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giovedì 16 febbraio 2017

La Gioia ringiovanisce le cellule

Si sa che le persone felici, gioiose, che si sentono realizzate emanano una luce senza tempo, a volte sembrano più giovani, altre paiono avere un'età indefinita.

Quando ho compiuto quarant'anni ho sentito che finalmente avevo trovato me stessa e mi sono resa conto di sentirmi più giovane, gioiosa e leggera di quando ne avevo venticinque. 
Allora mi sentivo tutto il peso del mondo sulle spalle, ero triste, ansiosa, irrequieta, insoddisfatta, paurosa. 
I trent'anni sono stati una discesa agli Inferi, cosa abbastanza comune. I trenta sono un giro di boa, rappresentano la prima grande ricapitolazione. In molti hanno vissuto una crisi esistenziale importante a trent'anni. 

Non dico che non abbia ancora cose da vedermi e da sciogliere, come tutti non si finisce mai di osservare sé stessi, è un'arte che applicheremo a vita, ma ho capito che maggiore centratura e leggerezza dai pesi psicologici innalzano l'energia al punto che sembriamo più giovani della nostra età biologica e ci sentiamo più giovani anche dentro il nostro corpo.
Quando penso che sto entrando nei quarantatré anni mi stupisco da sola. Non me li sento affatto!

Quarantadue - Autoritratto dell'autrice
La Gioia di vivere e l'entusiasmo che esprimo ora sono conseguenze di un ricontatto con il mio Sé. E non importa se ci sono comunque giorni un po' difficili, con piccoli e grandi intoppi, l'importante è come li vivo. Li guardo da un punto di vista consapevole e distaccato, senza lasciarmi travolgere, sapendo che è tutta una creazione della mia parte Ombra. Continuo a osservare e a portare luce dove non è ancora arrivata, ma la Gioia intrinseca di vivere non viene mai meno perché viene da dentro.

Allora il tempo si ferma, anzi, a volte rallenta, pare tornare indietro come un film sulla bobina. Perché la Gioia di vivere, la consapevolezza profonda di essere Vita vengono dalla mente non-locale, quindi da quella parte dell'esistenza che si esprime fuori dallo spazio-tempo, è infinita ed eterna. 
E la luce emanata da questa consapevolezza non-locale si vede, illumina ogni singola cellula dal di dentro.

Diventate Gioia e sentirete il tempo fermarsi, sentirete che è pura illusione.

mercoledì 21 ottobre 2015

Amicizie alchemiche

Le amicizie nate sulla Via a volte si rivelano stupefacenti. Esiste una strana alchimia per cui capita che due anime si incontrano e decidono di camminare fianco a fianco per un po' aiutandosi a vicenda ad evolvere, anche se a voce non viene stretto nessun patto. E' qualcosa di tacito. 

Spesso capita che una ha un problema e si rivolge all'altra, sapendo di poter avere da lei il consiglio o la tecnica giusta da applicare. Poco dopo, accade il contrario. Quella che tempo prima dava consigli si trova nella situazione di dover chiedere aiuto. Così l'altra si mette nei panni della consigliera saggia.

Amicizia - Foto dell'autrice
Non sono ruoli finti, recitati. Sono momenti dell'esistenza, naturali, in cui si ha il consiglio giusto al momento giusto, ma nessuna delle due anime incarnate ha una posizione gerarchica superiore all'altra, né crede di averla. 

Fa tutto parte del cammino evolutivo, ci si incontra per aiutarsi a vicenda, ognuno con la propria conoscenza acquisita e un bel po' di saggezza innata.
Basta avere l'umiltà per mettersi al Servizio dell'altro quando abbiamo qualcosa da dare.

mercoledì 19 febbraio 2014

Click: come rovinarsi la vita scappando dal presente

Come ho già scritto in un precedente articolo, capita a volte di imbattersi in commedie che sotto la superficie di momento di svago contengono grandissime verità e le illustrano in modo magistrale.

Una di queste è Cambia la tua vita con un CLICK, con Adam Sandler e Christopher Walken.
Narra la vicenda di un architetto molto ambizioso oberato di lavoro che non ha mai tempo per la famiglia. Un giorno gli viene regalato un telecomando universale che gli permette di gestire la propria vita come fosse un televisore.

