Visualizzazione post con etichetta James Redfield. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta James Redfield. Mostra tutti i post

venerdì 31 maggio 2013

I drammi di controllo

James Redfield, nel celeberrimo libro La profezia di Celestino (Corbaccio), parla degli schemi comportamentali che gli umani mettono in atto nelle loro relazioni. Di qualunque tipo.
Foto dell'autrice 

Conoscere gli schemi, osservandoli quando, nostro malgrado, li stiamo mettendo in atto è una grandissima opportunità per liberarsene.

Secondo Redfield, i drammi di controllo avvengono perché le persone non sanno di avere dentro di sé un potere e un'energia infiniti, e il loro bisogno di energia fa sì che credano di doverla prendere fuori di sé. Dagli altri.
Quindi, diventiamo tutti dei parassiti energetici appena nasciamo.

Redfield divide essenzialmente i drammi di controllo in quattro categorie di persone, in base al loro schema di comportamento:

INTIMIDATORE - L'intimidatore è una persona che usa l'aggressività, sia fisica che verbale, per dominare le persone e ricevere attenzione. L'essere autoritario, il dare ordini, il criticare, l'essere rigido, la fa sentire in una posizione di sicurezza.
Come dramma di risposta, l'intimidatore ottiene il tipo:


VITTIMISTICO -  Il vittimista è una persona che si sente debole, incapace di ribellarsi e far valere le proprie ragioni, si sente di solito perseguitato, oppure ha bisogno di giustificarsi sempre. 
Il vittimista vive con la sensazione che ciò che fa attirerà critiche o non verrà capito. Cosa che, naturalmente, accade, perché attira l'intimidatore. 



L'INQUISITORE - Il terzo tipo è una persona subdola, ipercritica e perfezionista, che non si fida delle persone e per questo ha necessità di inquisire, fare domande, indagare il comportamento delle persone che ha accanto nell'intento di giustificare i suoi timori. Usa la critica, insinua il dubbio per smontare la sicurezza di chi ha di fronte, il suo scopo è dominare senza la forza fisica, con la sottigliezza. Il cinismo, lo scetticismo, la tendenza a sminuire il valore delle persone sono altre caratteristiche tipiche.
Questo atteggiamento crea, come dramma di risposta, il tipo:

TROPPO RISERVATO - Il quarto tipo è una persona che tende al mistero su di sé e a stare sulle sue per paura che la sua intimità venga invasa, o che gli altri si impongano e li mettano in discussione. A volte sono persone che non riescono a impegnarsi nelle relazioni perché hanno bisogno di molto spazio e di decidere autonomamente, senza bisogno di chiedere aiuto a nessuno.

Per spiegare meglio questi schemi, portando esempi pratici, James Redfield ha pubblicato anche la Guida alla profezia di Celestino (Corbaccio).

E voi, quanto siete disposti ad osservavi in modo obiettivo per scoprire a quale tipo appartenete?










lunedì 4 febbraio 2013

La polarizzazione della Paura

Nel mondo contemporaneo sembra regnare un grande confusione piena d'angoscia collegata all'economia, all'inquinamento, alle malattie  e alle guerre.

Come in tutta l'Età moderna, si può generalizzare dividendo il pensiero umano in due grandi fazioni: conservatori e riformatori.
Ma queste due fazioni, dando la colpa di ciò che non funziona ognuna alla fazione opposta, non fanno altro che polarizzare la Paura.
Nella confusione sempre più grande tipica dei periodi di transizione, i pessimisti aumentano il loro potere. 

Secondo James Redfield - autore del celeberrimo libro La profezia di Celestino - nel continuo La decima illuminazione, dice chiaramente che questa polarizzazione non è che un'aberrazione.
Perché non nasce da una precisa volontà degli individui, ma dalla Paura.

