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martedì 12 settembre 2017

5 canzoni meditative

Vi siete mai chiesti se esistono canzoni in linea con lo spirito meditativo? 
Psychedelic Rock Meditation - Foto dell'autrice
Cos'è lo spirito meditativo? E' quello stato di coscienza che porta al desiderio di stare nel silenzio interiore, abitare dentro sé stessi, nella quiete, nell'ascolto, nell'abbandono, senza aspettative né obiettivi. Un semplice stare, sostare nel qui e ora abbandonandosi a ciò che si è, ovvero infiniti. Pura coscienza. 

Nella mia ricerca che mi ha portato a scrivere il libro Manuale rock per guerrieri danzanti (Le Due Torri editore) ho incontrato molte canzoni che in qualche modo incarnano stati di coscienza superiori. Tra queste oggi voglio consigliarne 5 sullo stato meditativo.

Invito i miei lettori a suggerirne altre che secondo loro incarnano questo stato di coscienza. 

  1. Corner of the Earth - Jamiroquai
  2. All is One - Eric Burdon & The Animals
  3. Qualcosa che non c'è - Elisa
  4. Across the Universe - The Beatles
  5. My Sweet Lord - George Harrison


giovedì 22 giugno 2017

L'autodisciplina mattutina

Da un po' di tempo ho deciso di alzarmi tutte le mattine alle 6.15 - sabato e domeniche comprese, non importa a che ora vado a letto - per mettere in pratica un'autodisciplina. Per stare con me stessa, nel silenzio interiore, nel respiro. Non una semplice pratica di meditazione, ma stare - sostare - in uno stato di coscienza più elevato. A tu per tu con il Sé.

Alle anime ribelli come me non è mai piaciuto sentirsi imporre le cose, non avrei mai accettato che qualcuno mi obbligasse a fare questa scelta. Infatti, per anni l'autodisciplina per me è stata molto difficile, specie l'alzarsi al mattino presto.

Ma nel percorso di Risveglio della Coscienza, specie nella Via del Guerriero di Pace, essere disciplinati è fondamentale per assoggettare i corpi che fanno i capricci e diventare noi, Anima, il condottiero. 
Vivere l'intento in modo integro, qualsiasi cosa i nostri corpi vogliano fare, ci porta a concentrare la nostra energia come un laser, a usare il Fuoco in modo consapevole e attivo.

Sostare nell'Essere - Autoritratto dell'autrice
Non è importante che ci siano subito risultati. Non ha senso preoccuparsi se un giorno i pensieri continuano ad abitare la nostra mente facendo rumore, né scoraggiassi se a volte non riusciamo ad entrare in uno stato di coscienza superiore, tipo un profondo senso di beatitudine. Non è nell'inseguire i risultati il senso di questo stile di vita - perché di questo si tratta. Farlo per farlo, invece, porta la mente al presente perché non c'è aspettativa né l'illusione di un'illuminazione futura.

L'intento è il pilastro dell'autodisciplina, non una forma di rigidità. Significa portare un Fuoco direzionato, nella tua vita, che ti permette di centrarti moltissimo. 
Chi ha autodisciplina ha maggiori capacità di resilienza, e minore tendenza allo scoraggiarsi facilmente. Non permette ai corpi di riprendere il potere sulle emozioni e sulle decisioni. 

E lasciando andare l'aspettativa o la paura di non raggiungere stati di coscienza elevati, paradossalmente, a un tratto essi accadono. Senza sforzo. Magari per poco, ma accadono. 

I benefici arrivano come effetto collaterale. Uno dei più banali, comunque, è quello di poter godere della mattina presto e avere l'intera giornata davanti, puoi fare più cose a ritmo più lento. Puoi godere del silenzio in strada quando tutti dormono. Perdi la frenesia del fare tutto di corsa perché senti di avere poco tempo. 
Smette di esistere quel conflitto interno tra la parte che vorrebbe avere più tempo e quella che vorrebbe passare più ore a letto, finendo per farti sentire quel certo senso di colpa. 

L'autodisciplina, per essere efficace, deve essere davvero sentita da noi stessi come necessaria, come passo evolutivo successivo. A un tratto diventa l'unica strada che abbia un senso percorrere. Per questo quando suona la sveglia ogni mattina non ti viene nemmeno in mente di dire: Cheppalle!!! Ma sei grato del giorno che nasce, perché anche tu, in fondo, stai rinascendo.
E la pratica meditativa diventa, in fondo, un ringraziamento per esserci. 



mercoledì 26 dicembre 2012

Brancolare nella nebbia


In questa giornata nebbiosa, mentre tornavo a casa in auto mi sono ricordata di un episodio accadutomi quando ero al liceo.
Una mattina stavo pedalando verso la mia scuola, e la nebbia era così fitta che a un tratto mi ritrovai al cento di una piazza vuota incapace di vedere a un metro di distanza.
Rallentai, poi dovetti fermarmi piena di inquietudine. 
Attorno a me non c'erano suoni né punti di riferimento, nessun ostacolo né persone che passassero accanto. Ero nel nulla assoluto.

Non ricordo quanto durò quella sensazione, ma a un tratto mi chiesi se per caso non fossi morta e quello fosse una sorta di limbo o giù di lì...
Soltanto oggi ho compreso quanto fosse assurda quell'associazione di idee: nebbia = morte o aldilà.

In realtà, è la vita che spesso ci appare come un brancolare nella nebbia, un sentirci sperduti e senza punti di riferimento.
Foto dell'autrice
E' quello che fa la gente normalmente, aggrapparsi agli ostacoli piuttosto che lanciarsi fiduciosi nel nulla, perché quella bambagia attorno ci fa sembrare il futuro troppo indistinto, pericoloso.
Chissà cosa ci aspetterà mai oltre quella cortina di nebbia, pensiamo. Magari ci sbatteremo la faccia contro prima di poterci fermare e ci faremo male...

E' troppo difficile pensare che siamo sempre al sicuro anche nella nebbia più fitta. Che basta affidarci, all'istinto ma anche alla Coscienza Superiore che ci guida.

Anni fa ho sentito una persona raccontare che in stato di coma dopo un incidente, mentre veniva risvegliata dai medici, gridò:
"Non voglio tornare nel sonno dei viventi!"
Ecco quello che la nebbia dovrebbe rappresentarci: il sonno della coscienza in cui siamo immersi credendo di essere svegli.
E' quel sonno che ci fa credere di essere soli nel nulla.