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sabato 16 dicembre 2017

La meditazione ti spoglia

Uno degli effetti collaterali della meditazione, quando diviene una pratica quotidiana costante - due volte al giorno almeno - è che ti spogli del superfluo.

Non solo hai meno bisogno di comprare e circondarti di cose materiali, ma di colpo hai meno voglia di parole, sia di pronunciarle che di sentirle, non hai più necessità di fare lunghe conversazioni con gli amici, nemmeno al telefono. Non hai più la pulsione ad accendere radio, tv, internet. 
Tutte quelle parole, quel surplus di immagini, opinioni, video, parole scritte nei post cominciano a non interessarti più di tanto, non ricerchi il contatto costante col telefono.

Meditation time - Foto dell'autrice 
Ti viene voglia di comunicare solo l'essenziale, di colpo ti rendi conto che non hai nemmeno più interesse a condividere post sciocchi tra le amiche su Whatsapp, superfluo anche quello.

La pratica della meditazione ti ripulisce la mente e le emozioni dal brusio di fondo - che a molti dà dipendenza. Basti pensare a quanta gente non può fare a meno di avere la tv accesa anche se fa altro o riceve ospiti. Se glielo fai notare ti rispondono che tiene loro compagnia. Questo significa solo una cosa: hanno paura del silenzio. 
Perché nel silenzio c'è la nostra essenza. Non tutti sono pronti per incontrarla.

Con la pratica meditativa costante, non importa per quante ore al giorno, le cose superflue ti scivolano addosso. 

giovedì 6 febbraio 2014

Meno parole

Viviamo in un mondo invaso dalle parole, il 99% delle quali superflue o del tutto inutili.
Siamo talmente abituati al brusio che molti di noi nel silenzio si sentono a disagio.
Spesso, quando siamo vicini ad altre persone, ci sentiamo quasi obbligati a rompere il silenzio dicendo qualcosa, di solito qualche banalità. Ci sembra che non parlare sia una forma di maleducazione.

Eppure, come si può pretendere di avere una mente silenziosa se non siamo capaci di togliere il superfluo nei dialoghi?

Pensate a quante parole diciamo in più del dovuto quando dialoghiamo con qualcuno.
Infatti; no, però; comunque; volevo dire…; ma se; sì, no… 
Quante volte si comincia una frase con Sì, no. Sì o No? O uno o l'altro!

Autoritratto dell'autrice
E poi, le ripetizioni. Ripetiamo un concetto come se temessimo che l'ascoltatore non capisse, ma forse siamo noi i primi a dover ribadire le cose per essere sicuri di crederci davvero!

E' un esercizio difficile, ma vale la pena di provare.
Tentare di togliere tutti i fronzoli.

Di solito: Cioè no, sai, oggi, mentre andavo dal panettiere, ho pensato che in fondo, a pensarci bene, tutto sommato…

Togliendo il brusio: Oggi mi è venuta in mente una cosa.

Pare semplice, sulla carta. Per imparare a farlo anche nel dialogo bisogna ascoltarsi, respirare, fare le giuste pause, e rimanere distaccati da ciò che si dice. Se ci facciamo coinvolgere da ciò che stiamo dicendo, quindi perdendo la presenza, è la fine.
Veniamo risucchiati nel vortice.

E, di solito, cosa accade dopo che abbiamo parlato a raffica rapiti dal vortice? Ci sentiamo un po' spossati e frastornati.
E magari ricordiamo solo una parte delle cose che abbiamo detto. 
Di solito le ripetizioni.

Parlare in presenza significa anche entrare in sintonia profonda con l'ascoltatore, che non verrà investito da un fiume di parole senza poter intervenire, rischiando di non capire che una piccola parte del discorso.

Inoltre, quando si dialoga in presenza non ci sono reazioni a fraintendimenti. Perché oltre le parole c'è l'attenzione e il cuore aperto. C'è sintonia.

giovedì 19 settembre 2013

Fare come l'acqua

Spesso i pesi che ci sentiamo addosso ci portano a illuderci di poterli scaricare un giorno, nel futuro.

Ma sappiamo ormai che, come ripete incessantemente Eckhart Tolle, non esiste altro momento per essere sereni se non l'Adesso. 

Foto dell'autrice
Un bell'esempio è quello dell'acqua. 
Immaginiamo una distesa d'acqua come il mare o un lago, e pensiamo alle onde. Esse si muovono sulla superficie facendo rumore, infrangendosi sulle rocce o sul bagnasciuga.
Ma se ci immergiamo al di sotto della superficie, ecco che tutto cambia.

Nelle profondità dell'acqua tutto è calmo. Non esiste rumore fastidioso né moto ondoso che disturbi la quiete.
Sotto la superficie c'è solo pace.

Ecco, la nostra vita andrebbe vista da questa prospettiva.
Foto dell'autrice
Le preoccupazioni, l'ansia, il brusio mentale non sono altro che superficie. Ma sotto, dentro di noi, c'è la calma che cerchiamo.
Raggiungerla è semplice.

Basta soffermarsi sull'Adesso. Sul nostro respiro. Sulla nostra energia interiore. 
Qui e Ora.
Tutto il resto scompare e ritroviamo la calma.