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martedì 28 marzo 2017

Quando arriva una mazzata

Ci sono dei momenti in cui ti arriva quella mazzata che ti fa vacillare. Pensavi di aver già risolto un sacco di casini nella tua vita ed ecco che ti arriva la botta inaspettata che rischia di farti cadere a terra con contusioni varie.

Siamo troppo abituati a vederla come un fallimento nel nostro percosso evolutivo, come qualcosa di negativo che non dovrebbe succedere. 

Ma quando hai una visione ampliata della vita e una totale responsabilità di ciò che crei, diventi proattivo e comprendi che nulla viene davvero per nuocere. C'è sempre un potenziale di risoluzione nel problema stesso. Dipende da con che occhi lo vuoi guardare.
Help! - Autoritratto dell'autrice

Vuoi vederlo da vittima o da guerriero che chiede di crescere a livello evolutivo?

La mazzata, più è grossa, maggiore è il potenziale di risoluzione che porta. L'insegnamento è già nell'accadimento. 
Invece che concentrarci sul negativo, respingendo il dono che questo accadimento ci porta, possiamo decidere come agire a partire da ciò che questa botta ci sta dicendo di noi stessi, di ciò che abbiamo creato in base ai nostri pensieri ricorrenti e alle paure più profonde. L'inaspettato, l'evento che arriva di colpo e ti lascia stordito e dolorante, è il frutto di una lunga preparazione, come spiega Stefano D'Anna nel libro La Scuola degli Dei.

La mazzata improvvisa ci permette di ripulire in un solo colpo tutto ciò che fino ad ora abbiamo temuto inconsciamente. L'azione che compiremo per risalire sarà sempre una guarigione, basta accogliere la cosa come un dono. 
E' questo il segreto.

martedì 12 luglio 2016

Sul pagare il Servizio

Una costante del mondo cosiddetto spirituale-olistico è la polemica sul far pagare o meno i propri servizi. C'è chi dice che se si è al Servizio non si può far pagare una prestazione che non è quantificabile in denaro. Intento nobile, ma sotto c'è sempre un giudizio negativo nei confronti dei soldi in sé.
Io aggiungo anche che qualsiasi servizio va pagato perché dietro c'è un lavoro o una preparazione. Provate ad andare da un contadino e dirgli che le sue rape le volete gratis!


Denaro - Foto dell'autrice
Ma quello che sfugge ai più, è che dietro lo scambio servizio-per-denaro c'è una Legge. Il dare-per-avere. Non è una bassa convenzione terrestre se tu mi dai quello io ti do questo. 








Mia nonna era chiaroveggente, cartomante e aveva il dono della taumaturgia, ovvero guariva le persone da blocchi muscolari solo imponendo loro le mani sulla parte dolorante.
Non ha mai voluto lucrare sui suoi doni, infatti faceva la parrucchiera per vivere, ma accettava pagamenti anche solo simbolici alle sue prestazioni perché diceva che il Servizio va sempre pagato. 
Quando io le chiedevo di farmi i Tarocchi, lei mi diceva che alla fine della lettura dovevo prendere una monetina da 10 lire e buttarla in un tombino. Così la prestazione sarebbe stata considerata come pagata.


Moneta - Foto dell'autrice
Ma perché dovevo buttarla in un tombino e non darla a lei? Perché a livello simbolico con quel gesto si riconosce che il Dono non è proprio di chi è al Servizio, ma viene dall'alto e quindi dare il denaro alla terra anziché alla cartomante è comunque una forma di pagamento. E poi ero sua nipote! 

Quindi, chi si mette al Servizio sappia che non ricevere nulla in cambio non porta equilibrio tra il dare e l'avere. Se proprio non si vuole chiedere denaro dovrà comunque esserci uno scambio, ad esempio un dono o un favore. Come detto sopra è una Legge universale.

sabato 2 luglio 2016

Il senso di colpa delle donne

Mi capita spesso di parlare con donne che hanno grossi problemi relazionali con il proprio partner, geloso e  possessivo. Ciò che emerge dai loro racconti ha un filo comune: il sentirsi giudicate colpevoli di volersi allontanare rivendicando i propri spazi o di avere intenzione di tradire. 

