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venerdì 3 marzo 2017

Gioia, intento e fede

I momenti no accadono a tutti. Non è detto che se lavori su di te da anni, esercitando presenza e consapevolezza, non ricadrai mai più in momenti difficili.
A volte sono risoluzioni di vecchi problemi che arrivano per essere finalmente sciolti, a volte possono essere l'emergere di blocchi che non abbiamo avuto modo di riconoscere prima, nonostante tutto. A volte sembrano solo momenti no e invece, per qualche ragione che potremo solo scoprire dopo, sono degli aiuti grandissimi. 

La tendenza meccanica è quella di voler uscire al più presto da quella situazione sgradevole, ma i nostri meccanismi non sanno smettere di preoccuparsi! 

Lì entrano in gioco la volontà e la presenza. Osservare ciò che accade con distacco, vedere la paura come un'ombra passeggera è utile per sganciarsi da essa, non esserne più abitati. 


Panic - Foto dell'autrice
E' uno sforzo immane, è vero, ma stare volontariamente nella gioia e nella gratitudine anche quando tutto pare andare male sembra folle, irrazionale, ma è proprio lì la chiave. La razionalità fa attrito, mette barriere di paura che portano l'attenzione, e quindi l'energia creatrice della realtà, proprio su quello che non vorremmo. 

Ciò non significa non fare nulla per cambiare, restare lì nella gioia senza agire, ma il segreto per ribaltare la situazione a nostro vantaggio è sempre agire liberi dalla paura, non elemosinare aiuti, chiedere senza la lamentela del bisogno, dal nostro Centro, con l'intento chiaro in mente, non sporcato da dubbi.

Questa la cosa più difficile ma anche la più efficace: non essere sporcati da dubbi e paure nell'esprimere l'intento.
Per questo ci vuole conoscenza di sé e presenza, per sentire bene quando il nostro intento espresso è davvero puro.

La fede è ciò che sta alla base. Avere fede che essendo noi creatori della nostra realtà, con l'intento imbevuto di gioia e gratitudine anche nei momenti più neri, la nostra creazione si attuerà nella materia e riusciremo a crearci ciò che vorremo vivere. Che sia abbondanza, un relazione di vero amore, il lavoro dei sogni o quant'altro.

Vivi nella gioia ogni momento, manda il tuo intento all'Universo non sporcato da dubbi e paure e abbi fede!

giovedì 27 ottobre 2016

Quanto valore ti dai?

La riflessione di oggi nasce da una considerazione nata da uno scambio di vedute con una carissima amica, sorella d'anima.
Parlando del frequentare corsi e seminari nell'ambito delle terapie olistiche e della crescita personale, stavo dicendo che invece di lamentarsi del costo considerato a volte eccessivo richiesto per la quota di partecipazione, dovremmo ammirare e prendere ad esempio chi tiene questi incontri perché sa darsi valore, sa quanto ciò che porta ai partecipanti ha un valore in realtà inestimabile, e quindi fa bene a farsi pagare ciò che ritiene giusto.

Lei era d'accordo con me ma è andata oltre.
Ha considerato il fatto che chi decide di partecipare spendendo una cifra che ritiene comunque alta si sta dando a sua volta valore, sapendo di meritare ciò che riceve.
Valore - Foto dell'autrice 
Il prezzo da pagare è un'energia, è il riconoscimento del fatto che se vogliamo davvero crescere e sentiamo profondamente che quel corso o percorso è per noi, allora dobbiamo essere disposti a prendere il meglio, qualsiasi sia il costo economico.

Soprattutto se si tratta di un corso formativo, che ci darà delle abilitazioni, dire che costa troppo e fare magari solo uno stralcio di questo raccontandoci che tanto lo abbiamo già compreso e non ci serve altro - perché non siamo disposti a spendere di più - è restare senza una struttura. 
E' abbozzare un'abilità restando in superficie perché, oltre a non darci modo di uscirne davvero preparati, inconsciamente ci stiamo dicendo che non valiamo abbastanza per completare quella formazione.

Questo restare abbozzati non ci permette di esprimere al meglio le qualità che dovremmo nel momento in cui saremo noi a tenere corsi e seminari. Non solo non saremo davvero preparati, ma saremo ancora condizionati dal valore che diamo al denaro, e se abbiamo un problema legato al sentirci poveri, non in grado di sostenere i costi della specializzazione, ciò si ripercuoterà sul valore che gli altri ci daranno.
Sarà quindi facile incappare in vari tipi di mancanza. 

L'ho ringraziata di cuore per la sua visione ampliata. Avere un'amica che ti amplia un orizzonte è un dono raro e preziosissimo.

