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sabato 12 novembre 2016

La Frammentazione dell'Io in un film

Chiunque abbia seguito un corso di Risveglio sa che una delle caratteristiche della personalità è l'avere un Io frammentato, ovvero, la tendenza a reagire meccanicamente a seconda delle situazioni e delle persone con cui abbiamo a che fare. 
Io frammentato - Foto dell'autrice
Siamo come una torta divisa a spicchi ed ogni spicchio è una reazione diversa cui non possiamo resistere perché non ne siamo consapevoli. Ragione per cui non ci comportiamo sempre nello stesso modo con tutti quelli che abbiamo intorno. Ogni differente settore della nostra vita ci fa reagire come una scimmia che ci caschi sulle spalle all'improvviso ma senza che ce ne accorgiamo e che ci agisce dall'esterno. E noi pensiamo di essere quella reazione, magari giustificandola, accusando l'esterno.

Ogni volta che prendiamo una decisione siamo convinti di averla presa noi, ma poi quando non la manteniamo è perché un altro noi ha deciso che aveva di meglio da fare! Capita spessissimo con le diete, con la decisione di mettersi fare sport, ma anche quando ci fidanziamo o ci sposiamo. Dopo un po' non ricordiamo più con quale Io abbiamo preso la decisione in questione, perché era uno su un milione e quindi in minoranza.

C'è un film che mostra molto bene questo lato di noi, nessuno escluso - almeno finché non ne siamo perfettamente consapevoli e capaci di distaccarci - ed è The Rocky Horror Picture Show, un musical del 1975.
Non importa se non vi è mai piaciuto, nemmeno io ne vado matta, ma il personaggio principale, il dottor Frank-n-furter interpretato fa Tim Curry, è caratterizzato da repentini cambi di umore, personalità multiple, ambiguità. Un po' trans, un po' scienziato pazzo, un po' innamorato non ricambiato e quindi frustrato, un po' gay e un po' seduttore di fanciulle innocenti, un po' despota, un po' uomo di spettacolo, un po' castellano gentiluomo, un po' villano e un po' sadico e violento.

Skulls (Niki de Saint-Phalle) - Foto dell'autrice
Questa strana creatura caricaturale può sembrare a un'analisi superficiale un pazzo furioso da internare al più presto, ma in realtà rappresenta tutti noi, i nostri molteplici Io che non riusciamo a gestire perché non li sappiamo riconoscere. 
L'unico modo per uscire da questa giostra impazzita è, come diceva il buon vecchio Gurdjieff, eleggere un Io maggiordomo, cioè un Osservatore che aiuti questi Io a essere gestiti proprio come la servitù di una grande casa lasciata allo sbando. 
Avete presente Lurch, il maggiordomo della famiglia Addams?
Lui resta sempre sé stesso, impassibile, esegue il suo compito senza giudicare. Insomma, Lurch è il famoso Centro di Gravità Permanente. Niente scuse, assumiamo Lurch appena possibile a fare ordine dentro di noi con la sua osservazione continua, tanto in questo specifico caso l'assassino non è mai il maggiordomo!

giovedì 20 ottobre 2016

Diventare il Centro

Quando finalmente riusciamo a venire in contatto profondo con l'origine dei nostri disagi - ad esempio come è successo a me attraverso una breve seduta di ipnosi regressiva - ecco che di colpo ci rendiamo conto che le emozioni che prima restavano ad agitarsi sotto la superficie e a volte creavano tensione sono svanite.
Il beneficio di questo è che si trova una calma interiore impensabile fino a poco prima. Una profonda fiducia in sé stessi, nella vita, la mancanza di paure sottili di fondo che prima invece giacevano in qualche angolo del nostro inconscio.

Se prima non riuscivamo a far tacere la sottile impazienza, la vaga ansia di fondo, l'impulso parlare tanto, a gesticolare, a mettersi al centro dell'attenzione, a fare battute per tenere a bada la paura di non piacere o risultare noiosi, ecco che come d'incanto tutto questo non ha più alcuna importanza.

Nettare - Foto dell'autrice 
Di colpo si realizza davvero di Essere. Il fare è solo un moto del cuore, non dipende da paure o reazioni emotive, o da idee mentali su cosa dovremmo diventare.

Ecco che dopo tanto lavoro su di sé, avendo trovato la chiave per aprire il forziere dell'Essenza, si comprende nel profondo di essere diventati il proprio Centro di Gravità.

Le maschere sono cadute, la personalità ha fatto un passo indietro e l'Essenza è tornata padrona del proprio Regno. A quel punto le parole e i gesti servono sempre meno, perché si diventa una vibrazione, il Sé dimora nel proprio sguardo e questo è sufficiente a comunicare, nella gran parte della vita quotidiana. 
Tutto il resto è maschera.

martedì 14 ottobre 2014

Due mele intere!