Anche quando le accuse di tradimento sono infondate, il problema principale che riscontro è che la donna tende a giustificarsi in maniera ossessiva di non far nulla di male, tradendo un paura inconscia di essere disapprovata.

A quanto pare non basta sapere di non aver nulla di cui farsi rimproverare. Il punto è il rimprovero in sé.
Queste donne hanno la tendenza all'inizio del rapporto a concedere tutto ciò che l'uomo chiede, allontanandosi dalle proprie amicizie, stando alla regole imposte dall'uomo possessivo che teme l'abbandono, generando una sicurezza di averle in pugno che quando esse cominciano a sentirsi soffocare, li manda in crisi.
Disapprovazione - Foto dell'autrice

Non ha importanza che l'uomo stesso debba evidentemente lavorare sulla paura di perdere l'oggetto della sua illusione di possesso, magari per traumi infantili.
Il punto è che le donne dovrebbero imparare a riconoscere la propria paura atavica di disobbedire e quindi di essere rimproverate o disapprovate.

La paura della disapprovazione nell'inconscio femminile è molto radicata dopo millenni di condizionamenti sociali e familiari e sottomissione, per cui la perdita della stima del capofamiglia (anche solo simbolico) significa a livello arcaico essere emarginate.

Il senso di colpa generato da questa paura paralizza molte donne in situazioni sentimentali al limite della sopportazione, in cui ogni angheria viene subita pur di non perdere il senso arcaico di protezione data dalla figura maschile.

A livello alchemico, l'unica cosa da fare per guarire questa paura è stare dentro il terrore paralizzante generato dal senso di disapprovazione e quindi di colpa che ne consegue. 
Senso di colpa - Foto dell'autrice
E' inutile dirsi a livello razionale che non si è fatto nulla di male, se la dipendenza poi continua.
Invece di cercare di scappare dalla situazione rischiando di generare un'altra relazione simile, bisogna avere il coraggio di stare in quel sentire con le gambe che tremano e l'angoscia generata dal confronto con il partner geloso e irragionevole.

Una volta che questa paura viene osservata, ecco che man mano si affievolisce fino a scomparire.
Allora queste donne saranno pronte per alzare la testa e guardare il partner negli occhi. E da quel momento non sentiranno più alcun impulso a giustificarsi.  Saranno diventate libere. Libere di essere sé stesse. 


mercoledì 24 giugno 2015

Scritto sulla pelle

Quando le nostre ferite interiori bussano alla porta per riemergere dall'oblio, invece di ricacciarle indietro possiamo dare loro la possibilità di esprimersi. Se emerge un disagio, qualcosa ci sta dicendo che abbiamo taciuto troppo a lungo ignorando le spie rosse. Le abbiamo coperte con un panno invece di permettere loro di urlare e sfogarsi.

Tutte le ferite interiori non rimarginate sono come ferite sulla pelle in suppurazione. Finché non togliamo il pus, i vermi e le medichiamo, ignorarle porta alla morte.
Ma ogni ferita lascia una cicatrice a ricordarci che da quella lotta, da quell'aggressione siamo usciti vittoriosi, siamo sopravvissuti diventando più forti e consapevoli, e quella belva o nemico affrontati non fanno più paura.

Clan delle cicatrici - Foto dell'autrice
Come spiega Clarissa Pinkola Estés nel suo bellissimo libro Donne che corrono coi lupi (ed. Frassinelli), dovremmo andare fieri delle nostre cicatrici e contare i nostri anni non anagraficamente ma in base al numero di cicatrici che portiamo.
Sentirsi parte del clan delle cicatrici, come lo chiama lei, è riconoscere la nostra parte guerriera che non si piega al vittimismo, ha sorpassato la fase in cui dava la colpa alle ferite del suo dolore. Ha fatto pace con la propria storia perché l'ha resa ciò che è oggi.