E voi, che valore siete disposti a darvi davvero?

venerdì 22 maggio 2015

Cogliere i frutti dalle piante

Siamo talmente avulsi dalla realtà e dalla natura che non riusciamo più  stupirci davanti a un albero carico di frutti. O lo si dà per scontato o nemmeno si nota.
Ciliegie - Foto dell'autrice
La cosa che trovo assurda del mondo contemporaneo è che molte persone lascino marcire la frutta che cresce sugli alberi del proprio giardino senza mangiarla o, nel caso non la apprezzi, regalarla a chi la mangerebbe. 
Si preferisce mangiare mele gonfiate di chissà cosa e lucidate a cera del supermercato e si disprezzano le meline selvatiche asprigne e croccanti - che io invece trovo deliziose - un po' per pigrizia nel raccoglierla e un po' perché siamo abituati da decenni a frutta innaturalmente grossa e senza imperfezioni (ma insipida).

Quando vado in campagna a passeggiare con i miei cani mi piace soffermerai sotto un albero carico di frutti, sentire il ronzio delle api intorno nel silenzio dei campi, mi piace allungare una mano e - ringraziando - cogliere un frutto e poi assaporarlo lì sul posto, appena staccato dal suo ramo.
Intanto, a livello energetico e vitaminico un frutto appena colto è molto più nutriente, e poi essere consapevoli del Dono che Madre Natura ci sta facendo dovrebbe riempirci il cuore di gratitudine.

Cogliere i frutti dai rami è un esercizio di Abbondanza, un atto psicomagico. Perché stiamo apprezzando e accettando un Dono della Natura assolutamente gratuito. 
Fragole - Foto dell'autrice
Mangiare sul posto senza riempirsi le tasche per portare a casa - che sarebbe un atto di mancanza di fiducia nell'Abbondanza e quindi vanificherebbe l'atto psicomagico - è qualcosa che ci riconnette alla Vita, alla Fonte, ma in senso fisico.

Invito tutti i lettori a provare questo esercizio, mantenendo un'energia di gratitudine mentre si mangiano i frutti, e Presenza.

Nel caso si abitasse in un centro urbano lontano dalla campagna basta coltivare piccoli frutti sul bancone.



lunedì 23 febbraio 2015

Esercizio di Abbondanza

Per creare abbondanza bisogna per prima cosa smettere di pensare con il senso di penuria. E' la cosa più difficile.
Un esercizio per cambiare mentalità consiste nell'interrompere coscientemente quel flusso di pensieri e giudizi che emergono quando camminando, per esempio, di fianco a vetrine che espongono merce di alta qualità, si pensa: Questo costa troppo; vorrei ma non posso permettermelo; se compro quello poi resto senza soldi; questo vestito è troppo lussuoso e non saprei quando indossarlo; ecc. 


Phi Beach - Foto dell'autrice
Bisogna imparare a stare nell'apprezzamento, nel non giudizio, nell'apertura, accogliendo ciò che vediamo senza fare barriera. Lo scopo è andare oltre il comprare o il non comprare, oltre la misura del caro/non caro. Apprezzare senza secondi fini è accogliere in modo incondizionato: Questo è bello, grazie! 
Invece, fare resistenza è dire a sé stessi e all'Universo, come un mantra: Non valgo abbastanza, non me lo merito. Quindi, è un'ammissione di povertà che non fa che attirare povertà.

Un altro errore comune e duro a morire è il giudizio negativo nei confronti di chi è ricco e spende molto per gli oggetti di cui si serve e si circonda. In genere viene considerato uno spreco spendere centinaia di migliaia di euro per tappezzare di marmo di Carrara un bagno o comprare un paio di lenzuola di lino tessute a mano che valgono uno stipendio medio. 
La gente comune considera quel denaro come se venisse sottratto ai poveri, non comprende che invece è un livello vibrazionale diverso.
E' la qualità a fare la differenza. Se vivi in uno stato dell'essere in cui l'alta qualità è normale, non ha senso comprare le lenzuola di cotone scadente al mercato, perché non entrano nemmeno nel campo vibrazionale di chi ha molto denaro. Quel denaro compra la qualità.

Tornereste a vivere in una caverna paleolitica scaldati solo da un fuocherello quando potete vivere in una casa riscaldata e piastrellata, isolata dalle intemperie grazie alle finestre a vetri?
Costa Smeralda - Foto dell'autrice
La stessa cosa vale per un ricco: non si compra un gommone, ma uno yacht simile a una casa sulla terraferma perché la sua vibrazione punta alla qualità del vivere, non al giudizio su cosa è caro e cosa no.

