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venerdì 3 marzo 2017

Gioia, intento e fede

I momenti no accadono a tutti. Non è detto che se lavori su di te da anni, esercitando presenza e consapevolezza, non ricadrai mai più in momenti difficili.
A volte sono risoluzioni di vecchi problemi che arrivano per essere finalmente sciolti, a volte possono essere l'emergere di blocchi che non abbiamo avuto modo di riconoscere prima, nonostante tutto. A volte sembrano solo momenti no e invece, per qualche ragione che potremo solo scoprire dopo, sono degli aiuti grandissimi. 

La tendenza meccanica è quella di voler uscire al più presto da quella situazione sgradevole, ma i nostri meccanismi non sanno smettere di preoccuparsi! 

Lì entrano in gioco la volontà e la presenza. Osservare ciò che accade con distacco, vedere la paura come un'ombra passeggera è utile per sganciarsi da essa, non esserne più abitati. 


Panic - Foto dell'autrice
E' uno sforzo immane, è vero, ma stare volontariamente nella gioia e nella gratitudine anche quando tutto pare andare male sembra folle, irrazionale, ma è proprio lì la chiave. La razionalità fa attrito, mette barriere di paura che portano l'attenzione, e quindi l'energia creatrice della realtà, proprio su quello che non vorremmo. 

Ciò non significa non fare nulla per cambiare, restare lì nella gioia senza agire, ma il segreto per ribaltare la situazione a nostro vantaggio è sempre agire liberi dalla paura, non elemosinare aiuti, chiedere senza la lamentela del bisogno, dal nostro Centro, con l'intento chiaro in mente, non sporcato da dubbi.

Questa la cosa più difficile ma anche la più efficace: non essere sporcati da dubbi e paure nell'esprimere l'intento.
Per questo ci vuole conoscenza di sé e presenza, per sentire bene quando il nostro intento espresso è davvero puro.

La fede è ciò che sta alla base. Avere fede che essendo noi creatori della nostra realtà, con l'intento imbevuto di gioia e gratitudine anche nei momenti più neri, la nostra creazione si attuerà nella materia e riusciremo a crearci ciò che vorremo vivere. Che sia abbondanza, un relazione di vero amore, il lavoro dei sogni o quant'altro.

Vivi nella gioia ogni momento, manda il tuo intento all'Universo non sporcato da dubbi e paure e abbi fede!

giovedì 16 febbraio 2017

La Gioia ringiovanisce le cellule

Si sa che le persone felici, gioiose, che si sentono realizzate emanano una luce senza tempo, a volte sembrano più giovani, altre paiono avere un'età indefinita.

Quando ho compiuto quarant'anni ho sentito che finalmente avevo trovato me stessa e mi sono resa conto di sentirmi più giovane, gioiosa e leggera di quando ne avevo venticinque. 
Allora mi sentivo tutto il peso del mondo sulle spalle, ero triste, ansiosa, irrequieta, insoddisfatta, paurosa. 
I trent'anni sono stati una discesa agli Inferi, cosa abbastanza comune. I trenta sono un giro di boa, rappresentano la prima grande ricapitolazione. In molti hanno vissuto una crisi esistenziale importante a trent'anni. 

Non dico che non abbia ancora cose da vedermi e da sciogliere, come tutti non si finisce mai di osservare sé stessi, è un'arte che applicheremo a vita, ma ho capito che maggiore centratura e leggerezza dai pesi psicologici innalzano l'energia al punto che sembriamo più giovani della nostra età biologica e ci sentiamo più giovani anche dentro il nostro corpo.
Quando penso che sto entrando nei quarantatré anni mi stupisco da sola. Non me li sento affatto!

Quarantadue - Autoritratto dell'autrice
La Gioia di vivere e l'entusiasmo che esprimo ora sono conseguenze di un ricontatto con il mio Sé. E non importa se ci sono comunque giorni un po' difficili, con piccoli e grandi intoppi, l'importante è come li vivo. Li guardo da un punto di vista consapevole e distaccato, senza lasciarmi travolgere, sapendo che è tutta una creazione della mia parte Ombra. Continuo a osservare e a portare luce dove non è ancora arrivata, ma la Gioia intrinseca di vivere non viene mai meno perché viene da dentro.

Allora il tempo si ferma, anzi, a volte rallenta, pare tornare indietro come un film sulla bobina. Perché la Gioia di vivere, la consapevolezza profonda di essere Vita vengono dalla mente non-locale, quindi da quella parte dell'esistenza che si esprime fuori dallo spazio-tempo, è infinita ed eterna. 
E la luce emanata da questa consapevolezza non-locale si vede, illumina ogni singola cellula dal di dentro.

