martedì 8 gennaio 2013

Ok, non capisco ma accetto...

Capita spesso nella vita di trovarsi in situazioni o luoghi che proprio non ci piacciono, che ci stanno stretti, da cui vorremmo evadere il prima possibile.

Eppure i Maestri dicono che l'unico modo per uscire da una situazione è starci dentro. Accettarla.
So per esperienza quanto sia difficile. Anche perché spesso confondiamo il verbo accettare con accontentarsi.

Quando ti senti in gabbia e qualcuno ti dice con la calma del vecchio saggio e il sorriso sulle labbra che devi sederti e accettare ciò che stai vivendo come l'unico mondo possibile, anche se solo sul momento, è come ricevere un pugno nello stomaco... ma con i guantoni rosa!

Eppure, fatto mio questo saggio consiglio, ho visto davvero i risultati. Non puoi uscire da un luogo o da una situazione scappandovi. Non puoi lasciare le cose in sospeso.
The Chalice - Foto dell'autrice
Solo comprendendo che qui e ora, in questo momento la tua vita è così, si svolge in questo luogo, puoi ripartire verso la tua meta.

Tutto ciò che non risolvi te lo porti dietro. 
L'insoddisfazione  che nasce da un luogo o da una situazione che odiamo rimane in noi. Spostarsi non serve a nulla.

Quindi, anche quando pensiamo di star vivendo una situazione assurda o senza via di uscita, la cosa migliore da fare - anzi, l'unica possibile - è sedersi e ammettere che non capiamo assolutamente cosa stia accadendo, e cosa in noi l'abbia creata. 
Ma accettiamo la cosa come un naturale passaggio.

"Ok, non capisco ma accetto..."


lunedì 7 gennaio 2013

Sul perdersi e ritrovarsi

C'è una massima che dice che per ritrovarsi bisogna per forza perdersi.
E' verissima. E l'ho sperimentata di persona.

Come spiega anche Clarissa Pinkola Estés nel suo celeberrimo Donne che corrono coi lupi (Frassinelli), nel nostro percorso di vita capita a tutti di perdere la strada, di dimenticare da dove veniamo davvero e di conseguenza dove siamo diretti.


Labirinto - Foto dell'autrice
Non è un vero intoppo né un fallimento. E' un momento necessario per cadere nell'abisso, finire nel vicolo cieco, smarrirsi nel labirinto, perché solo così possiamo trovare la forza di reagire e di trovare le risposte alle nostre domande. La forza di ritrovare il sentiero abbandonato. 

Tutto torna a essere chiaro e ci chiediamo come possa essere successo di smarrirsi, diventando ciechi e sordi al richiamo selvaggio dentro di noi che ci urlava di stare attenti a non perdersi.

Eppure lo smarrimento porta a una nuova visione più ampia, più consapevole. Ci porta la saggezza. 
Ci porta a riconoscere che senza quella scuola di vita non saremmo davvero coscienti della preziosità del nostro scopo, della nostra missione.


Dentro il labirinto - Foto dell'autrice
In molte fiabe c'è un personaggio, in genere giovane e ingenuo, che si smarrisce nel bosco. Trova individui malintenzionati che lo confondono, ma alla fine c'è sempre un aiuto magico per farlo uscire dal bosco sano e salvo. 

Ognuno di noi può divenire l'eroe della sua fiaba personale. 
A livello psichico l'aiuto magico è già dentro di noi. 
E' la forza interiore, lo spazio illimitato di saggezza suprema e infinito amore che alberga nella nostra anima.
Possiamo attingervi sempre, basta sedersi ad ascoltarsi.
Basta riconoscere che lo smarrimento non è per sempre.
E' solo una prova.

domenica 6 gennaio 2013

L'osservazione porta luce nel buio

Breve riflessione sulla luce dell'osservazione.
Foto dell'autrice


Quando portiamo l'attenzione su qualcosa che ci turba, che ci disturba, e lo osserviamo, semplicemente, senza giudizio, ecco che questa cosa viene illuminata dalla luce della consapevolezza.
E la luce della consapevolezza, come un faro, illuminando il nostro turbamento, lo scioglie. Come neve al sole.

Si può definire un atto di psicomagia. 
L'osservazione consapevole scevra da giudizio diviene una bacchetta magica che dissolve il buio, scioglie i nodi, porta pace dove prima c'era turbamento.

Con l'osservazione le cose tornano ad essere solo quello che sono, ad esistere in sé. 
Prenderci un po' di tempo per portare luce dove c'è dolore o rabbia è l'unico modo per evitare gli inutili ostacoli creati dalla sofferenza.