Chi giudica superficiale o uno spreco il vivere nella qualità del ricco tradisce in realtà il suo sentirsi povero.  
Un tavolo da 6000 euro ha una qualità diversa di un tavolo da 150. Magari è fatto a mano da ebanisti esperti con un legno pregiato e indistruttibile. Quindi non è costoso e basta. E' semplicemente un tavolo di qualità superiore. E' il giudizio negativo a renderlo caro agli occhi di chi non è allo stesso livello di abbondanza nella materia.

La materia è una nostra creazione, e creare abbondanza nella vita materiale, nella dualità, è una qualità animica. Non c'è nulla di superficiale che viene contrapposto allo spirituale. 
Non è vero che se puoi permetterti di vivere al Ritz allora sei un materialista.
Invece di lamentarsi della penuria, bisogna imparare a pensare a un livello superiore, cioè con il cuore e la mente aperti all'abbondanza, perché essa è una benedizione. 
L'importante è essere coscienti del fatto che tutto è in prestito. Ma finché si è sulla Terra, perché crearsi e soffrire la penuria?




venerdì 12 dicembre 2014

Il ragno, la tela e la preda

Dovremmo tenere a portata di vista un'immagine di tela di ragno per ricordarci che con i nostri pensieri autolimitanti noi siamo come un ragno che tesse una tela in cui la preda che vi rimane catturata è sempre una parte di noi, la parte che dovrebbe invitare i doni della vita ad entrare. 


Quella preda è la Porta dell'Abbondanza, ma noi, con le nostre paure, con il mentale iperattivo che facciamo? Ci tessiamo da soli una tela per intrappolarci e dire che non ce la possiamo fare, che quello cui aspiriamo è troppo bello per essere vero, o che non siamo abbastanza fortunati. 
Come se l'Universo distribuisse doni e Abbondanza a caso!
Chi lo crede non ha capito nulla della Legge di Attrazione! 
Ragnatela e foglie morte - Foto dell'autrice


Ponete attenzione più che potete ai vostri pensieri autolimitanti.
Quante volte dite: Non è possibile; è pericoloso; mi fa paura; mi preoccupa; come farò?; è troppo difficile; troppo complicato; e se  poi fallisco?; e se poi lui/lei mi rifiuta?; non voglio soffrire, ecc.

Amore, denaro, lavoro, rapporti famigliari possono essere la Porta del Paradiso in terra o una trappola infernale. Dipende solo e unicamente da voi, dai vostri pensieri, dalle false credenze. 
Quando ne intercettate uno, osservatelo. Restate lì ad osservare la falsità di ciò che rappresenta. E' un'illusione, una bolla di sapone. E' solo paura. La paura è un'ombra. Portandovi la luce dell'osservazione consapevole, scompare.
Così vi liberate della vostra stessa tela insidiosa. E tornate a volare.

martedì 21 ottobre 2014

Ringraziare per le bollette

Alzi la mano chi non ha mai imprecato all'arrivo dell'ennesima bolletta da pagare. Assumiamo d'istinto una forma di resistenza, vedendo in esse solo una scocciatura o una condanna a sborsare altri soldi. Pensiamo al nostro dovere come un obbligo imposto dall'alto e non sappiamo vederne i benefici.

Qualche giorno fa ho osservato questo meccanismo accadere in me e di colpo ho compreso quanto questo atteggiamento negativo fosse ingiusto nei confronti delle comodità di cui beneficiamo ogni giorno.
In pratica, abbiamo un tetto sulla testa e lo diamo per scontato, usiamo la luce elettrica per rischiarare la notte, il gas per cucinare i nostri pasti, il riscaldamento per non gelare d'inverno, l'acqua per lavarci, bere, mangiare, il telefono per comunicare, eppure, quando ci viene chiesto il conto per questi servizi, ecco che ci arrabbiamo!

La gratitudine è la porta verso l'abbondanza, e noi non facciamo che sbattercela in faccia da soli.
Foto dell'autrice
Anche se si è un po' al verde, ogni bolletta dovrebbe essere accolta con un GRAZIE perché senza quei servizi, noi umani del XXI secolo, non saremmo in grado di sopravvivere.