Diventate Gioia e sentirete il tempo fermarsi, sentirete che è pura illusione.

martedì 13 dicembre 2016

Sulla forgiving economy

Premetto che di economia non ho mai capito un tubo. Ma una cosa che ormai sta diventando ogni giorno più evidente è che il nostro sistema economico è destinato a fallire per una ragione molto semplice: è basato sul prendere per sé, arraffare, accumulare, competere per autoaffermarsi e non sul donare, mettersi a disposizione degli altri, cooperare, lavorando in squadra prima e poi in rete. 
A parte il fatto che a lavorare con l'energia della competizione e dell'autoaffermazione a lungo andare ci si ammala - vedi le molteplici malattie legate allo stress - a che pro accumulare successi e guadagni se non li puoi condividere con il cuore? A che pro faticare tanto per ritrovarsi in un deserto affettivo, in assenza di vita vera?


Forgiving  - Autoritratto dell'autrice
Ma quello che in realtà ho scoperto per esperienza, non è nemmeno tanto il fatto di cambiare modo di lavorare. E' qualcosa che sta a  monte. E' il fatto che non è il lavoro ben retribuito, rispettato o dei sogni che ti rende felice. E' il contrario. E' il tuo essere felice che crea lavori, opportunità, partner aziendali, colleghi, collaboratori ideali. E' la felicità in sé a creare il tuo business. 
Non il bisogno né di certo la disperazione!

Come puoi pensare di trovare il lavoro dei tuoi sogni se passi la vita a lamentarti della crisi, della mancanza di posti di lavoro, della disonestà degli imprenditori?
E poi come si fa a trovare qualcosa che non è là fuori?
Il lavoro non si trova, non ci puoi inciampare dentro come se fosse un sasso lungo la strada. Il lavoro lo crei con la tua stessa vibrazione.

Qui si torna alla felicità, al darsi. Solo chi è felice si dona volentieri, senza recriminare troppi diritti per il suo piccolo sé. 
Più ti doni, più ricevi, perché è amore in circolo.
Più sei disponibile più creerai una rete di gente disponibile attorno a te, senza fatica. 
E' la vibrazione che conta, lo ripeto. Se non sei soddisfatto di ciò che ti stai creando allora devi solo essere più felice, amare di più, donarti di più. Anche se credi di avere poche risorse.

Qualcuno si chiederà cosa c'entra la parola forgiving con il lavoro e l'economia. Perché perdonare? 
Il senso è donati e lascia andare le zavorre. Ama e affidati. 

Come spiega Daniel Lumera nel libro I 7 passi del perdono (Macro ed.), la parola perdono è il superlativo di donare. Nulla a che vedere con colpe ed espiazioni. 
Solo persone libere da attaccamenti ed identificazioni, che vivono nell'apertura del cuore possono concepire e ridefinire un intero sistema economico e lavorativo basandoli sul donare, o meglio, fare dono di sé al mondo. 
Nella gioia che ne deriva c'è il segreto per crearsi il lavoro che si ama.
Daniel Lumera (InBusiness Incitement Italy) - Foto di Carlotta Bruno


Qualche lettore penserà che è solo bella teoria, ma se lo fa cade in un inganno. Un esempio è il movimento Incitement, nato in Malesia pochi anni fa e portato con successo in Italia da alcuni sognatori pragmatici. Alla base di questo movimento c'è il business sociale, il dono di sé e delle proprie competenze all'interno di una rete di cooperazione internazionale, di gioia condivisa e supporto tecnico e morale verso tutti quelli che decidono di lanciarsi nel mondo del business. 
Perché il business non deve più essere associato all'arraffare e all'atteggiamento da squali. Come dice lo stesso fondatore Zikry Kholil, in un mondo in cui le religioni e la politica ancora dividono, il business unisce. E lui, che è musulmano, ne sa qualcosa.  




martedì 26 aprile 2016

Seminario di trasmutazione alchemica

Dopo tanti post, negli anni, in cui ho scritto della nostra rabbia, che necessita di essere osservata con la luce della Consapevolezza, che come una torcia sconfigge l'ombra, e che in linguaggio alchemico viene definita piombo insieme a tutte le emozioni negative, i blocchi e le paure, ed è lì per essere tramutata in Oro, ecco che nasce un seminario apposito.

La Gioia Selvaggia è un seminario di un giorno che permette ai partecipanti di venire in contatto con la propria rabbia in modo schietto e di acquisire gli strumenti per trasmutarla in Gioia, proprio un lavoro da alchimisti!

E' tempo di chiudere i libri pieni di belle teorie e testimonianze altrui di come le tecniche funzionino davvero e di spiccare il salto verso la pratica. Vedrete a differenza!


La Gioia Selvaggia - Foto dell'autrice
Siete tutti invitati, quindi, a partecipare al seminario condotto da me e Yvonne Pizzigati, formatrice, il 7 maggio a Pino Torinese, sulla magnifica collina di Torino, via Maria Cristina 26, dalle 10 alle 17. 
Per informazioni ed iscrizioni potete scrivere a genavarigana@libero.it

mercoledì 23 dicembre 2015

Auguri a tutti

Riparto da me si ferma per riprendere fiato durante le feste di Natale. Che la Gioia sia in voi! State accanto a chi amate, godete del calore dei vostri cari, delle fiamme del fuoco - che siano di candela o di un camino. In questi giorni la Luce vincerà sulle tenebre. Un caloroso abbraccio a tutti i miei lettori. Grazie di esistere, a presto!

venerdì 2 ottobre 2015

La vera Forza sta nel restare

Ci sono momenti in cui ciò che hai desiderato ardentemente accade, finalmente lo hai creato nella tua realtà, ma... dopo un primo momento di Gioia e Gratitudine, ecco che emerge una paura sottile, subdola, un disagio che s'insinua.