Un atti psicomagico che propongo è scriversi sulla pelle con una penna tutto ciò che vorremmo dire alla nostra parte ferita. Se non vogliamo o non riusciamo a dirlo a parole possiamo disegnarlo. Lasciamo fluire fuori ciò che non siamo mai riusciti ad esprimere prima, e se ci viene da piangere lasciamo scorrere le lacrime come fossero inchiostro. Poi lasciamo quelle parole svanire naturalmente, senza sfregarle via con una spugna. Lasciamo che scendano in profondità a cicatrizzare ciò che ancora sanguina dentro di noi.

martedì 28 aprile 2015

Focalizzarsi sul lavoro alchemico

Non accettarsi, vedersi brutti, con difetti è comune a tutti. Durante l'adolescenza, e spesso anche dopo, quelli che consideriamo difetti o mancanze ci bloccano, abbiamo paura del giudizio, ci si sente inadeguati rispetto ai canoni estetici imperanti e crediamo che il mondo ci giudichi come noi ci vediamo.
Correggere i cosiddetti difetti agendo quindi dall'esterno è solo un palliativo, perché il non sentirsi adeguati è la spia di qualcosa di noi che non abbiamo accettato, che non abbiamo imparato ad amare.

Posso testimoniare, essendo stata una ragazzina piena di complessi, che solo il lavoro su di sé, l'alchimia trasformativa delle emozioni, può portare risultati. Un giorno ci guardiamo allo specchio e ci stupiamo di esserci visti brutti, e quel difetto che noi vedevamo come gigante, che ci ossessionava, che avremmo voluto cambiare a tutti i costi non lo vediamo più. Oppure lo vediamo per quello che è: una parte di noi. E noi siamo Bellezza.
Siamo Bellezza - Autoritratto dell'autrice


Da adolescente detestavo il mio naso sporgente e pensavo che da grande lo avrei fatto ridurre chirurgicamente. Un bel giorno mi sono resa conto che il mio naso era semplicemente il mio naso e per me non era e non è più brutto, qualcosa da cambiare.

Ma la cosa più magica è che da quando ho imparato ad accettarmi, e ho smesso di sentirmi inadeguata, ansiosa e insicura com'ero da ragazza, a poco a poco la mia pelle devastata da un acne che dava grattacapi anche ai dermatologi perché non c'era modo di curarlo, anche molti anni dopo la fine dell'adolescenza, è migliorata ed esso è cominciato a regredire. Ricordo che ne ero così ossessionata che non mi facevo vedere senza cipria da nessuno. Ho provato un sacco di medicine tradizionali e rimedi naturali eppure erano solo palliativi.
Ma continuando sul lavoro alchemico riguardo alle emozioni, concentrandomi solo su quello, ecco che guarendo le ferite interne anche le lesioni esterne (la mia corazza, ciò che mi allontanava dagli altri) sono scomparse. Non ho più avuto bisogno di nessun medicamento. Perché l'unico efficace è il lavoro su di sé.
Ora mi stupisco persino di non pensare più alla mia pelle, essendone io stata ossessionata per anni.

A prova del fatto che l'acne è un muro che noi innalziamo nei confronti del mondo esterno perché ci sentiamo immeritevoli, imparando a toccare e lasciarmi toccare dalle persone senza provare disagio, anzi, imparando persino ad abbracciarle con piacere, la mia pelle è guarita del tutto.

Ora le poche cicatrici rimaste sono la testimonianza che per essere liberi dalla sofferenza dobbiamo passarci attraverso.
Per me sono come le cicatrici di un guerriero. Mi ricordano ogni giorno che solo amandoci possiamo guarire.


martedì 31 marzo 2015

Cosa succederebbe se...