Portare luce è portare Amore. 

sabato 5 gennaio 2013

Sul radicamento

Capita a volte che alcune anime, incarnandosi, non scendano in modo totale nella materia.
Sono anime prettamente spirituali che faticano a mettere radici, a concretizzare nella vita, a sentirsi a casa in questo mondo umano.

Persone dal fisico sottile, direi elfico, e grandi occhi aperti sul mondo pieni di stupore. Persone un po' schive, che quasi rifuggono la materia.
Detestano la violenza, rifiutano di nutrirsi di animali, sono attratti irresistibilmente dalla mistica. 
Perché quello è il loro mondo: lo spirito.

Ma quando vieni al mondo, il compito della tua anima è sperimentare la materia in tutto e per tutto. 
Il corpo è strumento di conoscenza terrena. 
Foto dell'autrice

Per radicarsi e concretizzare le idee, i talenti, le passioni, un corpo deve passare per lo sport, la danza, il ritmo, il lavoro manuale, l'attenzione sui movimenti, i compiti terreni.

E, orrore, mangiare carne!

Se ami tutte le creature e sai cosa succede nei macelli, dover mangiare carne per radicarti può essere un compito che richiede una buona dose di coraggio e determinazione.
Il sapore del sangue della bistecca in bocca ha il sapore della morte, della violenza. Eppure la vita ti sta chiedendo di accettarlo come veicolo di incarnazione completa del tuo spirito nella materia.

E io che pensavo che meditare bastasse a trovare il proprio posto nel mondo!

Quando ti manca la terra, è come se ti mancasse il libretto di istruzioni di vita. 
E così scopri che rifugiarsi nello spirito, nella meditazione, non sempre è indicato se il tuo compito terreno è esattamente il contrario!


E' proprio vero, come ho scritto pochi giorni fa, che spesso l'Universo ti porta Aiuto in modi inaspettati.
Ma vanno sempre accettati, affidandosi a chi, evidentemente, ne sa più di noi su cosa è meglio. 
Già è magnifico vedere che l'Aiuto richiesto è arrivato al momento giusto.

E quindi, largo ai tamburi, largo alle danze africane, ai lavori manuali e... alla bistecca al sangue... Se è questo il mezzo per arrivare a ottenere i risultati sperati dopo anni di fatica e passione e abnegazione per il nostro lavoro.

Facciamo rumore, battiamo forte sul tamburo per dire alla terra che esistiamo, che siamo qui per essere un tutt'uno con lei, pestiamo i piedi per risvegliare le potenti energie della vita.
Vita!








giovedì 3 gennaio 2013

Apprezzarsi

What you are - Foto dell'autrice
"Tu sei tutta bella,
amica mia, 
e non vi è difetto alcuno
in te" 

Ho scelto questi versi dal Cantico dei Cantici (4 - 7), per ricordarci che l'apprezzarsi è alla base del fluire sereno nella vita.
Senza l'autostima non c'è Potere personale.
Senza il Potere personale la nostra vita è in altre mani, nelle mani illusorie del fuori da noi, del giudizio altrui.

Il giudizio è sempre illusione in quanto si distacca dal semplice essere delle cose. Le cose sono quello che sono. Il giudizio è nostro. 
Noi siamo quello che siamo e, agli occhi del Divino, tutto ciò che esiste è perché così deve essere, nulla è brutto o sbagliato.

Se poi ci ricordassimo che prima di nascere in questa vita ci siamo scelti tempi, modi, condizioni per venire al mondo, compreso il nostro corpo - il magnifico veicolo per sperimentare la materia - allora potremmo davvero guardarci allo specchio e vederci come siamo davvero: un miracolo.

Anche a livello genetico - l'essere qui fisicamente, aver sfidato i tortuosi meandri della storia, in cui i nostri antenati hanno lottato per tenersi in vita e riprodursi durante guerre, carestie, massacri e migrazioni fino al giorno in cui siamo venuti al mondo - come può non essere visto come un miracolo?

Guardiamoci allo specchio imparando ad amarci di più, a ignorare le critiche che affiorano dentro e fuori di noi, a ignorare i modelli di plastica - inarrivabili perché fuori dalla realtà - proposti in maniera ossessiva dai mass media, ma anche le aspettative comuni.

Non avere rughe - ma abbiamo vissuto, e le rughe ci sono testimoni!
Avere tette enormi - ma chi l'ha detto che la bellezza femminile passa dalle tette? 
I modelli classici e antichi di Bellezza - vedi le statue di Afrodite, ma anche di Iside prima di lei - non contemplavano seni sproporzionati e assurdamente turgidi. 
Solo il mondo contemporaneo ci ha proposto un modello volgare in quanto mero oggetto sessuale. 
Avere il sedere piccolo e muscoloso - eppure, nella maggior parte delle culture la donna è morbida, ha forme generose in quanto simbolo del calice che dona la vita. Simbolo di abbondanza.
Che fine ha fatto la vera femminilità?
Che fine ha fatto la Grazia?