E' la paura irrazionale della felicità, e il sole splendente che avevi nel cuore un attimo prima, è oscurato da tinte fosche fatte di dubbi, domande, aspettative in negativo. Si esce di colpo dall'estasi del Qui e Ora per tuffarsi in preoccupazioni che ci allontanano dalla Sacralità del Momento Presente, che è tutto ciò che esiste, la Vera Realtà. 



E' importante riconoscere nel corpo e nella mente il predatore che esce dalla tana e comincia a creare disagio e paura. Solo con la consapevolezza di questo predatore interiore possiamo affrontarlo, guardarlo negli occhi e trovare il Coraggio di restare. 
Questo è il punto. La voglia di scappare lontano non appena la felicità e l'amore si affacciano alla nostra vita è un invito imperioso ad Agire con il Cuore (da cui la parola coraggio). Invece di scappare, abbiamo la grande opportunità di fare un salto evolutivo di coscienza e, guardando il predatore interiore negli occhi con Amore e Gratitudine - perché ci sta facendo un favore - scegliere di restare, anche se siamo terrorizzati.

L'onestà con sé stessi, e nel caso anche con il partner, di ammettere che siamo terrorizzati ma ci stiamo sforzando, da veri Guerrieri di Luce, di restare, di accettare di affrontare anche la paura dell'intimità, del rapporto a due, del confronto e di tutto ciò che ne deriva, è la vera Forza. 

L'altro è uno Specchio. E se restiamo, e ci lasciamo condurre, abbracciare, amare, diventiamo Forza allo stato puro. E non esiste più posto in cui vorremmo scappare. Perché al momento, le braccia dell'altro sono la nostra Casa. Il posto in cui esercitare il Coraggio di amare e lasciarci amare.

martedì 22 settembre 2015

Respiri e sospiri nel Qui e Ora

Le coccole, i baci, l'intimità di coppia sono un Portale meraviglioso per entrare in uno stato di intensa Presenza.
Nel silenzio intervallato solo dai respiri (e sospiri), nel calore sprigionato dai corpi a contatto tra loro, nelle sensazioni tattili delle carezze, nell'odore dell'altro, si cela una grandissima opportunità:
vivere il momento stando nel Qui e Ora.

Senza pensieri declinati al futuro che possano generare aspettative o ansia, né al passato, che possano in qualche modo distrarci dall'attimo che si sta vivendo.
Senza domande mentali su chi è la persona che abbiamo tra le braccia - nel caso di una nuova relazione appena cominciata. Domandarci del suo passato significa restare nella forma e ragionare per giudizi e categorie che nulla hanno a che vedere con la Realtà. Queste domande inutili non fanno altro che creare una spaccatura nel fluire del presente.

Sublime - Foto dell'autrice
Vivere questi momenti in Presenza porta a toccare davvero le vette del Sublime. Un istante intenso e senza tempo in cui due esseri si trovano a contatto con i loro corpi terreni. Essi sono anime che per varie ragioni - spesso misteriose - si sono trovate a vibrare all'unisono.

Gioia profonda e Gratitudine per il dono del momento sono le Porte che permettono all'esperienza vissuta di restare eternamente scolpita nell'anima, portandola a fare un salto evolutivo.
L'anima evolve ogni volta che siamo un tutt'uno con il momento Presente. L'anima evolve ogni volta che siamo in uno stato di Amore fine a sé stesso. Ogni volta che stiamo lì in ciò che accade, in totale apertura, senza cedere a preoccupazioni l'anima registra. Per sempre.
E nulla sarà mai più come prima.

giovedì 15 gennaio 2015

La leggerezza

Riprendendo l'ultimo articolo sul vero successo, una delle caratteristiche di questo successo è il sentirsi più leggeri. E' davvero la netta sensazione di aver lasciato andare una zavorra. 
Finalmente non c'è nulla che ci porti a ripiombare nella pesantezza, nel buio più profondo. Ci possono essere momenti un po' più difficili del solito, qualche lieve fastidio, ma tutto è momentaneo e passa subito. Senza lasciare traccia.

Questa è la misura per comprendere quanto buon lavoro abbiamo fatto. Il risultato è evidente: le nuvole passano senza lasciare residui. Non c'è più il mormorio rancoroso nella testa.
Cielo rosa invernale - Foto dell'autrice
Ogni respiro profondo è una porta che si chiude su ciò che abbiamo appena provato per farci vivere nell'adesso. Il respiro dilata lo spazio di silenzio interiore e il senso di leggerezza cresce.
E non ci abbandona mai. 

La leggerezza ci porta a ridere di tutto, noi stessi per primi, a non dare ascolto alle critiche di chi non comprende.
La leggerezza è l'occhio spalancato sulla Bellezza. 
E' la meraviglia del bambino che vede tutto per la prima volta. 
Il senso di critica verso ciò che non ci piace a poco a poco svanisce. Tutto ha una sua bellezza intrinseca.