Mi capita spesso di leggere post sui social network in cui qualcuno si dice felice per avere accanto qualcuno che lo completi. Le frasi tipiche sono Senza di te sarei persa/o, non potrei vivere senza di te, sei tu che mi dai la forza di andare avanti, ecc.
Non è romantico, è folle.

L'ho già scritto più volte e lo ripeto, non si può trovare sicurezza e serenità facendo affidamento all'esterno. 
Se tutto il nostro mondo si regge grazie a una persona, siamo già perduti in partenza. Perché significa che qualsiasi cosa accada - ci lascia, ci tradisce, muore - noi ci troveremmo senza punti di riferimento, senza quell'appiglio cui eravamo aggrappati. 

Immaginatevi un naufragio. Qualcuno sa nuotare, altri no e stanno aggrappati ai pezzi del relitto galleggianti sperando di non stancarsi mai abbastanza da mollare la presa, perché sanno che affogherebbero. Quale delle due opzioni scegliereste? Volete essere quello che sa nuotare o il poveretto che dipende dal galleggiamento del frammento del relitto?

Se sei completo, uno in te stesso, integro, e sai stare da solo come in compagnia, allora non avrai nessun bisogno di aggrapparti a qualcuno. Non rischierai mai di perderti, perché tu graviti intorno al  TUO centro, non a un centro esterno a te.

Dire a qualcuno Non posso vivere senza di te significa trasferire a lui/lei tutto il vostro Potere.


Foto dell'autrice
Se pensate che il vostro partner vi completi, non è perché davvero bisogna cercare la nostra metà mancante, come si crede, ma perché quella mancanza che sentite siete voi stessi! 
Significa che qualcosa in voi sta percependo chiaramente che vi manca qualcosa ed esso è il vostro centro gravitazionale!
Non è sbagliato sentire la mancanza di qualcosa, solo comprendere appieno e una volta per tutte che quel sentire è una splendida spia che vi sta indicando che non siete in contatto con il vostro vero Sé.
Non sapete chi siete. 

Quindi smettetela di credere alla storia della mela tagliata in due che cerca disperatamente la propria metà mancante all'esterno. Solo quando comprenderete che l'altra metà non è mai stata separata da voi ma non la sentivate, tornerete a sentirvi una splendida, succosa, profumata mela intera. 
A quel punto, potrete scegliere di camminare a fianco di un'altra meravigliosa mela integra come voi!


sabato 20 settembre 2014

Una Condivisione Verticale

Da una settimana si sta svolgendo Crisopea Porte Aperte, cioè l'opportunità per le persone interessate di entrare nel centro gravitazionale per il Risveglio della Coscienza che è stato inaugurato sabato 13 settembre a Torino.
Poter vedere presentazioni gratuite di futuri corsi e seminari e incontrare Maestri spirituali dal vero, fare domande, conoscere altri esseri sul proprio stesso cammino, questa è la ragione dell'apertura a tutti.

Ma la cosa che più apre il Cuore è sperimentare la condivisione pura, in silenzio, delle varie performance, in cui Maestri, allievi, pubblico eterogeneo stanno gli uni accanto agli altri e godono dello spettacolo con quell'umiltà verticale che ti arriva quando sei allineato con la Fonte.
Tutti seduti nel momento presente a Cuore aperto a godere della Bellezza.
E' un momento sacro. Perfetto.
Dall'energia che ne scaturisce può nascere qualcosa di davvero potente. Una rivoluzione della coscienza su scala globale che non ha bisogno di slogan gridati, solo di Cuore aperto, Presenza e umiltà.

Universal Womb - Foto dell'autrice 
Mi è successa una cosa meravigliosa, in questi giorni: non avevo più bisogno di esprimere a parole l'ammirazione per i Maestri, ogni frase è diventata superflua, ho sperimentato una volta di più cosa significa identificarsi di colpo e spontaneamente con la non-forma. L'unica cosa davvero importante era essere presente lì. Mettersi al servizio e seguire l'esempio dei Maestri. E' tutto molto semplice.
Questa si chiama espansione della Coscienza, un momento magico. Una Porta che si apre.

A tutti quelli che hanno partecipato e ancora parteciperanno a questo magnifico evento va tutta la mia gratitudine.
GRAZIE A TUTTI! 

venerdì 4 luglio 2014

La coppia nuova

Come dicono i Maestri contemporanei, non è più tempo di coppie vecchio stampo, di persone che stanno insieme per abitudine, per paura della solitudine, per convezione o interesse, per sostenersi a vicenda.