D'ora in poi ricordiamoci che la Bellezza non è un canone e nemmeno una somma di misure astratte.
Crescent - Foto dell'autrice
Una donna che si sente bella è cento volte più bella di una bella che non sa o non crede di esserlo.

Siamo tutte belle perché siamo qui per sperimentare e contemplare la Bellezza. 
Dobbiamo solo sviluppare occhi per vedere e cuore per amare.
E per amarci.



mercoledì 2 gennaio 2013

Quando chiedi Aiuto

Capita di essere in situazioni che ci paiono estreme, vicoli ciechi da cui non crediamo di poter uscire, momenti un cui temiamo di morire... 
Sono quei momenti che ci fanno chiedere Aiuto.
Magari non sappiamo nemmeno noi a chi stiamo davvero chiedendo aiuto, ma ci buttiamo in ginocchio disperati e imploriamo Aiutami!


Foto dell'autrice
La Legge dice che l'aiuto arriva sempre e comunque. Poiché è proprio una Legge universale. E l'Universo risponde.

Il fatto è che siamo piccoli umani inebetiti dagli schemi mentali e dalla paura. Ci aggrappiamo alle nostre aspettative e se l'aiuto che chiediamo non arriva nella forma e nel modo che credevamo, ecco che pensiamo di non essere stati ascoltati. O peggio, di essere stati fraintesi. 
Ma come può una Divinità fraintendere? 

C'è una bella storiella che narra di un uomo disperato che durante un'alluvione si rifugia sul tetto della propria casa. Prega il suo Dio che lo salvi. 
Arriva un gommone, gli dicono di salire e lui: "No, ho fede che il buon Dio mi salverà..."
L'uomo continua a pregare, e arriva un elicottero.
L'uomo dice: "No, sono sicuro che Dio verrà a salvarmi..."
L'acqua sale, e l'uomo muore. Arrivato al cospetto di Dio si lamenta: "Buon Dio, io ti ho pregato e pregato perché tu arrivassi a salvarmi, e invece tu mi hai lasciato morire. Perché?"
Dio lo guarda sorridendo, scuote la testa.
"Infatti io ti ho inviato un gommone e poi un elicottero, figliolo..."

Salvatore Brizzi dice che l'Aiuto vero non è un antidolorifico. 
Spesso il vero Aiuto si paga, anche a caro prezzo. 
E' il prezzo da pagare per svegliarsi. 
"Per chiedere Aiuto occorre una ben precisa dose di coraggio (...)" dice Brizzi. "La tua richiesta verrà sempre esaudita - poiché questa è una Legge - ma il modo in cui accadrà potrebbe non piacerti affatto."

martedì 1 gennaio 2013

Sulla magia delle cose

Nel primo giorno del nuovo anno che comincia, mi soffermo a meditare sulla magia delle piccole cose quotidiane. 
Cose magari banali, se viste da fuori, eppure tutti ne percepiamo il valore intrinseco, la poesia, e sappiamo riconoscere che sono il sale della vita.

Foto dell'autrice
Proprio nella solitudine, nel silenzio, ci si può accorgere di quanto sia bello stare con le mani attorno a una tazza di tè fumante, l'aroma dell'incenso che si spande per la stanza, nella luce calda e avvolgente di una lampada.
Di quanto sia sublime il respiro regolare del cane che dorme accanto a noi, il frusciare degli alberi fuori dalla finestra, il frullo d'ali di un passero sul balcone.

Ma è altrettanto bello e importante accorgersi di quanto siamo fortunati ad avere amici che ci accolgono, che con noi condividono momenti ludici, cibo, sentimenti e paure.
Li guardi mentre fervono i preparativi di una festa, ognuno intento nel suo compito, mentre ridono con te, mentre scherzano tra loro.
Sono attimi di vita fuggevole che lasciano per sempre un segno se li sai vedere con gli occhi stupefatti di un bambino.

Foto dell'autrice
Così come guardi incantata e quasi incredula la rosa che fiorisce da un giorno all'altro in primavera, o le pennellate di arancio che solcano un cielo al tramonto.

Se non hai occhi per vedere la Bellezza, la Magia in ogni giorno che vivi, beh, rischi di andartene da questo mondo senza aver davvero vissuto. 
Il mio augurio per questo nuovo anno è, naturalmente, che mi porti ancora e ancora Magia e Bellezza da riempirmi gli occhi e il cuore.