Se non siamo disposti a vivere dentro un'umida caverna scaldandoci con un falò fatto di vecchie cassette della frutta, lavarci in un rigagnolo e usare piccioni viaggiatori per mandare messaggi, ringraziamo la vita che ci sta offrendo quei servizi per rendere la nostra vita comoda come nessun umano è mai stato prima. 
Non dare nulla per scontato e ringraziare sempre per i servizi è il primo scalino per vivere nel flusso dell'abbondanza invece che in carenza.

lunedì 20 ottobre 2014

Respirare la ricchezza

Qualche giorno fa sono entrata in una gioielleria per una commissione, e appena varcata la soglia ho sentito in maniera inequivocabile una forte energia emanare dal negozio stesso. 
Era un'energia pulita e potente, non era vibrante come quella che si sente nei luoghi sacri, ma potrei definirla più ferma, quasi solida.
Era l'energia della ricchezza.



Foto dell'autrice
Sono rimasta qualche secondo a respirarla con tutta me stessa, stupita di non averla mai notata prima. L'ho proprio respirata a pieni polmoni, permettendole di venire assorbita da ogni mia cellula perché ho intuito immediatamente che era la cosa giusta da fare in quel momento.

La cosa che più mi è rimasta impressa, è proprio il fatto che fosse un'energia pulita. Mentre la maggior parte dell'umanità associa il denaro e la ricchezza a qualcosa di losco, di negativo. 

Quel giorno ho compreso che dovremmo ogni tanto immergerci in questa energia di abbondanza, senza giudizi negativi o moraleggianti nei confronti della ricchezza di per sé.
Dovremmo fermarci e lasciarci invadere da essa con gratitudine, comprendendo nel profondo che se esiste, se entra anche solo indirettamente nel nostro campo di esperienza, è perché fa per noi.

Se qualcosa non fa per noi, sta lontana anni luce dal nostro campo energetico. Quindi, se passiamo davanti a una banca o a una gioielleria, invece di investire quei luoghi di rabbia, senso di 
Foto dell'autrice
impotenza o invidia, approfittiamone per respirare un po' di quell'energia!


Per permettere all'abbondanza di venire da noi, di attirarla, dobbiamo vibrare allo stesso livello. Allora cominciamo a caricarci come magneti respirando un po' di ricchezza con gratitudine. 
Dicendo GRAZIE per quell'energia potente come se fosse già nostra, l'Universo deve rispondere per forza.
E' una Legge!

giovedì 9 ottobre 2014

Chi più spende più guadagna!

Uno dei fondamenti della Legge dell'Abbondanza, oltre alla gratitudine per ogni cosa - seppur piccola - che abbiamo, consiste nel fare esattamente il contrario di ciò che il senso comune vi direbbe di fare.

Quando si hanno problemi di liquidità, si pensa subito di stringere la cinghia, eliminare le spese considerate superflue, risparmiare magari sul cibo, e ci sia affanna a trovare una soluzione per racimolare qualche spicciolo qui e là. Si pensa di continuo ai soldi che mancano.


Foto dell'autrice
Eppure, la paura legata alla mancanza di denaro e la spinta a risparmiare, denotano una mancanza di fiducia nella vita. La vita è di per sé abbondanza, e se ti concentri sulla paura della povertà, l'energia che attiri sarà di povertà. Attiri ciò che pensi.

I Maestri propongono di fare l'esatto contrario. 
Hai pochi soldi? Se qualcuno bisognoso chiede la carità, invece di pensare che quell'euro che hai in tasca per te è troppo prezioso perché c'è crisi, donalo!
Ti propongono di iscriverti in palestra e hai il conto in rosso o quasi? Ti iscrivi! 
Perché, tra l'altro, l'abbondanza passa per la materia e la capacità che abbiamo di gestirla. Una persona che si considera troppo spirituale per sporcarsi nella materia bruta è facile che incontrerà più difficoltà ad attirare denaro di chi invece nella materia ci sguazza bene!

C'è una festa da organizzare per un amico e bisogna fare una colletta? Non pensare nemmeno lontanamente di ricusare con la scusa che sei senza soldi. Primo, perché non sono quei pochi euro che faranno la differenza; secondo, perché amicizia è dare in modo incondizionato, e se non impari a dare non impari a ricevere; terzo, perché con la scusa che non hai denaro continui a raccontare in giro e a raccontarti da solo che denaro non ce n'è. Il modo migliore per allontanarlo!

So che qualcuno leggendo questo articolo inorridirà, ma il modo
Foto dell'autrice
migliore per vedere se funziona è provare. Piangere miseria non ha mai creato ricchezza!

Nessuno ti chiede di dare in beneficenza un milione di euro che non hai, o di fare shopping forsennato, solo di smettere di pensare: Non me lo posso permettere.

Questa frase è letale, perché stai dicendo intrinsecamente: Io non permetto alla vita di darmi abbondanza, non mi permetto di riceverla.
Meditaci su, e scoprirai che è vero.

