Come racconta Salvatore Brizzi in una delle sue belle lezioni, l'umanità, alla ricerca della divinità, nel corso della storia è giunta a varie tappe del cammino spirituale.
Prima pensava che Dio fosse in tutte le cose (animismo), poi che ci fossero varie divinità (politeismo), poi che Dio fosse uno solo, ma separato da noi (monoteismo), infine, oggi cominciamo a pensare che Dio sia dentro di noi, perché in ognuno di noi esiste una scintilla divina.
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Ma alla fine del cammino si potrà comprendere che in realtà, noi siamo Dio.
Ma siccome il nostro Ego è ancora troppo sviluppato, sentirsi Dio senza aver raggiunto l'illuminazione potrebbe essere pericoloso.
Potrebbe dar luogo a personalità ipertrofiche e dispotiche.
Nel nostro piccolo, potremmo cominciare a sentire il divino in noi, fino a fonderci con esso, recitando un semplice mantra:
OHM MANAH SHIVAYA
(Io onoro la divinità che risiede in me).
Per riuscire a comprendere fino in fondo, a livello inconscio, quanto davvero noi soli siamo creatori della nostra realtà, del potenziale illimitato - perché divino che conteniamo in noi - e per abbattere quel senso opprimente e illusorio di separazione che ci fa credere che il divino sia fuori da noi, e che il potere del mondo non sia nelle nostre mani, questo mantra recitato diverse volte al giorno può fare la differenza.
Può aprirci le porte alle nostre infinite possibilità di creazione.
Può sciogliere quelle ultime resistenze che ci tengono lontani dalla nostra realizzazione personale.
Siamo anime che sono venute qui per svegliarsi e trovare la felicità in terra.
La crisi globale che interessa soprattuto l'economia, viene vista da tutti come qualcosa che avviene fuori da noi, lontano dal nostro controllo, per cui ci sentiamo impotenti, vittime.
Ma se nulla accade fuori, se il mondo è una nostra proiezione inconscia, allora lo è anche questa crisi.
Tutto è sempre solo uno specchio della nostra interiorità.
Questa crisi è una crisi psicologica, mentale e spirituale, e alla fine anche culturale.
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Questa perdita di senso che angoscia le persone nei paesi industrializzati, è il riconoscimento dell'assurdità della crescita a tutti i costi, del nostro stile di vita improntato alla rincorsa estenuante di beni di consumo superficiali, di acquisizione di status symbol che ci facciano accettare dagli altri.
Ma chi sono gli altri?
Non accettiamo noi stessi, tutto qui, e continuiamo a cercare il benessere e la felicità al di fuori, nelle cose materiali.
Di qui la crisi identitaria di una buona fetta di pianeta.
I nostri valori si sono persi insieme al senso di sacralità, alla spiritualità.
La crisi è lo specchio di un vuoto interiore collettivo.
La mancanza di soldi è solo la manifestazione mentale di ciò che non funziona più.
Il denaro è abbondanza, ma l'abbondanza viene dall'amore e dalla fiducia.
Se amore e fiducia vengono a mancare, ecco che scatta quel senso di mancanza, di perdita che innesca la crisi economica.
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Più che occuparsi delle ipotesi di complotto, dovremmo individuare il nemico dentro di noi.
Cosa ci fa credere di non meritare più abbondanza?
Cosa ci fa credere che i doni dell'Universo siano limitati?
Il denaro fisico è solo carta. Di per sé non vale nulla.
Ma noi lo investiamo di tutta la nostra energia.
Ma che tipo di energia è?
Di paura della perdita, paura della povertà, paura della fame. Vergogna, o desiderio di possesso.
Caricandolo di questa energia, non possiamo certo aspettarci ricchezza per tutti!
Esther e Jerry Hicks, autori del libro Chiedi e ti sarà dato (TEA), scrivono:
Invece di guadagnare ricchezza, provate a permettere ricchezza.
Vorremmo che eliminaste il termine "guadagnare" dal vostro vocabolario e dalla vostra mente, e ci piacerebbe che lo sostituiste con "permettere".