Leggerezza è sentirsi vivi e grati e sorridere a ogni giorno che comincia. 
Leggerezza è fiducia incondizionata nella vita. 
E' la Gioia dell'esistere. 

martedì 13 gennaio 2015

Il vero successo

Il mondo materialista in cui viviamo ha una strana idea di successo. Quasi tutti rischiamo di rimanere vittime di questa percezioni distorta, poiché bombardati di continuo da messaggi che ci incitano a guadagnare di più, diventare famosi, andare in tv, avere una bella macchina e una casa da sogno, e se questo non succede veniamo definiti dei falliti o comunque persone di poco conto.

Ma se potessimo chiedere a chi ha conseguito i successi materiali descritti sopra se si sente felice e sereno, in pace con sé stesso e con il mondo, quanti ci risponderebbero di sì? Probabilmente quasi nessuno.
E soprattutto, la serenità acquisita sarebbe una conseguenza del successo? 
La risposta è ovvia: NO.


Arco di luce - Foto dell'autrice
Chi lavora su di sé ininterrottamente a un certo punto, quando i risultati di una visione verticale del mondo e una consapevolezza espansa si manifestano, comincia a comprendere una cosa fondamentale: che i suoi successi sono quasi impercettibili all'esterno, ma dentro, dentro il guerriero di luce sente finalmente una Gioia intrinseca costante, che mai lo abbandona, come un sottofondo musicale alla sua vita - la sua anima vibra di armonia.

Di colpo, i successi materiali che il mondo si aspetta non hanno più importanza, perché il mondo interiore si sente già realizzato. Non c'è villa con piscina o lavoro da vip che possa competere per come vi sentite ogni mattina al risveglio, quando per prima cosa sorridete alla vita e sentite un tuffo al cuore che significa: un altro magnifico giorno da vivere, con tutti i suoi doni!

I realtà, ad occhi attenti non può sfuggire il vostro cambiamento. Perché chi cambia interiormente emana un'energia diversa, ma non tutti possono percepirla, oppure alcuni ne vengono respinti perché troppo forte per loro.

Pian piano, senza mai abbandonare il lavoro su di sé, pure il mondo materiale cambia in meglio, ma non è più al centro dei nostri pensieri e qualsiasi cosa succeda va bene uguale. Non c'è più la preoccupazione di raggiungere uno standard dato dall'esterno.
Non è detto che si finirà per avere davvero una villa con piscina pur senza averla desiderata come la cosa più importante del mondo, certo a qualcuno può succedere, e se non succede è perché non serve per la nostra evoluzione.

Quindi, una cosa da ricordare sempre e comunque è che il vero successo, quello che fa fare davvero un salto evolutivo e vivere nella Gioia, è l'aver risvegliato la coscienza e lo sforzo continuo per mantenersi desti.




venerdì 2 gennaio 2015

Sentirsi una roccia

C'è un momento in cui, di colpo, ti rendi conto della tua forza interiore, e la senti così solida e prorompente che sei il primo a stupirti del fatto che a livello esteriore sembri così esile, quasi fragile.

Eppure, quando finalmente ti senti allineato con la Fonte e identificato con la tua anima, quindi con la tua vera essenza, ecco che nulla ti può più davvero intimorire. 
The Rock (Arbatax) - Foto dell'autrice
Senti che dentro di te c'è una forza d'animo e di volontà, una fiducia incrollabile, una gioia di fondo che potrebbero smuovere le montagne. 

Non esiste una tecnica per provare questa sensazione. Fa parte del percorso di Risveglio. Un bel giorno ti accorgi di sentirti essenzialmente invulnerabile, invincibile, perché qualunque traguardo, vittoria o caduta nel mondo materiale è solo illusione. Dentro, la tua vera essenza è immortale, illimitata. E quando riesci davvero a sentirlo, nulla ti fa più paura.

Quando dentro ti senti una roccia, percepisci anche una calma nuova, più stabile. La calma di chi non ha nulla da temere da niente e da nessuno. Se non ti senti più minacciato, allora puoi davvero agire con la calma interiore del guerriero. 
Nulla sarà mai più come prima.

martedì 11 novembre 2014

Esercizio per cuori rattrappiti

Ho sentito diversa gente lamentarsi di non essere in grado di provare vero Amore, di non amare abbastanza. Sentono di avere il cuore chiuso, bloccato, incapace di aprirsi al sentimento più alto. Spesso ci provano a sentire l'amore con tutto il cuore, dicono, eppure sentono che quel muscolo resta chiuso in se stesso. Credono di non esserne capaci, come se fosse qualcosa di irrimediabile.

Come fare, quindi, ad imparare ad aprire il cuore all'Amore?
L'amore nasce dall'apprezzamento, e dall'apprezzamento si passa alla gratitudine. Dalla gratitudine alla gioia di ciò che è, attenti a restare nel non giudizio.