Spesso le paure imprigionano in schemi mentali che impediscono alle persone di essere libere, libere da angosce ma anche - in senso letterale - di muoversi nello spazio.
Il fatto che si assecondino sempre queste paure per non affrontarle rende più difficile uscirne, per la semplice ragione che si finisce per credere che la paura, e lo schema che ne è alla base, siano la norma. 
Non si riesce ad immaginare nemmeno come sarebbe la vita senza di essi. In fondo, essa definisce la persona ed è come se questa si sentisse più sé stessa se ha un qualche paletto che le impedisce di fare qualcosa. Insomma è l'ego stesso che gioca a sentirsi importante gridando la propria paura.

Un semplice modo per cominciare a lavorare sulle paure è chiedersi obiettivamente: Cosa succederebbe se... e aggiungete voi.
Schemi - Foto dell'autrice
Ad esempio, uno che ha paura di guidare in galleria: Cosa succederebbe se non avessi più paura di affrontare le gallerie? Risposta: Potrei andare dove voglio.

Cosa succederebbe se non avessi più paura di essere tradito? Risposta: Potrei vivere le mie storie d'amore senza angoscia e immaginazione negativa.

Cosa succederebbe se non avessi paura della folla? Risposta: Potrei affrontare qualunque luogo affollato godendomi il momento e vedendone la bellezza.

E così via...

Insomma, qualsiasi paura abbiate, la guarigione comincia dalla visione a priori di quanta libertà avreste se non ve la negaste da soli. Semplice e disarmante.  La sola sensazione di libertà portata da questo pensiero dovrebbe poter spingere le persone ad affrontare la propria paura un poco alla volta. Consapevolezza è già metà guarigione.

mercoledì 18 marzo 2015

La condivisione femminile

Tempo fa mi è stato regalato un libro sulle cosiddette donne Alfa, ovvero le donne in carriera che sempre più scalano i vertici delle aziende dimostrando di valere quanto - se non più - degli uomini, e restando in equilibrio tra lavoro e famiglia. In questo libro si sbandiera la fine della solidarietà femminile in cambio del potere economico. Insomma, per fare carriera, secondo l'autrice bisogna essere in competizione sia con il sesso opposto sia con il proprio.

Questa opinione per me non ha alcun senso. Prima di tutto, un tempo le donne erano molto più competitive tra di loro per via del fatto che non avendo potere economico erano costrette a lottare per avere un buon matrimonio, e quindi a far di tutto per essere notate dal buon partito di turno.
Femminino - Autoritratto dell'autrice

La vera solidarietà femminile ha radici antiche, non la si può trovare in età moderna, è qualcosa di ancestrale, che risale a quando il femminino era sacro, associato alla Grande Madre. E' quel tipo di solidarietà che si sta riscoprendo e che sempre più sta prendendo piede nelle donne di oggi, di tutte le età.
E' finito il tempo della lotta. E' il momento della condivisione.

Passare dalla consapevolezza femminile significa imparare a conoscerci per ciò che siamo a livello non solo biologico ma soprattutto energetico e simbolico. La donna è il Calice, ovvero l'accoglienza. Non ha senso per una donna diventare competitiva come un uomo. Significa scimmiottare ciò che non ci appartiene.

Nella nuova Era è bene invece portare il femminino, quindi l'accoglienza, l'antica sapienza nel mondo, anche in quello lavorativo. La chiave quindi è essere se stesse e così scardinare i vecchi ruoli lavorativi, non adattarsi. Dimostrare che un altro modo di lavorare e fare carriera - se è questo che una donna sceglie - è possibile.

Guarigione - Autoritratto dell'autrice
La condivisione femminile, quando è fatta all'ottava alta, in gruppi di consapevolezza e di risveglio, ha una potenza inimmaginabile finché non la sperimenti tu stessa.
Quell'energia, oltre a portare guarigione ad antiche ferite (non solo personali ma collettive, presenti nel nostro inconscio da generazioni) ha il potere di contagiare la persone con cui veniamo in contatto - come ha detto la mia amica Daniela Castellani nel suo Cerchio delle Donne avvenuto ieri sera - soltanto con la nostra presenza, senza che facciamo nulla. 
Quell'energia opera a livello sottile, impercettibile all'inizio, ma porta cambiamenti, rivoluzioni interiori, maggiore apertura verso la propria natura femminile ma anche a un'attitudine di Cuore verso gli altri.  