Foto dell'autrice
Se non vuol sentire il cane abbaiare mette il MUTE, se la moglie sta cominciando a litigare la mette in pausa, se una cosa non ha molta voglia di farla va avanti veloce, e addirittura, se non si sente di affrontare una cena con i parenti perché vorrebbe lavorare al suo progetto, salta direttamente la scena. 
Anche la promozione la ottiene così: invece di godersi ogni singolo giorno di lavoro che lo porterà alla promozione, salta subito al giorno che gli interessa.
Scopre così che quando salta i momenti che non gli piacciono, il suo corpo sta vivendo e agendo con il pilota automatico. 

All'inizio a lui sembra bellissimo. Ma pian piano si accorge che si sta perdendo interi pezzi di esistenza e spesso non sa di cosa la moglie o i figli stiano parlando - certo, perché non c'era, non era presente!
Inoltre, a un certo punto il telecomando prende il sopravvento, va fuori controllo e non può essere né distrutto né restituito.
Il protagonista scopre così che il telecomando si è autoprogrammato in base ai suoi schemi ed abitudini, in base alla sua ossessione per i risultati e alla sua propensione a saltare tutto ciò che lo infastidisce, invece di affrontarlo.

Si ritrova così avanti di trent'anni, scoprendo di essersi perso la crescita dei figli, la morte del padre, e di essere stato abbandonato dalla moglie esausta per quel rapporto con un uomo infantile che non c'era mai.

E' molto bello nel film vedere i meccanismi che portano la nostra mente ad autoingannarci facendoci credere che non abbiamo tempo da dedicare agli altri se non ai nostri obiettivi illusori, vivendo sempre proiettati verso il risultato finale.

A tutti sarà capitato in famiglia di dire ai figli Ora non ho tempo, sto lavorando/cucinando/ecc. Se lo dite almeno una volta al giorno, siete nei guai!

Quante volte nella vita mettiamo il pilota automatico per non viverci i piccoli fastidi, ad esempio, del traffico - pensando sia meglio vagare con la mente o stilarci un'agenda mentale delle cose da fare?
Quante volte a una cena in cui ci stiamo annoiando a morte mettiamo su un sorriso ebete e annuiamo con la testa come un pupazzo, mentre nella testa ci stiamo rilassando sotto una palma tropicale o stiamo avendo un incontro erotico con un gran pezzo di ragazzo?
Non negate! E' successo a tutti.

Eppure, andando avanti negli anni, queste cose si pagano, e care.
Foto dell'autrice

Interi pezzi di esistenza, persi. 
Quante frasi ci sono state dette per una seconda volta e noi siamo cascati dal pero?
- Ah sì, e quando me lo hai detto?
- Ieri. Due volte. E tu mi hai pure detto ok!

Pilota automatico.

Nel film, verso la fine il protagonista si rende conto di ciò che ha perso e dice al figlio di dare più importanza alla famiglia.
In realtà, rispetto al significato profondo del film, è una frase un po' fuorviante.
Il problema non è passare meno tempo a lavorare e più tempo con moglie e figli.
Il problema è che se hai una mente fuori controllo che scappa da qualche parte ogni volta che il presente non le piace, oppure per abitudine non c'è proprio mai, ovunque tu sia, casa o lavoro, non fa differenza.
Non ci sei. Il tuo corpo è vuoto, è un meccanismo automatico.
E alla fine dei tuoi giorni scopri che non hai vissuto davvero.

lunedì 29 luglio 2013

La fiducia incondizionata

C'è una scintilla dentro di noi che ci permette di sentirci bene, in salute, che ci porta a percepirci amici di noi stessi, con un senso di tenerezza, di dolcezza, sia nei nostri stessi confronti sia della vita in generale. Una scintilla che ci fa sentire che ogni cosa andrà bene. 
E' la fiducia incondizionata.

Questa fiducia è qualcosa di più dell'ottimismo verso qualcosa di specifico. 
E' un profondo, naturale apprezzamento verso i dettagli dell'esistenza.
Quando apprezziamo questi, allora ci stiamo aprendo davvero alla vita ed essa non è più una lotta.

Foto dell'autrice
Sviluppare la fiducia è come guardare il sole che sorge, scrive Chögyam Trungpa nel libro Sorridi alla paura (Oscar Mondadori).
All'inizio sembra molto debole e ci si chiede se ce la farà. Poi brilla e risplende. (...)
Non è una questione di avere o non avere bisogno di fiducia. Essa è naturalmente presente. In effetti, non dobbiamo svilupparla. Si tratta piuttosto di riconoscere la fiducia che già esiste.