venerdì 10 maggio 2013

Il metodo EFT

Una delle tecniche usate per ripulirci dai blocchi emotivi, dalle credenze autolimitanti e dalla paura è l'Emotional Freedom Techniques: EFT.

Questo metodo si basa sulla medicina tradizionale cinese e usa i meridiani dell'agopuntura.
Picchiettando su alcuni punti energetici, ristabiliamo l'equilibrio psicofisico.

Brad Yates, inventore di questo metodo, ci ricorda che la quantità di ciò che non attiriamo è pari alla quantità delle nostre resistenze.

Si parte da una credenza limitante che riconosciamo in noi, ad esempio, dicendo a noi stessi:
Anche se penso di non meritare... mi amo e mi accetto profondamente e totalmente;
Anche se penso che sia impossibile avere... mi amo e mi accetto profondamente e totalmente.

Foto dell'autrice
Mentre diciamo questo, picchiettiamo sul taglio della mano usata nel karate per colpire.
Picchiettiamo con le dita almeno sette volte.
Poi passiamo all'inizio delle sopracciglia (sopra il naso);
all'angolo esterno dell'occhio;
sotto l'occhio;
sotto le narici;
sotto la bocca, all'inizio del mento;
sulla giunzione tra le clavicole;
dieci centimetri sotto l'ascella;
sulla sommità della testa.

Autoritratto dell'autrice
Alla fine facciamo un profondo respiro e sentiamo se la resistenza è diminuita. 
Ripetiamolo finché non sentiamo che la resistenza è scomparsa.

E' molto efficace anche accompagnandolo con il mantra dell'Ho'oponopono, reso celebre da Joe Vitale nel libro Zero Limits.

Alcune persone trovano questa tecnica efficace anche per uscire da un attacco di panico o per affrontare una situazione che ci crea ansia, come un colloquio di lavoro o il parlare in pubblico.

Io lo faccio di fronte al sole nascente, associandolo all'esercizio descritto nel mio articolo di ieri.

Maggiori dettagli si trovano sul sito www.bradyates.net


giovedì 9 maggio 2013

Porta l'energia del sole sui tuoi desideri

Un esercizio che mi piace praticare al mattino quando sorge il sole è lasciarmi investire della sua energia esprimendo i desideri che voglio realizzare.

Foto dell'autrice
A occhi chiusi, sentire la luce che mi inonda attraverso le palpebre, respirare a fondo, esprimere chiaramente il desiderio (senza usare il non - ricordate: l'Universo non usa la nostra stessa grammatica!), immaginare di averlo già realizzato provando a sentire l'emozione che proverei.
E poi, abbandonandomi alla gratitudine più sincera.
Dico Grazie più volte che posso prima di finire l'esercizio. 

Provate. Vi darà un sacco di energia e positività, che sono gli ingredienti principali - insieme all'amore e alla gratitudine - per realizzarci nella vita.


mercoledì 8 maggio 2013

Essere come il cielo

Come dice Eckhart Tolle, noi non siamo ciò che accade, ma lo spazio in cui le cose accadono.

Ogni volta che siamo angosciati, turbati, nervosi, ansiosi, dovremmo ricordarci di fare questo semplice esercizio:
Essere come il cielo.

Foto dell'autrice
Immaginiamo di essere i semplici spettatori di ciò cha accade nella nostra vita come il cielo fa con le nuvole.
Il cielo non agisce, non crea né distrugge le nuvole. 
Esse lo attraversano senza lasciare traccia del loro passaggio quando il cielo è sereno.

Essere spettatori di ciò che è, questo è il segreto per lasciare andare le emozioni che ci fanno star male.

Foto dell'autrice
E, come ci ricorda anche Joe Vitale, qualsiasi cosa tu voglia dalla tua vita, devi partire da qui, da questo momento, da te stesso.
Il cielo è sempre presente, impassibile. 
E' nel Qui e Ora e osserva senza giudicare.

Sii come il cielo che osserva e ama le sue nuvole, le sue tempeste.
Sii presente a te stesso sapendo che ogni cosa parte da qui. Ora.
Il cielo è al presente. Vivi al presente. 
E ama. Ama tutto ciò che accade. 
Perché è parte di te.


martedì 7 maggio 2013

Quanto è grande il tuo sogno?

La scrittrice Rhonda Byrne, nel suo libro The Power (Mondadori), riguardo alle convinzioni autolimitanti che ci impediscono di realizzare i nostri sogni, consiglia un esercizio davvero singolare:

Disegna un punto al centro di un grande cerchio e accanto al puntino scrivi quello che desideri.
Foto dell'autrice

Non perché il puntino rappresenti quanto siano irrisori i tuoi bisogni, i tuoi desideri.
E' solo per farti capire che rispetto alla forza dell'Amore Universale, il tuo desiderio è così minuscolo che realizzarlo è semplice come battere le ciglia.

Se non si è ancora realizzato è perché non ci credi abbastanza.
Per questo si consiglia questo semplice esercizio.

Quindi, disegna un cerchio dove vuoi, il più grande possibile. Anche su un muro, se puoi. 
Magari si può realizzare con dello scotch di carta da carrozziere, che non fa danni!
Oppure disegnare col rossetto o un pennarello lavabile sullo specchio. Sì, proprio sullo specchio in cui più ti guardi, così da rammentarti ogni giorno che sei proprio tu, e nessun altro, l'artefice della tua felicità o infelicità, che tutto parte da te. 