Mi auguro che sempre più donne sentano la necessità di riunirsi periodicamente in una condivisione all'ottava alta. Vi assicuro che il mondo potrà essere un posto migliore, con vibrazioni potenti di guarigione collettiva che contageranno anche il maschile.

mercoledì 11 marzo 2015

L'autoabbraccio terapeutico

Le persone soffrono perché non si amano abbastanza, fondamentalmente, e tutto quello di cui avrebbero bisogno è un abbraccio. Ma questo abbraccio non può essere davvero terapeutico se arriva da fuori, da qualcuno.
Amarsi - Foto dell'autrice
Certo, è un bel gesto e infonde calore, comprensione, coraggio, accettazione. Ma la vera guarigione avviene quando ad abbracciarci siamo noi stessi.

Immaginiamo di essere ancora il bambino spaventato, confuso, insicuro, piangente che siamo stati, da cui derivano le nostre paure e frustrazioni più profonde. Nessuno lo sta confortando, nessuno lo sta amando. E chi se non noi stessi possiamo amarlo, accettarlo, coccolarlo, farlo sentire davvero a casa e perdonato? 

La gente si odia perché non sa perdonarsi. Di qualsiasi cosa dobbiamo perdonarci, lasciamo stare la mente che giudica e classifica e apriamo il Cuore. Allarghiamo le braccia e poi lasciamoci avvolgere da un vero abbraccio, non visualizzandolo, ma proprio facendolo davvero. 
Autoabbraccio - Foto dell'autrice
Quante persone si abbracciano da sole? Praticamente nessuna.

Eppure, questo semplice gesto scioglie un sacco di blocchi. Vedrete che dopo esservi abbracciati, avrete più voglia di abbracciare le persone, diventerete meno schivi, più calorosi.
L'autoabbraccio permette a voi stessi di amarvi davvero e di essere, per Legge di Attrazione, amati anche dagli altri.




venerdì 9 gennaio 2015

La vita procede per tasselli

Il fatto che la vita si svolga lungo un nastro che porta dal punto A al punto B è, ovviamente, un'illusione. In realtà la vita può esistere solo qui, in questo preciso istante.
Ma la nostra tendenza a pensarci su una strada che conduce verso noi stessi, verso la nostra integrità, è più forte e in fondo non c'è nulla di male a sentirci sul sentiero. 

Nel nostro sforzo di migliorarci, uscendo dalla sofferenza, dagli schemi che ci condizionano, dai meccanismi di pensiero che ci impediscono di espanderci alla vita, passiamo attraverso periodi diversi. 
C'è il periodo in cui siamo più inclini allo studio di certi nostri fenomeni e leggiamo libri, ci osserviamo, stiamo nel sentire. 
In altri momenti sentiamo il bisogno di partecipare ad eventi di gruppo che ci aiutino a fare un salto di qualità, la nostra energia è attratta da un certo tipo di metodo di guarigione che implica una partecipazione di più persone. 


Specchio a quadri - Foto dell'autrice 
In altri momenti sentiamo che il nostro corpo ci chiede di agire, di muoversi, di sperimentare la materia e siamo attratti dagli sport, impariamo che si può bypassare la mente vivendo nel Qui e Ora anche in movimento, sentiamo l'energia crescere, il Fuoco interiore accendersi. Ci scopriamo più vivi che mai.

Magari ci troviamo a vivere periodi in cui la nostra energia è più maschile, più yang, più imperiosa, in altri momenti ecco che emerge l'energia femminile, più yin, più dolce.