La coppia fatta di due elementi che non sanno stare in piedi da soli ma si appoggiano l'un l'altro è destinata a crollare, prima o poi, rovinosamente. L'esempio più comune è quello degli anziani insieme da cinquant'anni, che quando muore uno dei due l'altro lo segue a ruota, incapace di stare senza il proprio partner.
Nella letteratura e nel cinema questa cosa viene considerata romantica, in realtà è solo drammatica, senza nessun romanticismo. E' indice della dipendenza più totale da una persona esterna.

Per parafrasare Kahlil Gibran, la coppia dovrebbe essere come le colonne dei templi: non troppo vicine ma nemmeno troppo distanziate, o l'intera struttura crollerebbe. Devono stare allineate e alla giusta distanza.

Una coppia fatta di mezzo e mezzo - cioè di chi si sente incompleto - non fa uno, ma rimane mezzo e mezzo. 
La coppia fatta di uno e uno fa uno. E' un paradosso.
Nel senso che chi sa stare bene con se stesso anche da solo, chi non dipende dall'altro, può sentirsi parte di un'unità ma senza dipendenza.
E' un'unità per scelta e NON per bisogno.


Foto dell'autrice
Ma non è solo una questione di indipendenza e rispetto degli spazi reciproci.
La coppia del futuro deve avere aspirazioni e obiettivi in comune che non siano solo gusti musicali e hobbies in comune. Non è più sufficiente.

Per chi crede profondamente nella necessità di un cambiamento radicale nel mondo, attraverso la Consapevolezza e il Risveglio collettivo della coscienza, non può più accontentarsi di avere alcune cose in comune con il proprio partner.
Bisogna avere un obiettivo in grande e insieme perseguirlo, mano nella mano. Lavorare insieme per esso, dare ognuno il proprio contributo attivo.

Ma non bisogna cadere nell'errore di forzare qualcuno che non vi crede a perseguirlo solo perché ci crediamo noi.
Non è facile trovare qualcuno che voglia avanzare con noi verso un mondo nuovo, ma credo che più restiamo fissi sul nostro centro gravitazionale interiore e più probabilità avremo di crearlo nella nostra realtà.

Però, non ci è dato sapere fino in fondo i piani dell'Universo. Magari a qualcuno di noi sta il compito di perseguire il proprio obiettivo da solo. 


giovedì 3 luglio 2014

Se non sai di avere un'anima

Una cosa di cui non ha mai dubitato fin da bambina, nemmeno nei periodi più bui del turbamento adolescenziale, è di avere un'anima.

Può sembrare ovvio, ma ho scoperto che non lo è. Recentemente mi è capitato, nel corso di conversazioni con amici e conoscenti, che non è poi così scontato che tutti gli esseri umani sentano di averne una.
Adulti intelligenti, magari pure piuttosto colti, riconducono i propri talenti, le aspirazioni, i moti di commozione davanti alla Bellezza un mero frutto delle proprie cellule.
Come su un essere vivente potesse davvero essere solo un ammasso di cellule che cammina, parla e pensa senza contenere un legante che fa la differenza tra la vita e la morte.

Per legante intendo ciò che con la morte fisica smette di essere nel corpo, per cui lo stesso corpo fisico comincia a decomporsi.
Cosa fa battere il cuore già nell'utero materno? Gli scettici dicono che sono gli impulsi elettrici del cervello. Bene, è verissimo. Ma da dove nascono quegli impulsi che noi chiamiamo per estensione vita?

Autoritratto dell'autrice
Se non sai di avere un'anima sei completamente perso in questo mondo. Perché non hai punti di riferimento, non hai un centro. Non hai una casa. 
Nessuna casa materiale né altra cosa sulla Terra può a farti sentire a casa e da lì vengono tutti i turbamenti della vita.
La disperazione del non sapere cosa siamo e perché siamo stati gettati nel mondo.
In realtà lo abbiamo scelto ma non lo ricordiamo.

Se non sai di avere un'anima su cosa fai affidamento?
Per forza che gli esseri umani sono terrorizzati dalla morte e fanno di tutto per campare cent'anni, vivono con l'ansia di non essere riconosciuti dal resto del mondo, di non essere importanti. Per questo ucciderebbero per un secondo di celebrità.
Se non sai di avere un'anima temi la morte perché per te rappresenta la fine di tutto.

I pessimisti vedono nella vita un susseguirsi di azioni per mera sopravvivenza fisica di una corpo destinato allo sfacelo, in un mondo senza senso e senza giustizia.
Chi ha fede, vede la Bellezza. Perché sa di avere un'anima e di non essere solo un essere vivente a scadenza limitata.