Questo è il primo passo, quindi: soffermarsi sull'apprezzamento, nel profondo, sentendolo in tutto il corpo e anche nel cuore. Portate gratitudine nel cuore per quell'apprezzamento, portateci la gioia. Sentite queste emozioni superiori espandersi come un calore diffuso, che porta luce nelle vostre tenebre. Immaginate il vostro corpo rischiararsi dal di dentro alla luce di questi sentimenti.

Potete passare dalle piccole cose fino a quelle grandi, eventi e persone. 

Il secondo passo è l'accettazione totale, fondamentale. Niente elenchi mentali di ciò che ci piace di una cosa o una persona, solo accettazione per ciò che è.
Cercare di percepire questa accettazione e l'apprezzamento come qualcosa che non ha confini.
Se c'è un confine da qualche parte, il cuore non si può espandere nell'Amore puro. La sensazione del non avere confini porta anche a percepire nettamente che l'Amore non ha nemmeno un corpo, ma è qualcosa che trascende.


Rosa in tazza cinese - Foto dell'autrice
Il terzo passo è immaginare il cuore che si espande, aprendosi dolcemente e con fiducia come una rosa che sta fiorendo.
Respirate, portando questa immagine nel cuore, ad ogni respiro fate sì che la rosa apra un po' di più i suoi petali fino a spalancarsi del tutto. Come un dono che si fa al mondo. Una rosa toccata dalla Grazia divina. 

Certo è difficile, molte persone possono scoraggiarsi, continuare a sentire che, nonostante l'esercizio, il loro cuore continua a essere bloccato. Bisogna avere fede, lasciarsi andare, non preoccuparsi sentendosi incapaci di amare, perché quando si lascia cadere il giudizio su sé stessi ecco che il miracolo accade: un giorno succede qualcosa che vi fa sentire di colpo l'Amore. 
Anche senza un motivo apparente, in maniera del tutto inaspettata, si sente l'Amore in ogni singola cellula del proprio corpo.
Allora, in quel senso di alleggerimento, espansione, luce, chiarezza, profondo apprezzamento e gioia intrinseca, comprenderete che state amando. Avete scoperto di essere perfettamente in grado di provare Amore!

E' qualcosa che va al di là dello spazio, del fisico, del possesso. Semplicemente e in maniera del tutto naturale - cosa sorprendente! - proverete per una persona un amore sconfinato, che permea ogni singola cellula del vostro corpo (non solo fisico, qui si intendono i tre corpi), illuminandovi da dentro. E' luce divina, perché l'Amore non può che essere divino.
E succede alla fine di provare un'immensa gratitudine per il solo fatto in sé di sentirlo davvero.










giovedì 23 ottobre 2014

Prendere a calci il pavido in te

Quando cominci ad approcciare tecniche di combattimento, senti emergere momenti di verità su chi sei veramente.
Non c'è più nessun mentale che possa mentire a te stesso, sei nudo, di fronte ai tuoi limiti autoimposti, alle tue paure, alle debolezze che ti frenano.


Foto dell'autrice
Ogni timore, ogni tentennamento, parla di te e solo di te. Non esiste davvero un avversario là fuori, di fronte a te. Quando tiri pugni e calci, lo fai a te stesso, a quella parte pavida di te che si tira indietro, non osa, teme di far male o di farsi male.
Ad esempio, ho scoperto con stupore che ho più timore di far male all'avversario che di farmi male io stessa, ma se l'altro non esiste, allora è sempre l'altra faccia della stessa medaglia! Rivelazione importante. 

Quello che conta, infatti, è scoprire quelle parti di te per imparare ad osare, a sfidarsi di continuo per superare i blocchi, darsi uno strattone da soli, giocare con i propri demoni e riderne. Riderne sempre. Non c'è nulla come l'ironia e l'autoironia per mettere i propri demoni fuori combattimento. 


Foto dell'autrice
La grinta che scaturisce quando provi tecniche di combattimento è quella che ti spinge a cambiare atteggiamento nella vita di tutti i giorni, non esiste vittimismo né scuse per tirarsi indietro. Impari a buttarti e a fidarti.

Impari a scendere nella materia, a sguazzare nel sudore, a toccare e farti toccare senza paura di venire invaso nei tuoi confini, perché nel corpo a corpo le barriere non sono più così nette.
Diventi fatica, respiro, fuoco che brucia, gioia terrena. Coraggio.

Alcune anime, incarnandosi, faticano a sentirsi a casa nella materia, hanno una naturale nostalgia per il regno spirituale e incorporeo. Quelle anime hanno bisogno di scendere nel fango della lotta, per sperimentare la vita terrestre, la dualità, la carnalità, la sfida fisica. 
La cosa più evolutiva da fare è non tirarsi indietro. 
Anime fluttuanti, buttatevi nella mischia!

giovedì 10 luglio 2014

Sentire l'amore

Se solo gli esseri umani si prendessero qualche secondo, diverse volte al giorno, per sentire l'amore…
Ogni senso di abbandono, di tristezza, di inutilità, di ansia, ogni conflitto interiore ed esteriore scomparirebbero.

