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martedì 13 agosto 2013

La vita ti risponde. A modo suo.

Sarà capitato a tutti di darsi dei buoni propositi per migliorare la propria vita, il proprio rapporto con gli altri, dicendo, ad esempio: non voglio più arrabbiarmi e litigare con le persone, d'ora in poi non raccoglierò più le provocazioni; non attaccherò più bottone e parlerò meno; non mi lamenterò più; non la prenderò più sul personale; non giudicherò più niente e nessuno.

E, puntualmente, accade che finiamo per litigare con qualcuno che ci provoca, anche se non ce la siamo cercata, o succede qualcosa che ci fa tornare a lamentarci, a prenderla sul personale, ecc.

E' la vita che risponde alla nostra richiesta. 
Foto dell'autrice
Ma noi, inconsapevoli, ci arrabbiamo perché ci illudiamo che esprimere il desiderio di rompere uno schema basti a farlo accadere. Invece la vita ci mette davanti a un esempio, ci offre un'opportunità per mettere in pratica da subito ciò che vogliamo imparare a fare.

Dovremmo ringraziare la vita che ci sta offrendo l'occasione giusta per svegliarci e osservarci mentre sta per accadere ciò che vorremmo evitare: reagire a uno schema assodato. 
Il nostro unico errore è scoraggiarci e prendercela con la vita o con noi stessi, o peggio, con chi ci provoca. 

Guarire da schemi di comportamento è lungo e tortuoso, è una continua sfida con noi stessi.
E' come decidere di andare a pattinare sul ghiaccio e poi prendercela con il ghiaccio stesso che ci ha fatto cadere, o con i pattini.
L'equilibrio si impara poco a poco. Basta non arrendersi. Mai.

venerdì 28 giugno 2013

Il potere alchemico della trasmutazione

Come ho già scritto in precedenza, il percorso verso il risveglio interiore è un processo alchemico a tutti gli effetti, perché trasforma le energie pesanti simboleggiate dal piombo in energie leggere, simboleggiate dall'oro.
Trasmuta la densità del corpo di dolore in leggerezza della gioia.

Autoritratto dell'autrice
Eckhart Tolle consiglia di osservare qualsiasi nostra sofferenza o ostacolo entrandoci dentro, accettando la cosa per ciò che è.
E anche questo è già stato scritto.

Ma ciò che colpisce nelle sue parole è l'attenzione al presente come trasmutazione alchemica.
Perché spiega che se affrontiamo questa sofferenza o ostacolo identificandoci con la mente - cosa che succede regolarmente - la risposta, la nostra reazione, deriva dal condizionamento del passato. Quindi saremo destinati a ripetere i nostri errori.
Agiremo in base a uno schema.

Se invece entriamo in ciò che proviamo in una situazione per noi difficile, saremo presenti a noi stessi, e la conseguente azione sarà mossa dallo stato di presenza. Staremo aderendo alla necessità del presente, non a schemi prestabiliti di cui siamo schiavi inconsapevoli.

Da uno stato di presenza, dunque, siamo in grado di agire appena la vita ci dà l'opportunità di farlo.
E l'azione conseguente, sarà la migliore possibile.
Perché nascerà dal Sé, non dai ricordi.



venerdì 31 maggio 2013

I drammi di controllo

James Redfield, nel celeberrimo libro La profezia di Celestino (Corbaccio), parla degli schemi comportamentali che gli umani mettono in atto nelle loro relazioni. Di qualunque tipo.
Foto dell'autrice 

Conoscere gli schemi, osservandoli quando, nostro malgrado, li stiamo mettendo in atto è una grandissima opportunità per liberarsene.

Secondo Redfield, i drammi di controllo avvengono perché le persone non sanno di avere dentro di sé un potere e un'energia infiniti, e il loro bisogno di energia fa sì che credano di doverla prendere fuori di sé. Dagli altri.
Quindi, diventiamo tutti dei parassiti energetici appena nasciamo.

Redfield divide essenzialmente i drammi di controllo in quattro categorie di persone, in base al loro schema di comportamento:

INTIMIDATORE - L'intimidatore è una persona che usa l'aggressività, sia fisica che verbale, per dominare le persone e ricevere attenzione. L'essere autoritario, il dare ordini, il criticare, l'essere rigido, la fa sentire in una posizione di sicurezza.
Come dramma di risposta, l'intimidatore ottiene il tipo:


VITTIMISTICO -  Il vittimista è una persona che si sente debole, incapace di ribellarsi e far valere le proprie ragioni, si sente di solito perseguitato, oppure ha bisogno di giustificarsi sempre. 
Il vittimista vive con la sensazione che ciò che fa attirerà critiche o non verrà capito. Cosa che, naturalmente, accade, perché attira l'intimidatore. 



L'INQUISITORE - Il terzo tipo è una persona subdola, ipercritica e perfezionista, che non si fida delle persone e per questo ha necessità di inquisire, fare domande, indagare il comportamento delle persone che ha accanto nell'intento di giustificare i suoi timori. Usa la critica, insinua il dubbio per smontare la sicurezza di chi ha di fronte, il suo scopo è dominare senza la forza fisica, con la sottigliezza. Il cinismo, lo scetticismo, la tendenza a sminuire il valore delle persone sono altre caratteristiche tipiche.
Questo atteggiamento crea, come dramma di risposta, il tipo:

TROPPO RISERVATO - Il quarto tipo è una persona che tende al mistero su di sé e a stare sulle sue per paura che la sua intimità venga invasa, o che gli altri si impongano e li mettano in discussione. A volte sono persone che non riescono a impegnarsi nelle relazioni perché hanno bisogno di molto spazio e di decidere autonomamente, senza bisogno di chiedere aiuto a nessuno.

Per spiegare meglio questi schemi, portando esempi pratici, James Redfield ha pubblicato anche la Guida alla profezia di Celestino (Corbaccio).

E voi, quanto siete disposti ad osservavi in modo obiettivo per scoprire a quale tipo appartenete?