Il lato oscuro è sempre in agguato. E rischia di venire fuori a tradimento quando meno te lo aspetti. 
Foto dell'autrice
Perché non ti conosci abbastanza. Non hai fatto i conti con quell'ombra che ti porti dentro. Quindi, l'unica cosa sensata da fare - poiché è l'unica che funziona - è illuminarla. 
Se sei in un sotterraneo al buio e rischi di spezzarti l'osso del collo perché non vedi dove cammini, che fai? Accendi la torcia che ti porti appresso. Logico. 

Ma per ciò che riguarda la nostra interiorità facciamo tutto il contrario! Eppure, la torcia ce l'abbiamo già in dotazone dalla nascita. E' dentro di noi. Non puoi combattere l'ombra con l'ombra. 
Tutto quello che devi fare per dissolvere l'ombra è osservarla con amore. E' parte di te ed è un dono, perché solo attraverso l'osservazione dell'ombra che ti porti dentro puoi capire davvero chi sei. Conoscerti. E accettarti. L'osservazione senza giudizio è il fascio di luce che dissolve le tenebre.