Probabilmente non servirebbe altro. Prendersi qualche secondo, chiudendo gli occhi, per sentire che l'amore è dentro e fuori di noi, che è dappertutto, che l'intero Universo ne è imbevuto. La vita è amore.
Foto dell'autrice

L'amore è quel frullo di gioia, di benessere che arriva quando chiudiamo gli occhi e stiamo in ascolto, quella serenità silenziosa che ci appaga.
Magari per qualcuno è più facile percepirlo sotto un albero, in campagna, o nel silenzio dei monti, o in riva al mare. Qualcuno abbracciando chi ama, o accarezzando un animale. Qualcuna altro in un luogo sacro, nella penombra di una chiesa.

Ma quel benessere che proviamo c'è sempre. Possiamo imparare a recuperarlo ogni volta che ne sentiamo il bisogno.
Possiamo tornare al senso di amore per non uscire da noi stessi, per non farci agganciare dall'angoscia, dall'ansia, da tutto ciò che ci distoglie dalla fonte di gioia che è la Vita, quella vera.

E' una cosa così semplice, quasi banale, sentire l'amore.
Dovrebbe diventare un esercizio quotidiano.
Quando senti l'amore vibrare dentro di te, sai di essere al sicuro. Sai che la Pace, quella vera, esiste. Ed è dentro di te.

giovedì 29 maggio 2014

Gioite per i successi altrui

Dato che la Legge dello Specchio funziona sempre, tutto ciò che accade agli altri accade anche in noi, è una manifestazione esterna di qualcosa che viviamo all'interno di noi. O una potenzialità.

Quindi, anziché invidiare o criticare chi ha successo, chi ha delle fortune che noi crediamo di non avere, chi raggiunge dei traguardi meritevoli ed importanti, dovremmo rallegrarcene.
Perché il tuo successo è anche il mio.
La tua ricchezza è la mia.


Foto dell'autrice
Esserne invidiosi è respingere il successo e l'abbondanza dalla nostra vita.
E' dire ad essi di no.
Poiché è un non riconoscere che le manifestazioni esterne sono specchio dell'anima.

Il fatto che una forma di ricchezza o successo non siano in nostro possesso vuol solo dire che non siamo riusciti ancora a materializzarli, incarnandoli.
Ma se possiamo vederli manifestati nel mondo è perché da qualche parte esistono anche in noi. O non potremmo vederli.

Ogni successo altrui va celebrato, perché è un meraviglioso dono della vita.
Sentirsi feriti da esso significa che stiamo dicendo alla vita che con noi è ingiusta e così non facciamo che attirare situazioni che ci scontentano.
Ammirare chi ha raggiunto dei traguardi con successo è anche una spinta a fare sempre meglio. Dovrebbe essere visto come un esempio da seguire.

E poi, se davvero vogliamo vivere nella gioia, come potremmo non gioire del successo e dell'abbondanza in sé stessi?


giovedì 22 maggio 2014

Prenderla come viene

Sembrerà banale dire che le cose andrebbero prese come vengono, ma è esattamente il contrario di ciò che siamo abituati a fare.

Se chiediamo qualcosa e quel qualcosa si presenta nella nostra vita, non è comunque abbastanza (e aggiungete voi: bello, divertente, culturale, sportivo, soleggiato, nutriente, dietetico, ecc…).

Arriva un nuovo amico ma presto ci rendiamo conto che uscire con lui non è divertente come immaginavamo, arriva un partner coinvolto ma magari continuiamo a pensare che non tutto di lui ci va a genio, arriva un nuovo lavoro ma non ci piacciono i colleghi o presto ci viene a noia, andiamo in vacanza nel luogo a lungo sognato e non siamo soddisfatti dell'alloggiamento o del cibo e ci manca casa… 

Foto dell'autrice
Spesso poi cominciamo a precorrere i tempi, la mente si proietta nel futuro e passiamo il tempo a preoccuparci di: come scaricare l'amico che giudichiamo noioso, cercare di cambiare il partner in base alle nostre aspettative, ad angosciarci perché vorremmo lasciare il lavoro che non ci soddisfa ma temiamo di restare senza soldi e quindi di finire sotto un ponte, protestare con l'agenzia di viaggi che reputiamo responsabile delle nostre vacanze deludenti.

E' FOLLIA!

Invece di goderci i momenti per ciò che sono, quando ci sono, scappiamo sempre in avanti, vogliamo di più, ci lamentiamo di non avere mai abbastanza, di essere delusi, insoddisfatti.
E' un circolo vizioso da cui non si esce se non restando nel Qui e Ora.
La Presenza nel momento, il prendere tutto come un dono, come un attimo che non torna più e sarà per sempre perduto se non lo viviamo intensamente, assaporandolo con l'anima, la gratitudine per l'essere vivi e per essere lì a fare quell'esperienza sono l'unica salvezza.

Quanti attimi della nostra vita ci siamo persi perché troppo preoccupati di qualcosa al di fuori di quel momento?

Foto dell'autrice
Ogni volta che facciamo resistenza al momento presente non solo non viviamo e soffriamo, ma dovremmo considerarla una sorta di  bestemmia.
Stiamo insultando la Vita che ci sta offrendo se stessa!
Stiamo dicendo di no alla Vita!