Questo succede perché in realtà, nel tentativo di ritrovare l'unità con noi stessi, procediamo per tasselli, a seconda dei bisogni evolutivi dell'anima, e di quanto siamo pronti per affrontare una prova, o qualcosa di nuovo.

Ciò è bellissimo perché ad un certo punto, guardandoci indietro, si comprende che abbiamo messo insieme un bellissimo, coloratissimo e unico puzzle! Noi siamo quel puzzle di tentativi, metodi, momenti di energia diversa. 
Ma il risultato è esserci ritrovati. La strada verso Casa a volte è lunga e tortuosa ma il disegno che ne viene fuori è un capolavoro!

Gioite per il vostro unico e irripetibile puzzle!

venerdì 23 maggio 2014

Quando attiri bene

Sappiamo di essere responsabili al 100% di ciò che ci accade, sia ciò che ci piace sia ciò che non ci piace.

Quello che ho notato è che quando si fa un lavoro su di sé da tempo si rischia di finire per notare più le cose "negative" che quelle "positive" tra ciò che ci attiriamo.
Foto dell'autrice

Siamo talmente ossessionati dalla guarigione dalla sofferenza a tutti i costi che rischiamo di concentrarci solo sull'osservare/indagare cosa ha creato episodi di dolore che riemerge o persone conflittuali, dimenticando di ringraziare noi stessi (in quanto creatori divini, una sola cosa con Dio) per aver attirato bene.

Dobbiamo imparare ad accogliere le cose belle complimentandoci da soli per aver lavorato bene, invece che cazziarci di continuo perché alcune ancora non vanno come vorremmo.

Qualsiasi cosa bella ci capiti - grande o piccola che sia - è un miracolo e dovremmo celebrarlo. E più lavoriamo su noi stessi più le cose macroscopiche vanno a posto.
Sì, proprio le macroscopiche.
Nelle microscopiche ci saranno sempre piccoli intoppi e fastidi, giornate di malattia, episodi di nervosismo.
Foto dell'autrice

Dobbiamo arrenderci all'evidenza che non possiamo agire su tutto perché gran parte della nostra creazione è inconscia.
Ma quando il livello vibrazionale comincia a salire davvero assistiamo a cambiamenti macroscopici nella nostra vita. A volte sono graduali, a volte improvvisi, ed è importante continuare a stupirsi.
Lasciamo entrare la gratitudine e lo stupore ogni volta che attiriamo bene.
E' la porta per attirare sempre meglio!

lunedì 7 ottobre 2013

Guarire sé stessi = guarire gli altri

Come racconta il dott. Hew Len inventore della tecnica Ho'oponopono, in quanto psichiatra, i medici e i guaritori dovrebbero capire che essi stanno guarendo in primis sé stessi.


Foto dell'autrice
Poiché il mondo è solo una manifestazione delle nostre idee, un concretizzarsi dei nostri pensieri più o meno consci, non vi è nessuno da guarire là fuori.

Infatti, il dott. Hew Len guariva con successo i suoi pazienti malati psichici gravi al manicomio criminale soltanto andando a riempire d'amore, accettazione e perdono la parte più inconscia di sé.
Riconoscendosi responsabile al 100% della creazione della propria realtà.

Ovviamente, Hew Len è un virtuoso, ha un dono: l'umiltà e un amore incondizionato. 
Non dobbiamo certo pretendere tutti di diventare dei virtuosi come lui, ma capire fino in fondo che tutte le persone con problemi che ci circondano - dal parente ammalato al vicino di casa paranoico, dal capoufficio intollerante e dispotico al partner depresso che tenta il suicidio - sono uno specchio dei nostri schemi mentali più inconsci e quindi più difficilmente riconoscibili.

Ma non è importante andare a capire cosa li ha creati - ci vorrebbe forse una vita intera - è importante perdonare quella parte
Foto dell'autrice
creatrice. 

Amarla proprio perché ne siamo inconsapevoli. E diventandone consapevoli, accettandola come parte di noi, possiamo scioglierla.