Foto dell'autrice
La Paura va combattuta per prima cosa dentro di noi, perché spesso è così grande da impedirci di conseguire ciò che desideriamo dalla vita, e su scala globale si ripercuote anche nelle vicende storiche, politiche e sociali, impedendo all'umanità di evolvere verso un'epoca di Pace illuminata.

La Paura polarizzata fa credere a entrambe le fazioni che esista il Male e che gli individui siano essenzialmente cattivi e non in grado di evolvere spiritualmente per creare un mondo migliore.
In realtà, spiega James Redfield, è la Paura paralizzante che porta le persone ad agire nel male. 

Prima di nascere ognuno di noi ha la visione di come vorrebbe svolgere la propria esistenza, in base al suo sogno animico e alla sua missione sulla terra. 
Ma nascendo ce ne dimentichiamo e la Paura blocca le nostre esistenze a un livello molto basso di consapevolezza. 
La Storia è stata un lungo processo di risveglio collettivo.

Foto dell'autrice
L'unica via per superare la Paura e la sua polarizzazione è la trascendenza. 
Come si fa a trascendere? 
Diventare consapevoli di cosa in realtà è la Paura. 
Smettere di cedervi. 
Rendersi conto che ascoltare la Paura significa dare potere a chi vuole mantenerci nella non consapevolezza spirituale per farci vivere come automi privi di volontà propria.
Ricordare la nostra missione sulla terra. Prima a livello individuale, poi a livello collettivo.

Siamo qui per risvegliarci all'Amore e alla Pace.




venerdì 28 dicembre 2012

Seguire i segni

La mia vita pare costellata di segni. Ovunque io mi giri, qualcosa risponde sempre ai miei pensieri, togliendomi dei dubbi o rafforzando la convinzione di essere sulla strada giusta.
Se dovessi fare un elenco dei segni ricevuti dall'Universo, non basterebbero duemila pagine... E chissà quanti altri mi sono sfuggiti!

Foto dell'autrice
In realtà tutti noi viviamo immersi in segnali che la Vita ci manda per aiutarci a non perdere la strada, ma spesso non li vediamo, non li sappiamo interpretare e con un'alzata di spalle li liquidiamo come semplici coincidenze. 

Ma il Caso non esiste. Tutto ha un senso e tutto viene creato dai nostri pensieri e dalle nostre azioni. La creazione è così inconscia che ci illudiamo di essere solo dei partecipanti al grande spettacolo della vita. Niente di più sbagliato. 
Siamo tutti protagonisti.

Deepak Chopra, autore del libro Le coincidenze (Sperling & Kupfer) e James Redfield autore del celeberrimo La profezia di Celestino (Corbaccio) sono solo due degli innumerevoli scrittori che hanno cercato di spiegare in maniera esauriente il principio universale, la Legge, che governa le coincidenze significative.

Seguire i segni è un ottimo modo di affidarsi alla saggezza della Vita, imparando a non fare troppa resistenza. Incaponirsi sulle proprie idee a volte crea danni. 
Briciola di torta a forma di cuore - Foto dell'autrice
Affidarsi ai segni, anche quando sembrano contrari alla nostra volontà, è un atto di resa coraggiosa. 

Altre volte i segni stessi paiono beffarsi di noi. Li seguiamo convinti che ci porteranno proprio dove vogliamo andare, perché tutto sembra indicarlo, e poi invece la Vita svolta e scopri che è solo così che puoi avere altri doni, altri insegnamenti. Che dovevi proprio passare di lì.
E' questa la vera saggezza. Sapere che l'Universo sa meglio di noi, perché nella sua visione globale conosce il Piano e ci guida nei meandri tortuosi dell'esistenza. Che c'è anche quando crediamo di essere a un punto morto.

A volte i punti morti, quando i segni paiono essere scomparsi di colpo, sono la cosa migliore che possa capitarci.
Perché è lì che sperimentiamo la fede, la fiducia. E se ci affidiamo alla Grande Saggezza, troveremo la strada.
Anche l'assenza di segni, paradossalmente, è una risposta.