Prendere ogni attimo come viene è VIVERE davvero.
Quello che c'è dietro l'angolo non lo sappiamo.
L'unico momento per vivere è ADESSO.

E ben presto, quando si prende coscienza di questo, si scopre che ci si sta divertendo un mondo e davvero si vede ogni attimo come perfetto. E la Gioia fa capolino dentro di noi per non lasciarci più.

giovedì 25 luglio 2013

Dio è morto se TU sei morto

Noi contemporanei, spesso abbiamo una visione della religione come qualcosa di triste, di falso, che genera repulsione o rabbia.
Secondo Osho, non abbiamo tutti i torti! Perché le nostre religioni hanno il volto triste e lugubre, le chiese sanno di morto.
E questo perché le religioni hanno perso la Gioia suprema: la capacità di danzare, di cantare, di celebrare col cuore, di amare. 

La religione è diventata teologia e la teologia è un cadavere.
E' mente, non cuore.

La vera religione si fonda sullo stupore, sulla meraviglia. Sul mistero. 
Osho ci invita ad aprire gli occhi e a togliere la polvere dalla religione, e a guardare con occhi ripuliti la magnificenza dal creato, la Bellezza che ci circonda.

Perché non danzi? E perché non ridi?, chiede Osho.

Dà ragione a Nietzsche: Dio è morto... perché i teologi lo hanno ucciso.
Foto dell'autrice
Dio è vivo quando danziamo, è morto quando un teologo cerca di dimostrarne l'esistenza; Dio è vivo quando due persone si innamorano, quando ci perdiamo a contemplare le stelle, quando siamo commossi dalla bellezza di un fiore.

DIO E' VIVO QUANDO TU SEI VIVO!

Se tu non sei vivo, come puoi sapere che Dio è vivo?
Il tuo Dio ti assomiglia: se sei morto, il tuo Dio è morto, se sei vivo il tuo Dio è vivo.
Pertanto, se vuoi conoscere cos'è Dio, diventa più vivo.
Se vuoi conoscere cos'è Dio, diventa più divino.


venerdì 28 giugno 2013

Il potere alchemico della trasmutazione

Come ho già scritto in precedenza, il percorso verso il risveglio interiore è un processo alchemico a tutti gli effetti, perché trasforma le energie pesanti simboleggiate dal piombo in energie leggere, simboleggiate dall'oro.
Trasmuta la densità del corpo di dolore in leggerezza della gioia.

Autoritratto dell'autrice
Eckhart Tolle consiglia di osservare qualsiasi nostra sofferenza o ostacolo entrandoci dentro, accettando la cosa per ciò che è.
E anche questo è già stato scritto.

Ma ciò che colpisce nelle sue parole è l'attenzione al presente come trasmutazione alchemica.
Perché spiega che se affrontiamo questa sofferenza o ostacolo identificandoci con la mente - cosa che succede regolarmente - la risposta, la nostra reazione, deriva dal condizionamento del passato. Quindi saremo destinati a ripetere i nostri errori.
Agiremo in base a uno schema.

Se invece entriamo in ciò che proviamo in una situazione per noi difficile, saremo presenti a noi stessi, e la conseguente azione sarà mossa dallo stato di presenza. Staremo aderendo alla necessità del presente, non a schemi prestabiliti di cui siamo schiavi inconsapevoli.

Da uno stato di presenza, dunque, siamo in grado di agire appena la vita ci dà l'opportunità di farlo.
E l'azione conseguente, sarà la migliore possibile.
Perché nascerà dal Sé, non dai ricordi.



martedì 25 giugno 2013

Il sesso è come la vita

Se la vita è sacra, perché l'atto che la crea è considerato peccaminoso?
Questo ci riporta al Peccato Originale.

Foto dell'autrice
In realtà tutto ciò che è stato creato è sacro, ma è come se l'essere umano, andando avanti nel cammino della vita, si sia dimenticato di questo.
La vita è gioia e celebrazione, di conseguenza anche il sesso lo è.

Ma siccome gran parte della popolazione mondiale ha creato religioni che considerano la vita una prova, una tribolazione, una conseguenza karmica, ecco che ci si è convinti che la vera gioia arriverà solo dopo questa vita.

Così abbiamo dimenticato che anche i piaceri della carne fanno parte di questa meravigliosa esperienza terrena e come tali andrebbero goduti. 

L'essere umano ha represso la sua naturale pulsione verso il sesso perché teme la vita. Non la ama.

E così, come non manca di sottolineare anche Neale Donald Walsch, abbiamo caricato il sesso di tutte le sofferenze di cui abbiamo caricato anche la vita.
I nostri atteggiamenti verso la vita rispecchiano ciò che pensiamo dell'eros.
Vergogna, paura, ansia, avidità, ossessione, rabbia, sono i sentimenti che associamo al sesso come alla vita.

Il sesso piace a tutti, è indubbio. Ma la nostra cultura e la religione ci hanno inculcato - anche solo a livello inconscio - che ciò non sia  bene. Se ci piace il sesso, allora siamo dei pervertiti, questo è ciò che ci hanno sempre detto in tutte le salse.