Con l'Amore incondizionato e con il Perdono, alle basi dell'Ho'oponopono, possiamo guarire le persone attorno a noi. Perché avremo guarito la parte malata di noi che le ha create nella nostra esperienza.

giovedì 3 ottobre 2013

La differenza tra intenzione e ispirazione

La tecnica dell'Ho'oponopono è finalizzata ad azzerare tutte quelle parti di noi che fanno resistenza alla vita, compreso l'Ego.

Prima, nei libri sul pensiero positivo e l'autoaffermazione, si puntava sempre sul concetto di intenzione.
Immaginare cosa vorremmo intensamente, crederci, e ottenerlo dall'Universo.
Poi però si è notato che non sempre questa tecnica funziona. Si è giunti allora alla conclusione che di mezzo c'erano le false credenze autolimitanti e i blocchi emozionali.

Foto dell'autrice
Ma ancora, i conti non tornavano. In fondo, chiedere all'Universo incessantemente per avere ciò che vogliamo è non solo una mancanza di fiducia nei suoi confronti, ma è comunque un prodotto dell'Ego. E non è detto che la cosa desiderata sia davvero per noi.

E allora? 
L'Ho'oponopono funziona proprio dove tutte le altre tecniche falliscono. 
In fondo, noi non abbiamo il controllo totale del nostro inconscio, anzi, non ce l'abbiamo per niente! 
Per questo a volte, nonostante tutte le tecniche di guarigione emozionale messe in pratica, i nostri problemi persistono.

Insomma, possiamo scegliere ma non avere il controllo delle situazioni, e soprattutto, dobbiamo essere distaccati dall'avere alla fine o meno ciò che desideriamo.

Quindi, se l'intenzione è un gioco della mente, azzerando tutto con l'Ho'oponopono che cancella le memorie anche inconsce, diamo spazio all'ispirazione.

Scrive Joe Vitale in Zero Limits: A un certo punto vi arrenderete e inizierete ad ascoltare, piuttosto che chiedere e aspettare.

Foto dell'autrice
Perché l'intenzione è una forma di manipolazione. Se invece azzeriamo il chiacchiericcio della mente, arrendendoci al flusso, avremo la fiducia che l'Universo sa meglio di noi cosa è davvero fondamentale per la nostra vita.
Scopriremo di aver sofferto per cose che erano solo il prodotto dell'Ego.
Se arriviamo a zero limiti ripulendoci, riusciremo a percepire l'ispirazione divina perché non avremo più filtri mentali che ci impediscono di riceverla.

L'intenzione funziona e porta risultati, l'ispirazione funziona e porta miracoli. Quale preferite? - scrive Joe Vitale.

martedì 1 ottobre 2013

Tutto accade dentro

Tempo fa, quando mi è capitato di leggere per la prima volta Zero Limits di Joe Vitale, sono rimasta colpita in particolare da un episodio accaduto all'autore.

Mentre parlava con il dott. Hew Len, coautore del libro nonché ideatore del metodo di guarigione spirituale Ho'oponopono, questi lodò un suo libro in particolare e gli disse che con questo metodo avrebbe potuto aumentare le sue vibrazioni e fargli vendere più copie.

Joe Vitale allora chiese cosa ne fosse dei libri già venduti.
Il dott. Hew Len gli diede una risposta folgorante:
Foto dell'autrice
"Quei libri non sono ancora nelle mani di nessuno. Sono ancora dentro di te."

Ovvero, sottolinea l'autore, non esiste un "là fuori".

Tutto ciò che vogliamo migliorare nella nostra vita non è all'esterno, è dentro di noi. Solo dal di dentro possiamo guarire le cose.
Se le nostre vibrazioni di Amore e Consapevolezza e Gratitudine aumentano, tutti i nodi un po' alla volta verranno sciolti.

Come consiglia Joe Vitale: RIPULITEVI!
Con l'Ho'oponopono.

lunedì 25 marzo 2013

Quando capiremo che siamo dee?