So anche che qualcuno continuerà a protestare che le bollette non si pagano da sole per magia se non abbiamo di che pagarle, ma il punto è che più ci concentriamo sul problema, più teniamo la porta sbarrata alle infinite possibilità di ricevere nuove offerte di lavoro, o comunque altri modi per incassare denaro.

Se tu non hai fiducia nella vita, la vita non ha fiducia in te!
Se tu non permetti al denaro di fluire verso di te, chi può farlo al posto tuo?



sabato 23 agosto 2014

La semplicità

A forza di lavorare incessantemente su te stesso, un giorno scopri che non hai più quel bisogno impellente di riempirti la vita e la casa di cose, di oggettini carini che ti illudevi potessero rendere il tuo ambiente più allegro, più romantico, più fresco. 
A un tratto non ne senti più la necessità perché comprendi che essi sono solo forma, orpelli inutili che in nessun modo possono riempire dei vuoti o cambiare i tuoi stati d'animo - illusioni su cui si basa il marketing.
Foto dell'autrice

La vera abbondanza è uno stato d'animo. Ma non ha nulla a che vedere con la quantità di prodotti inutili, spesso di poca qualità, di cui circondiamo.

Quando cominci a sentire dentro di te la vera Pienezza, lo spirito senza forma che si nutre da sé, allora non hai più l'illusione di vuoti da riempire. Compendi che la semplicità del vivere, la frugalità,  non sono privazioni.
Togliere il superfluo è energia che circola.

giovedì 29 maggio 2014

Gioite per i successi altrui

Dato che la Legge dello Specchio funziona sempre, tutto ciò che accade agli altri accade anche in noi, è una manifestazione esterna di qualcosa che viviamo all'interno di noi. O una potenzialità.

Quindi, anziché invidiare o criticare chi ha successo, chi ha delle fortune che noi crediamo di non avere, chi raggiunge dei traguardi meritevoli ed importanti, dovremmo rallegrarcene.
Perché il tuo successo è anche il mio.
La tua ricchezza è la mia.


Foto dell'autrice
Esserne invidiosi è respingere il successo e l'abbondanza dalla nostra vita.
E' dire ad essi di no.
Poiché è un non riconoscere che le manifestazioni esterne sono specchio dell'anima.

Il fatto che una forma di ricchezza o successo non siano in nostro possesso vuol solo dire che non siamo riusciti ancora a materializzarli, incarnandoli.
Ma se possiamo vederli manifestati nel mondo è perché da qualche parte esistono anche in noi. O non potremmo vederli.

Ogni successo altrui va celebrato, perché è un meraviglioso dono della vita.
Sentirsi feriti da esso significa che stiamo dicendo alla vita che con noi è ingiusta e così non facciamo che attirare situazioni che ci scontentano.
Ammirare chi ha raggiunto dei traguardi con successo è anche una spinta a fare sempre meglio. Dovrebbe essere visto come un esempio da seguire.

E poi, se davvero vogliamo vivere nella gioia, come potremmo non gioire del successo e dell'abbondanza in sé stessi?


lunedì 20 maggio 2013

La crisi economica è uno stato mentale

La crisi globale che interessa soprattuto l'economia, viene vista da tutti come qualcosa che avviene fuori da noi, lontano dal nostro controllo, per cui ci sentiamo impotenti, vittime.

Ma se nulla accade fuori, se il mondo è una nostra proiezione inconscia, allora lo è anche questa crisi. 
Tutto è sempre solo uno specchio della nostra interiorità.

Questa crisi è una crisi psicologica, mentale e spirituale, e alla fine anche culturale. 
Foto dell'autrice 
Questa perdita di senso che angoscia le persone nei paesi industrializzati, è il riconoscimento dell'assurdità della crescita a tutti i costi, del nostro stile di vita improntato alla rincorsa estenuante di beni di consumo superficiali, di acquisizione di status symbol che ci facciano accettare dagli altri.

Ma chi sono gli altri?
Non accettiamo noi stessi, tutto qui, e continuiamo a cercare il benessere e la felicità al di fuori, nelle cose materiali.
Di qui la crisi identitaria di una buona fetta di pianeta. 

I nostri valori si sono persi insieme al senso di sacralità, alla spiritualità.
La crisi è lo specchio di un vuoto interiore collettivo.

La mancanza di soldi è solo la manifestazione mentale di ciò che non funziona più. 
Il denaro è abbondanza, ma l'abbondanza viene dall'amore e dalla fiducia.
Se amore e fiducia vengono a mancare, ecco che scatta quel senso di mancanza, di perdita che innesca la crisi economica.