E mentre guardi quel cerchio, immagina che sia grande come un cerchio con il diametro lungo quanto un campo di calcio e il tuo desiderio è una capocchia di spillo al centro di un'area così vasta.

Capito?

Non importa se quel cerchio non sarà perfetto, prova a disegnarlo immaginando che quello è l'Amore Universale.
E l'Amore farà il miracolo. Ma ci devi credere.
E già che ci sei, comincia da subito a provare gratitudine per ciò che riceverai.

lunedì 6 maggio 2013

Mai imparare discipline sui libri!

Foto dell'autrice
La prima volta che ho approcciato gli esercizi dei cinque tibetani, l'ho fatto seguendo le istruzioni del libro originale, di Peter Kelder.
Dopo pochi giorni mi sono trovata la cervicale bloccata, e sono stata costretta ad abbandonarli. 
Quando ci ho riprovato qualche tempo dopo, stesso nefasto risultato. 

Eppure tutti i praticanti dicono di averne giovamento, anche dal punto di vista muscolare e delle giunzioni.
All'epoca, ne ho tratto la conclusione - errata - che fosse colpa della mia cervicale irrigidita.

Poi mi è capitata l'occasione di seguire il corso tenuto da Alberto Chiara, che mi ha finalmente spiegato il perché del mio disagio.

Il libro di Kelder parla degli esercizi senza introdurre la respirazione corretta e e l'importanza delle apnee al momento giusto, inoltre non accenna al movimento del perineo che porta energia all'organismo, detto Yoga del Tao o Tao Yoga.

Senza questi piccoli ma fondamentali segreti, i 5 tibetani si limitano a essere degli esercizi di yoga dinamico con sì, dei benefici per i muscoli e le articolazioni, ma non caricando energia come dovrebbero, e chi ha problemi di rigidità peggiora la sua condizione.
Inoltre, Alberto consiglia di scaldare il corpo con esercizi di allungamento della colonna e qualche addominale prima di fare i cinque esercizi. 

Foto dell'autrice
Una volta imparati i segreti, di cui parla nel suo libro Il mistero rivelato dei RITI TIBETANI (Hermes Edizioni), in effetti l'energia caricata porta una serie incredibile di benefici già dai primi giorni - se si fanno quotidianamente.

Prima di tutto, si è meno stanchi, si dorme meno ma meglio, si ha più lucidità mentale, si ha una rinnovata gioia di vivere, più entusiasmo, più voglia di fare le cose.
Presto i piccoli acciacchi spariscono, non solo a livello di muscoli e articolazioni, ma qualsiasi disturbo abbiamo, in poco tempo viene attenuato fino a sparire.
C'è chi testimonia addirittura di avere meno rughe e meno capelli bianchi.

Alberto consiglia di farsi un elenco di disturbo e affezioni, che man mano verranno depennate. Segnarsi la data della compilazione è importante per capire in quanto tempo i benefici saranno evidenti.

Allora, siete convinti?!




venerdì 3 maggio 2013

Non cercate la pace: perdonatevi

Eckhart Tolle ci ricorda nei suoi scritti che l'errore più comune che commettiamo è cercare la pace.
Ma cercando la pace quando non la sentiamo in noi, mettiamo in atto un meccanismo di conflitto interiore. 
Cercando ciò che non si ha si rischia di non ottenerlo, perché il conflitto tra ciò che è e ciò che vorremmo crea una resistenza.

Che fare allora? 
Foto dell'autrice
La ricetta di Tolle è molto semplice: il perdono.
Perdonate voi stessi per non essere in pace.

Quando accettiamo la nostra condizione di persona non in pace, o semplicemente accettiamo di vivere un momento privo di pace, l'accettazione trasmuta la non pace in pace. 

La pace si ottiene solo accettando ogni cosa completamente.
Ma come ho già scritto, l'accettazione non è la rassegnazione.
L'accettazione porta il cambiamento, perché ci permette di vivere con gioia il momento in cui viviamo aprendo le porte all'Amore e ai miracoli. 
La rassegnazione no, perché è completamente passiva e priva di speranza.

Foto dell'autrice
L'arrendersi è il miracolo di rendere ogni momento il migliore momento che viviamo.
Nel Qui e Ora.
Secondo Tolle, l'illuminazione sta proprio qui.
Nella semplice accettazione di ciò che è.


giovedì 2 maggio 2013

Scappare non serve

Il desiderio di scappare dai problemi, lasciandoceli alle spalle, è insito nella natura umana. 
Il cervello rettile ci dice di fuggire quando proviamo paura o fastidio.
Ma questo meccanismo di difesa funziona negli animali, nell'uomo  crea solo problemi.

Ci illudiamo che ciò che ci pesa possa essere lasciato lì come un pacco, abbandonandolo a se stesso.

Dreaming city - Foto dell'autrice
In realtà, tutto ciò che ci crea paura e disagio è, come del resto ogni altra cosa, un nostro prodotto. Nasce da dentro di noi.
Quindi, pensare di tralasciarlo spostandosi da un posto a un altro, o cambiando amicizie, o partner, in realtà non funziona.

Perché ciò che crea il problema è in noi. E da noi non si può scappare.
Finché non troveremo in noi la radice del problema, facendo pace con esso, i nostri problemi ci seguiranno.
Prima lo capiremo, prima saremo davvero liberi dai nostri stessi limiti.