L'essere umano ha sempre desiderato amare ed essere amato. 
Foto dell'autrice
Ma se prima non impariamo ad amare noi stessi e a darci davvero - darci anche fisicamente con la gioia vera, con la consapevolezza di essere vivi, celebrando l'Amore terreno - allora continueremo a vagare nel senso di peccato, di vergogna, di sporcizia, e non riusciremo a togliercelo di dosso.

venerdì 3 maggio 2013

Non cercate la pace: perdonatevi

Eckhart Tolle ci ricorda nei suoi scritti che l'errore più comune che commettiamo è cercare la pace.
Ma cercando la pace quando non la sentiamo in noi, mettiamo in atto un meccanismo di conflitto interiore. 
Cercando ciò che non si ha si rischia di non ottenerlo, perché il conflitto tra ciò che è e ciò che vorremmo crea una resistenza.

Che fare allora? 
Foto dell'autrice
La ricetta di Tolle è molto semplice: il perdono.
Perdonate voi stessi per non essere in pace.

Quando accettiamo la nostra condizione di persona non in pace, o semplicemente accettiamo di vivere un momento privo di pace, l'accettazione trasmuta la non pace in pace. 

La pace si ottiene solo accettando ogni cosa completamente.
Ma come ho già scritto, l'accettazione non è la rassegnazione.
L'accettazione porta il cambiamento, perché ci permette di vivere con gioia il momento in cui viviamo aprendo le porte all'Amore e ai miracoli. 
La rassegnazione no, perché è completamente passiva e priva di speranza.

Foto dell'autrice
L'arrendersi è il miracolo di rendere ogni momento il migliore momento che viviamo.
Nel Qui e Ora.
Secondo Tolle, l'illuminazione sta proprio qui.
Nella semplice accettazione di ciò che è.


mercoledì 24 aprile 2013

Perdere il potere seduttivo per strada

Mi è capitato diverse volte di sentire delle donne lamentarsi di aver perduto il proprio potere seduttivo. 
La cosa interessante è che nessuna ricorda quando lo ha perso.

Tutte o quasi passiamo una fase in gioventù in cui non abbiamo alcun dubbio riguardo la nostra capacità di piacere, di attrarre.
Siamo consce a livello istintivo di essere seduttive, per il semplice fatto di essere femmine.

Non abbiamo paura, ci buttiamo nelle storie e nei flirt a occhi chiusi, con entusiasmo, a volte con un pizzico di follia.
Autoritratto dell'autrice

Poi capita la storia che ci segna, un tradimento, un rifiuto, un conflitto. 
Ed ecco che la donna-dea che sapeva di piacere di per sé, la femmina selvaggia che si muoveva con disinvoltura nel campo dell'amore e della seduzione, muore.

Un giorno ci scopriamo ad avere paura, ad essere scettiche o ciniche. Scopriamo di avere un'infinita serie di dubbi che ci seguono come una coda, anzi, come una palla al piede.

Ci guardiamo allo specchio e temiamo di non essere all'altezza, di non essere abbastanza sexy, abbastanza belle, abbastanza intriganti, o non più fresche e allettanti come vent'anni prima.

Abbiamo perso l'innocenza a nostro discapito.
Non sempre perderla ci fa guadagnare in saggezza.

Perdere il nostro potere seduttivo per strada è tralasciare una parte fondamentale di noi, una parte vera, istintiva, potente.

Ma cercare di recuperare questo potere indossando tacchi a spillo e calze a rete non servirebbe.
Non dobbiamo scimmiottare una donna sexy.
Dobbiamo tornare a esserlo!
Come? 
Ricominciando ad amarci, ad apprezzarci, a coccolarci prendendoci cura di noi stesse, per prima cosa.

Silvana De Mari, scrittrice e psicologa, consiglia di prenderci qualche minuto di tempo ogni sera prima di andare a dormire per massaggiarci da sole con un po' di olio profumato.
Ricominciamo a riconoscere il piacere di avere questo corpo.
Non importa se corrisponde ai canoni estetici vigenti oppure no.
E' il nostro corpo e dobbiamo amarlo.

La seconda cosa da fare è... danzare!
Mettiamo su della musica che ci ispira e danziamo, a piedi nudi, anche da sole, muoviamo il corpo al ritmo della gioia di vivere.
Questo corpo ha bisogno di imparare a muoversi con disinvoltura, a sentire il ritmo, a riempirsi di energia. 
A riattivare il Potere.

Autoritratto dell'autrice
Sedurre deriva da se-ducere, ovvero: condurre a sé.
Ma se per prima cosa non sei tu a essere ricondotta a te stessa, mai condurrai qualcuno dall'esterno.
Se non ti piaci come puoi pensare di piacere?

Tutto viene da dentro.
Molte grandi seduttrici della storia non erano affatto belle.
Ma si piacevano e sapevano usare il proprio potere femminile.

Cleopatra, Coco Chanel, Wallis Simpson. 
Erano belle? No.
Ma conoscevano bene il proprio potere.
Non si erano mai allontanate da sé stesse.