Foto dell'autrice
Più che occuparsi delle ipotesi di complotto, dovremmo individuare il nemico dentro di noi.

Cosa ci fa credere di non meritare più abbondanza?
Cosa ci fa credere che i doni dell'Universo siano limitati?

Il denaro fisico è solo carta. Di per sé non vale nulla.
Ma noi lo investiamo di tutta la nostra energia. 
Ma che tipo di energia è?
Di paura della perdita, paura della povertà, paura della fame. Vergogna, o desiderio di possesso.

Caricandolo di questa energia, non possiamo certo aspettarci ricchezza per tutti!

Esther e Jerry Hicks, autori del libro Chiedi e ti sarà dato (TEA), scrivono:
Invece di guadagnare ricchezza, provate a permettere ricchezza.
Vorremmo che eliminaste il termine "guadagnare" dal vostro vocabolario e dalla vostra mente, e ci piacerebbe che lo sostituiste con "permettere".

Solo permettendo alla nostra interiorità di essere in pace e senza paure, solo vibrando sulla fiducia nell'abbondanza, si può uscire dalla crisi.
Permettendo al denaro di venire a noi, il quale Non è qualcosa per cui dovete battervi o lottare, scrivono gli Hicks, siete tutti essere meritevoli, e meritate quindi il benessere.



venerdì 26 aprile 2013

Metafore della Legge Universale nel Vangelo

La religione ufficiale ci ha insegnato a credere ciecamente nei miracoli di Cristo e dei santi come dogmi imprescindibili.

Ma se guardiamo ai miracoli raccontati nei testi sacri come metafore della Legge Universale, ci accorgiamo che con ogni probabilità questo era il solo modo per raccontare qualcosa di complesso alle masse ignoranti del passato.
Foto dell'autrice

Prendiamo ad esempio solo alcuni dei miracoli più famosi:

La moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Si parla della Legge dell'Abbondanza. Se sei grato per il poco che hai, l'Universo ti manda di più, in abbondanza. 
Mai scoraggiarsi, mai farsi condizionare dal senso di mancanza.

Trasformare l'acqua in vino.
Usare il talento e la fede per trasformare qualsiasi cosa, anche la più piccola, in un capolavoro.
Legge alchemica, con l'amore si può trasformare il piombo in oro.

Cacciare i mercanti dal tempio.
Toglierci i desideri superficiali che ci allontanano dallo scopo e dalla sacralità dei nostri obiettivi primari. 
Togliere il brusio dalla nostra mente, quello che ci allontana dal Qui e Ora e dal nostro vero Sé.
Cacciare via il cinismo dalla nostra vita.

Resurrezione di Lazzaro.
Bisogna far morire delle cose di noi e della nostra vita e risorgere al nuovo. 
Non esiste evoluzione e rinnovamento senza riconoscere il valore del ciclo vita/morte/vita. 

venerdì 22 febbraio 2013

Se non ami la vita, la vita non ama te

Se pensi che la vita faccia schifo, che ogni giorno vissuto è solo un giorno in più che ci avvicina alla morte, se pensi che non ci sia un senso, se pensi che esistere sia solo sofferenza, questo è esattamente ciò che otterrai.

The crow - Foto dell'autrice
Chi si lamenta di non avere mai ricevuto doni dalla vita ma solo difficoltà e miseria, ha ragione. Ma la causa non è nella vita stessa.

"La vita non ti accade, la vita ti risponde", scrive Rhonda Byrne nel suo convincente libro The Power.

Tutto ciò che pensi si manifesta.
Come puoi ottenere doni senza gratitudine, come puoi raggiungere la felicità con le lamentele? Come puoi ottenere abbondanza se ti concentri sulla mancanza?
Come puoi sentirti soddisfatto se ciò che hai ti sembra poco e inadeguato, se vivi nell'invidia e nel senso di inferiorità?

Come puoi trovare il tuo lavoro dei sogni e pensi sia un sogno impossibile, se pensi che a causa della crisi economica le cose possono solo peggiorare e impoverire tutti?

Come puoi trovare l'amore, quello vero, se ti senti solo, se non ti piaci, non ti ami, temi il rifiuto e magari anche l'intimità? 

Foto dell'autrice
D'ora innanzi, prova a cambiare la tua visione del mondo.

Dice un vecchio detto che la vita è come uno specchio, se tu le sorridi, ti sorride.

Allora togliti quel broncio dalla faccia, smettila di vedere il mondo come un posto grigio e ostile.