Solo permettendo alla nostra interiorità di essere in pace e senza paure, solo vibrando sulla fiducia nell'abbondanza, si può uscire dalla crisi.
Permettendo al denaro di venire a noi, il quale Non è qualcosa per cui dovete battervi o lottare, scrivono gli Hicks, siete tutti essere meritevoli, e meritate quindi il benessere.
Capita alle volte di incappare in un libro scritto cent'anni fa e scoprire che la Legge di Attrazione era già conosciuta dall'autore, nonostante non avesse lo stesso nome né esistessero corsi di Risveglio Spirituale.
Mi è capitato di recente di leggere il famoso libro Il giardino segreto, di Frances E. Burnett.
E' considerato un libro per ragazzi, da cui hanno tratto un paio di film, ma la magia del risveglio della natura e della consapevolezza dei protagonisti è così ben narrata che vale la pena di leggerlo anche se si è adulti.
Verso la fine del libro uno dei piccoli protagonisti, che si sta svegliando alla gioia di vivere, dice:
- Ci devono essere molti incantesimi nel mondo, ma nessuno li conosce e sa farli. Forse occorre cominciare dicendosi che accadranno cose belle, finché non accadono sul serio.
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E poco oltre:
- (...) Sono sicuro che la magia sia in ogni cosa, soltanto che non ne sappiamo abbastanza per impadronircene e metterla al nostro servizio.
Infine:
- (...) Dalla magia deriva ogni cosa; (...) Ogni mattina e ogni sera e, durante tutto il giorno, tutte le volte che mi ricorderò, dirò: La magia è dentro di me!
(...) Le cose si imparano a forza di ripeterle spesso e di pensarci finché non si fissano in testa; secondo me lo stesso avviene con la magia. Se continueremo a invocarla di venire da noi e di aiutarci diventerà parte di noi per sempre e ci aiuterà ad agire.
E' vero. La magia è dentro di noi.
Ma ora abbiamo anche la conoscenza delle tecniche per padroneggiarla!
Una delle tante tecniche per dissolvere le false convinzioni che ci limitano, è scriverle in una lista.
Ad ogni convinzione scritta, ad esempio:
Sono convinto che non riuscirò mai a diventare un pittore affermato,
si scrive il perché siamo convinti che quella cosa è impossibile.
Ad esempio:
Perché tutti me lo dicono sempre,
oppure
Perché non mi sento all'altezza, sembra troppo bello per essere vero.
Poi si scrive se davvero ci crediamo.
Spesso la risposta è:
No!
Proviamo a scrivere:
Come mi fa sentire questa convinzione? Che emozione mi fa provare?
Spesso la risposta è che ci fa star male.
Allora scriviamo sotto:
Come mi sentirei se non provassi questa emozione?
Ovviamente noi scriviamo:
Mi sentirei meglio,
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oppure
Sarei più sereno.
Pare così ovvio da essere lapalissiano. Eppure...
Eppure continuiamo a raccontarci delle storie alle quali, gratta gratta, non crediamo neppure noi.
Scoprire che le nostre angosce non hanno un fondamento reale e davvero valido ci fa sentire stupidi.
Ma questo è il prezzo da pagare per aver aperto gli occhi di fronte a un'autolimitazione.
O preferiamo rimanere tuta la vita convinti che una cosa sia impossibile, pur di non perdere la faccia di fronte a noi stessi?
Senza queste convinzioni, quanto lontano potremmo andare?
Pare incredibile, eppure con questa semplice lista corredata di botta e risposta, si possono sciogliere un sacco di blocchi.
Provate e vedrete!
Spesso ci capita di essere tormentati da pensieri ed emozioni negativi, oppure ossessivi.
Magari scopriamo di avere un attaccamento, a una cosa, a una persona, a un sentimento, a una situazione.
Non sappiamo lasciarlo andare.
Non vogliamo lasciarlo andare.
Il timore della perdita ci tormenta più della cosa stessa.
In realtà, la paura allontana le cose, o fa accadere proprio ciò che temiamo.
Attiriamo gli eventi con la stessa energia di perdita.