Autoritratto dell'autrice
Credo che esista, nelle persone di fede, una vaga memoria di ciò che c'è dall'altra parte. Prima e dopo la vita sulla Terra. 
Quella che gli atei chiamano illusione dell'aldilà nel vano tentativo di avere conforto spirituale in un mondo senza Dio, in realtà è una vera e propria certezza di aver vissuto anche prima di emettere il primo vagito in questa vita.
L'immortalità della nostra anima la senti o non la senti.
Dipende da quanto ancora devi vivere nella materia prima di ricordare che non sei solo materia.

Nel frattempo, sarebbe bello se chi non si è mai posto la domanda se ha o no un'anima cominciasse a cercarla dentro di sé.
Ricontattandola. 

Quando senti di avere un'anima, sai di essere al sicuro. Hai un posto dove andare. Qualsiasi cosa succeda, hai il tuo Centro.

lunedì 30 giugno 2014

Restare centrati sul proprio Potere

Sarà capitato a tutti di trovarsi con una persona che "ci fa perdere la pazienza", e anche se sappiamo ormai benissimo che gli altri non sono mai fuori di noi, non riusciamo a restare centrati sul nostro Potere personale.
Pochi minuti con quella persona o in quella situazione ed ecco che veniamo proiettati fuori di noi, incapaci di restare focalizzati sul nostro Centro di Gravità Permanente, come cantava Battiato tanti anni fa.

Foto di Isara Graziano
Come fare? Posto che ci vogliono anni e anni di pratica per identificarsi finalmente in modo definitivo con la propria anima, da alcuni giorni sto sperimentando una tecnica. E pare funzioni.

Appena svegli, o il prima possibile al mattino, cercare di stare in contatto con il proprio Sé superiore in silenzio. Seduti, in un posto appartato, fosse anche sull'asse del wc, stare lì ad ascoltarsi, a riconnettersi con la propria anima.
Sentire che essa è dentro il corpo ma non è il corpo, percepire che è immortale, infinita e quindi INVINCIBILE.
Restare il più possibile in quella sensazione di grande forza interiore, di allineamento, sicurezza, fiducia, silenzio della mente.
Sorridere al proprio Sole invincibile interiore.
Quella è la nostra fonte di vita.
Inamovibile.
E ricontattabile ad ogni momento opportuno.

Autoritratto dell'autrice
E' questa la chiave.
Una volta sentito che abbiamo questo centro di forza permanente e invincibile dentro di noi, l'unica cosa da fare nei momenti in cui stiamo per uscire da noi stessi e reagire, è osservare che sta arrivando la reazione e ricordare che quella situazione o quella persona ci sta mostrando che ci sentiamo impotenti.

Ma quel sentirsi impotenti è proprio la chiave per comprendere che non è vero che lo siamo, è solo una percezione errata della realtà.

Tornare al centro, ogni volta, come un mantra. 
E vedrete i risultati in un battibaleno. 

mercoledì 30 aprile 2014

State davvero vivendo?

Una domanda che dovremmo porci ogni giorno, specie alla sera quando la giornata finisce è: ho fatto del mio meglio per rendere la mia vita degna di essere vissuta? Ho reso la mia giornata indimenticabile?

Foto dell'autrice
Siamo sicuri di star vivendo davvero o ci lasciamo vivere?
Stiamo rimandando la felicità a data da destinarsi in attesa che la Fortuna ci arrida, con la speranza che qualcosa fuori di noi cambi e ci dia la svolta sperata, o ci stiamo impegnando ad essere responsabili ogni giorno di come ci sentiamo?

Stiamo inseguendo un sogno? Stiamo usando al meglio i nostri talenti? Stiamo costruendo qualcosa di nuovo per noi? Viviamo dentro o fuori di noi stessi?

C'è qualcosa che vorremmo cambiare? E se c'è, allora cosa stiamo aspettando a cambiarla?

Foto dell'autrice
Rendiamo la nostra vita attiva, impegnandoci ogni giorno per la  libertà interiore, per sciogliere le nostre catene, per diventare padroni della nostra vita. Padroni del nostro corpo e delle nostre emozioni.

Non c'è cosa più gratificate di vedere i propri demoni svanire in un fil di fumo e sentire quel Centro di Gravità Permanente pulsare dentro di noi.
Non c'è cosa più bella dello scoprire giorno dopo giorno che la nostra energia viene da dentro, ed è inesauribile.
Anche quando l'energia fisica è in calo perché ne abbiamo fatto uso, possiamo sentire dentro di noi che esiste un'altra energia più potente e infinita.

E' la forza della nostra anima immortale.
Se riusciamo a sentirla vuol dire che abbiamo fatto un buon lavoro.