Hai il potere di far uscire il sole. Devi solo imparare a sorridere e ringraziare. 

lunedì 28 gennaio 2013

Ringraziare sempre per l'abbondanza

Vi ricordate mai di dire grazie davanti ai banchi colmi di frutti della terra fragranti al mercato? Dite mai grazie mettendo la spesa nel carrello?
State portando a casa il cibo necessario a sfamare voi e la vostra famiglia, lo date per scontato, e magari vi lamentate anche che vorreste poter comprare di più, mangiare di più.

Lo sapete che il primo segreto per ricevere l'abbondanza è la gratitudine?

Siete davanti al bancomat per prelevare soldi e il vostro unico pensiero è rivolto al conto in banca e alla preoccupazione che si assottigli sempre più. Avete pensieri di povertà. Non avete gratitudine per la ricchezza del mondo che in quel momento sta portando a voi il denaro necessario.


Foto dell'autrice
Lo so che per una mente razionale tutto ciò non ha senso.
Pensate che se il conto in banca è quel che è, è inutile pensare alla ricchezza del mondo.
Sbagliato!
Il mondo stesso è dentro di voi, siete voi a crearlo. Non mettete limiti. Credete nei miracoli. Affidatevi. 
Sappiate che l'Universo cospira sempre per farvi avere ciò che vi serve. 

Se avete bisogno di più soldi, non serve lamentarsi. Ciò peggiorerebbe la situazione perché vi concentrereste sulla mancanza.
Chiedete con fiducia e vedrete che da qualche parte arriveranno.
Parola mia, funziona!

Cominciate con la gratitudine per ciò che già avete. Se avete un conto in banca, anche piccolo, è già qualcosa! 

"Date e vi sarà dato (...) perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio" dice Cristo;
"La gratitudine per l'abbondanza che hai ricevuto è l'assicurazione migliore per l'abbondanza futura" gli fa eco Maometto.

Come suggerisce Rhonda Byrne nei suoi libri The Power e The Magic, benedite sempre la vostra spesa, la vostra dispensa, ringraziate per il denaro che ricevete, anche prelevando al bancomat, ringraziate anche quando fate shopping, perché vi state regalando abbondanza. 
Foto dell'autrice
Amate le banconote nel vostro portafoglio, trattatele bene, tenetele in ordine. Dite sì al denaro e all'abbondanza portata dalla vita.

Io, personalmente, tengo sempre un po' di banconote straniere nel portafoglio, di modo che ci sia sempre denaro, comunque. 
E nell'ingresso di casa tengo una cesta di vimini con della frutta dentro.
Il mio modo personale di rendere grazie per l'abbondanza.
Non importa come, ma trovate il modo di farlo!

venerdì 25 gennaio 2013

Quello che chiedo... o qualcosa di meglio!

Capita che ci fissiamo su un desiderio, capita che la personalità con il suo Ego smisurato ci si metta di mezzo.
Vogliamo quella cosa e la vogliamo adesso.

Foto dell'autrice
Con un po' di umiltà e un pizzico di autoanalisi cominciamo a capire che forse abbiamo poca pazienza e dobbiamo solo aspettare che la cosa si manifesti. Intanto viviamo la nostra vita, gioiamo, ci godiamo il viaggio.

Passa il tempo e non succede nulla. Allora pensiamo che forse abbiamo ancora delle resistenze da qualche parte nell'inconscio.
Qualcosa dentro di noi sta remando contro, convinzioni inconsce, paura di fallire o al contrario paura del successo... 
Ci lavoriamo su con impegno, smontandoci pezzo per pezzo.

Passa altro tempo e tutto è statico. 
Cominciamo ad irritarci, chiediamo all'Universo perché il nostro desiderio non è ancora stato esaudito, snoccioliamo tutti gli esercizi fatti per smontare le nostre resistenze al successo, e poi snoccioliamo - già che ci siamo - anche una sfilza di preghiere e invocazioni a modo nostro.

Poi capita di leggere una frase su un libro preso per caso (ma sarà davvero un caso? Il caso no esiste!), ed ecco la luce rischiarare il buio in un attimo.

Nel libro qualcuno dice di avere l'abitudine di chiedere sì, ma di terminare la richiesta con la frase: Questo o qualcosa di meglio.

Sì, perché questa resa è l'ammissione che l'Universo ne sa più di noi, sa meglio di chiunque altro cosa sia davvero per noi, cosa sia necessario e fondamentale per la nostra crescita nel viaggio terreno e cosa invece sia solo banale velleità che non ci arricchirebbe l'anima. Sarebbero solo tempo ed energia sprecati.