La Legge di Attrazione invece dice che più sei attaccato al risultato, più crei blocchi che lo tengono lontano.
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Anche il dolore, a volte ci è così familiare che inconsciamente non vogliamo lasciarlo andare. Senza, non saremmo più gli stessi.
Joe Vitale propone un semplice esercizio, efficace anche per dissolvere il dolore fisico, come il mal di testa.
Liberare un palloncino rosso:
1. Sentite l'emozione indesiderata (o un dolore) nel corpo.
2. Vedete l'area interessata come una rossa energia fiammeggiante.
3. Avvolgete l'energia in un palloncino rosso e chiudetelo con uno spago.
4. Lasciatelo uscire dal vostro corpo e salire in cielo.
5. Guardatelo salire e salire mentre diventa sempre più piccolo, finché scompare. Lasciatelo andare completamente.
Come dice Alberto Chiara nelle sue belle lezioni, L'Amore è la vibrazione che ci porta le cose.
Anche Joe Vitale e Rhonda Byrne nei loro libri insistono su questo punto: solo amando le cose che facciamo, le situazioni che viviamo, le persone che abbiamo accanto possiamo raggiungere i nostri obiettivi.
E non si può ottenere una cosa che si desidera senza Amore.
Anche le cose che non hai devi prima desiderarle caricandole d'amore come se le avessi già.
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Le nostre cellule stanno insieme perché è l'Amore a legarle, il nostro cuore batte perché è l'Amore ad averlo messo in moto.
Senza l'Amore le nostre cellule morirebbero in pochi minuti.
Senza l'Amore la Terra sarebbe un grande sasso senza vita e probabilmente non rimarrebbe sospeso nello spazio.
Non è il desiderio a mettere in moto i miracoli che ti portano le cose, ma l'Amore.
Ama ciò che fai, credici, e tutto andrà per il meglio perché l'Amore è tutto ciò che conta.
L'unico ingrediente indispensabile a far funzionare le cose.
Chi è innamorato di ciò che fa, del proprio lavoro, avrà sicuramente più successo di chi lo fa solo perché deve tirare avanti.
E i soldi, sono una conseguenza dell'Amore per ciò che si fa.
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Più si ama il proprio lavoro, più vi apporteremo abbondanza.
Provate a cucinare un piatto di spaghetti distrattamente, senza badare molto a ciò che fate, e poi provate a rifarlo con gli stessi ingredienti mettendoci attenzione, cura e amore.
Sembreranno due piatti completamente diversi.
Inutile dire quale sarà il migliore.
Qualsiasi cosa desideriate, cominciate ad amarla. Ora.
Nel libro The Magic (Mondadori), Rhonda Byrne propone l'esercizio dell'Assegno Magico.
Si fotocopia il modello di assegno che compare a pag.164, si compila con la cifra che vorremmo ottenere per qualche scopo che ci sta a cuore, o perché semplicemente ne abbiamo bisogno.
Si appone la data.
Non si firma perché è già firmato dall'Universo, e la banca è quella Universale della Gratitudine.
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Perché dobbiamo capire che la ricchezza dell'Universo è illimitata, e ciò che abbiamo è ciò che siamo riusciti ad attirare.
Tutto dipende da noi.
Se abbiamo fede, e ci affidiamo all'Universo, la somma arriverà a noi in qualche modo.
Concentrandoci sulla cifra, non sul come giungerà a noi.
Quindi, una volta deciso quello che vogliamo, e compilato l'Assegno Magico, ringraziamo preventivamente per ciò che ci sarà dato, perché è lì ad attenderci.
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Tenendolo in mano, immaginiamo di ricevere ciò che vorremmo avere con quel denaro. Quella cifra può anche essere uno stipendio per il lavoro che vorremmo.
Sentiamo la gratitudine riempirci il cuore per il dono ricevuto.
Rhonda Byrne consiglia di portarlo sempre con sé oppure di tenerlo bene in vista in casa, e durante la giornata, di tenerlo in mano almeno un paio di volte ripetendo l'esercizio della gratitudine preventiva.
Come diceva Socrate, Chi non è contento di ciò che ha, non sarà contento di ciò che avrà.