Donne, quando capiremo davvero che siamo detentrici e custodi di un potere immenso?
Foto dell'autrice
Ci è stata data la benedizione di poter creare la Vita.
Ci è stato dato il potere dell'Amore incondizionato e della compassione.
Ci è stato dato il potere ciclico di rinnovamento come la Madre Terra.

Anticamente ci sono stati concessi doni di profezia, di guarigione, di iniziazione ai misteri.
Siamo state venerate. Non come se fossimo dee.
Lo siamo!

Tutto ciò che vorremmo essere possiamo manifestarlo nella nostra vita, se solo ci ricordassimo di avere questo potere.

Siamo la creatrice e la creatura, la parte terrena e la parte divina fuse insieme.

Quando abbiamo smesso di credere in noi stesse?
Quando abbiamo concesso al maschile di accantonarci, schiacciarci, farci sentire deboli e indifese? 
Quando gli abbiamo concesso di reputarci diaboliche e infide?
Siamo tutte responsabili. Non siamo vittime. Siamo state complici.

Ma in un mondo in evoluzione, in cui il risveglio sta aprendo sempre più cuori, non è più tempo di lasciarci sopraffare dalla violenza.

Il tempo del disprezzo verso noi stesse che attira mancanza di rispetto e sopraffazione è finito. 
Si è concluso un ciclo in cui ci siamo perdute. 
Ora ci stiamo ritrovando.
Foto dell'autrice

Sempre più donne, soprattutto nei paesi poveri, stanno insorgendo per chiedere rispetto e dignità.
Si stanno svegliando. Stanno ricordando la loro natura di dee in terra.

Guardatevi allo specchio. Guardatevi negli occhi. Guardate il vostro corpo. State guardando una dea. 
Quando camminate per strada, non siete una semplice femmina umana che passa, siete la manifestazione del volto femminile di Dio in terra. 

Compratevi una statuetta di una qualsiasi divinità femminile. Quella che più vi ispira. Anche la Madonna è una Dea Madre. 
Ecco, voi siete quello.





giovedì 7 marzo 2013

La preghiera come mantra per il silenzio interiore

In momenti di grande turbamento, in cui l'irrequietezza della mente piena di dubbi e di domande rischia di prendere il sopravvento, un modo per trovare il silenzio interiore senza fatica è la preghiera.


Foto dell'autrice
Non importa se cristiana, islamica, buddista o induista o quello che volete. 
La preghiera è un mantra che concentra la persona nel momento, nel Qui e Ora, e impedisce alla mente di vagare.
Inoltre ogni mantra emana onde benefiche di guarigione, se ne possono sentire gli effetti nell'immediato, ripetendolo con fervore.

Se camminate ripetendo la vostra preghiera-mantra, sentirete la gioia pervadervi, sentirete la Vita intorno a voi pulsare di energia.
Sarete più silenziosi e vi troverete a dire solo il necessario, e sempre in tono più calmo, benevolo.

La rabbia, la tensione, la fretta scompaiono.
L'insofferenza e la sofferenza si sciolgono.


Foto dell'autrice
Provate a fare questo esercizio per alcuni giorni, tutte le volte che potete, e vedrete la vostra vita allinearsi con i Piani del Divino.
Di colpo vi accadranno cose straordinarie, farete meno fatica a ottenere ciò che volete, il lavoro sembrerà meno gravoso e lo sarà davvero. 
Vedrete accadere il miracolo delle coincidenze significative. Le persone vi verranno in aiuto al momento giusto, le cose accadranno in maniera sincronica.
Avrete più intuizioni.
Perché non sarete più distratti dal chiacchiericcio della mente, sarete di umore migliore, vibrerete di energia creativa.
Sarete nel perfetto fluire.

La preghiera scioglie le resistenze.
Il vostro silenzio interiore aprirà le porte alla Magia dell'Amore universale e alla guarigione su tutti i piani.