Foto dell'autrice
Affidarsi all'infinita saggezza del Divino, al suo infinito Amore, ammettendo che il suo Piano è ancora meglio del nostro perché può vederlo dall'alto e quindi averne una visione più completa. Questa è la vera saggezza umana.
Essere abbastanza ambiziosi da chiedere ciò che sogniamo perché sappiamo di meritarci di più, ma abbastanza umili da arrenderci al Piano divino che ci ha messi qui per essere messo in pratica.

Una volta praticata la resa, le Porte dell'Abbondanza si aprono.
Perché non abbiamo più l'attaccamento al risultato. Il nostro risultato agognato.
Se non è quello sarà certamente qualcosa di meglio!

venerdì 23 novembre 2012

Esercitare la gratitudine preventiva.

Chi di noi non si è mai lamentato della propria vita, pensando di meritare di più, desiderando di più? Quanto volte la nostra mente è rimasta impegnata a macinare lamentele, autocommiserazione e biasimo?
La maggior parte dell'umanità pensa: Sarò felice quando avrò... Sarò felice quando troverò...
Come se la felicità fosse qualcosa che si raggiunge con gli obiettivi. Come se la gratitudine per l'abbondanza potesse esprimerla solo chi ha molto. A noi sembra logico, ma non lo è per la Legge universale.
La chiave di tutto è semplice, ma so che è difficile per chi pensa di avere poco o niente essere grato anche per quel poco. Eppure, la gratitudine preventiva è ciò che fa la differenza.
Joe Vitale scrive nei suoi libri che tutto ciò che entra nel nostro campo, ovvero succede nella nostra vita, è perché lo abbiamo attratto e vibra con noi in qualche modo.
Se vedi una Ferrari passarti davanti, invece di maledire il conducente pensando che è troppo fortunato, o peggio, che sarà sicuramente un disonesto che l'ha comprata frodando gli altri, di' grazie.
Se pensi che sia una cosa bella, grazie! Vuoi avere un bambino ma non ci riesci e vedi tante mamme con il passeggino o donne incinta intorno a te, invece di sentirti irritata o sconfortata di' grazie, perché la gratitudine attrae abbondanza.
Io l'ho sperimentato sulla mia pelle. Ogni mattino mi sveglio e ringrazio perché sono viva e in salute e per le cose che ho e anche per quelle che verranno, ogni sera prima di dormire ringrazio per la giornata e mi soffermo sulle cose migliori accadute. La gratitudine e la fiducia per l'abbondanza mi portano continuamente dei doni.
Desidero un certo tipo di T-shirt o un  nuovo paio di jeans ma di qualità? Ho fiducia che li troverò a un prezzo abbordabile, ringrazio e lascio andare. Pochi giorni dopo sicuro che trovo qualcosa in saldo o in stock, e di ottimi marchi.
Appena trasferita nella casa nuova, due anni fa, ho espresso il desiderio di trovare un cane al canile. Lo avrei voluto tipo Jack Russel o Beagle. In poco tempo l'ho trovato, è proprio un incrocio con un Jack Russel ed era lì al canile!
Quando ho cominciato ad avere dei problemi a causa della sua aggressività con i cani maschi, mi sono concentrata sulla sue buone qualità, e non sul problema. Pochi mesi dopo, ho avuto l'occasione di portarlo all'area cani, dove ha cominciato a socializzare, e dove ho trovato una persona che mi ha aiutato a tenerlo a bada con una semplicissima tecnica. Ora il cane è migliorato e non ho dovuto spendere un centesimo per un addestratore, e ho anche trovato molti nuovi amici! Inutile dire che ringrazio ogni giorno per questo.


Foto dell'autrice
Foto dell'autrice
Da quando ho cominciato a esercitare la gratitudine preventiva mi capita spesso di trovare cuori di ogni genere intorno a me. Pietre, petali, neve sciolta, buche nel cemento, persino briciole. Tutto a forma di cuore. 
So che è l'universo che risponde a modo suo facendo capire che non sono sola e sono sostenuta dall'Amore Universale. 
Un giorno sono andata a fare una passeggiata in campagna con due amiche, nel sole tiepido ci siamo sedute a gambe incrociate e abbiamo recitato il mantra: GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE... 
La leggerezza e la beatitudine che derivano da questo semplice esercizio è ciò che fa la differenza tra una vita povera piena di lamentele e frustrazioni e una vita piena di doni e di felicità. 
Ciò che ancora non abbiamo ma che davvero ci serve per essere felici arriverà. E' già lì ad attenderci. Basta dire un grazie preventivo!